La testimone simbolo delle accuse contro Nicole Minetti fa marcia indietro. E lo fa nero su bianco, davanti a un notaio, con una dichiarazione giurata trasmessa all’Interpol e successivamente arrivata sul tavolo della Procura generale di Milano.
È l’ultimo clamoroso colpo di scena nella vicenda che nelle ultime settimane ha infiammato il dibattito politico e mediatico attorno alla grazia concessa dal presidente della Repubblica all’ex consigliera regionale lombarda.
Al centro della svolta c’è Graciela Mabel De Los Santos Torres, la massaggiatrice che aveva lavorato nella villa uruguaiana di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, e che era diventata uno dei pilastri delle accuse rilanciate dalle inchieste giornalistiche.
La ritrattazione che cambia tutto
Nel documento firmato in Uruguay, la donna prende nettamente le distanze dalle dichiarazioni che avevano contribuito ad alimentare il caso.
«Non ho mai visto che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione destinata ad assoldare prostitute», afferma nella dichiarazione giurata riportata da Corriere della Sera e Repubblica.
Parole che ribaltano completamente il quadro emerso nei mesi scorsi.
La stessa massaggiatrice aveva infatti sostenuto pubblicamente che Nicole Minetti non avesse cambiato vita dopo le condanne italiane e che in Uruguay sarebbero proseguite attività legate al favoreggiamento della prostituzione. Dichiarazioni che avevano avuto un forte impatto mediatico e che erano finite al centro delle polemiche sulla concessione della grazia.
Le accuse che avevano fatto esplodere il caso
«Sono io la testimone dei festini con le escort a Punta del Este nel ranch Gin Tonic del suo compagno Giuseppe Cipriani», aveva raccontato in precedenza.
Frasi che avevano contribuito a mettere in discussione uno degli elementi alla base del provvedimento di clemenza, ovvero il presunto cambiamento di vita dell’ex consigliera regionale.
La nuova versione, però, racconta una storia completamente diversa e finisce inevitabilmente per indebolire il peso di quelle accuse.
I dubbi e il dietrofront
In realtà alcuni segnali di incertezza erano già emersi nelle settimane precedenti.
Intervistata dall’emittente online uruguaiana Sin Piedad, la donna aveva infatti assunto una posizione molto più prudente rispetto alle accuse iniziali.
«Siccome tutto è stato distorto, ormai ho molta paura di parlare», aveva dichiarato, aggiungendo che sì, alcune feste si erano svolte, ma evitando di confermare altri aspetti più controversi della vicenda.
Successivamente ha deciso di presentarsi spontaneamente davanti alle autorità per formalizzare la propria versione dei fatti.
Un colpo alle accuse contro Minetti
Resta difficile capire cosa abbia spinto la donna a cambiare posizione in modo così netto. Quello che emerge oggi è però un dato oggettivo: una delle testimonianze che avevano alimentato il caso mediatico contro Nicole Minetti è stata ufficialmente smentita dalla stessa persona che l’aveva resa.
Una circostanza che arriva pochi giorni dopo la decisione della Procura generale di Milano di confermare il proprio parere favorevole alla grazia e mentre continua la battaglia legale tra il gruppo Cipriani e alcune delle testate che hanno seguito la vicenda.
Per chi difende Minetti, la ritrattazione rappresenta una conferma importante. Per chi aveva costruito parte delle accuse su quelle dichiarazioni, invece, si apre inevitabilmente un nuovo problema di credibilità.







