Fabrizio Corona rapinato sotto casa a Milano, sei uomini lo accerchiano e lo minacciano con un cacciavite: «Uno di loro l’ho riconosciuto»

Fabrizio Corona

Sei uomini contro uno, un cacciavite utilizzato per minacciare e una rapina consumata proprio sotto casa. Fabrizio Corona è stato aggredito a Milano, in via Gozzi, nella zona di Città Studi. L’ex re dei paparazzi, 52 anni, si sarebbe trovato improvvisamente circondato da sei persone che gli hanno sottratto alcuni gioielli prima di allontanarsi.

Ma c’è un particolare che potrebbe cambiare il corso delle indagini. Corona ha raccontato ai carabinieri di aver riconosciuto uno degli aggressori. Secondo la sua versione, si tratterebbe di un imprenditore con il quale avrebbe una questione economica aperta, legata a un credito che sostiene di vantare nei suoi confronti.

Una circostanza che gli investigatori dovranno verificare, anche attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.

Sei uomini lo circondano sotto casa e lo minacciano con un cacciavite

L’aggressione è avvenuta nel pomeriggio di sabato 10 ottobre, nei pressi dell’abitazione milanese di Corona, a poca distanza da piazzale Susa. Secondo il racconto fornito ai militari, sei uomini lo avrebbero accerchiato impedendogli di allontanarsi.

Uno degli aggressori avrebbe utilizzato un cacciavite per minacciarlo, mentre il gruppo si impossessava dei gioielli che indossava. Il bottino comprende due collane, del valore indicato di circa 400 euro, e un paio di orecchini.

Dopo la rapina, i sei si sarebbero dati alla fuga. Corona ha chiesto aiuto e sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia Monforte, che hanno raccolto la sua testimonianza.

Nonostante alcune escoriazioni, il conduttore di Falsissimo ha rifiutato il trasporto in ospedale e le cure mediche.

«Uno l’ho riconosciuto»: il mistero dell’imprenditore e del presunto credito

Il dettaglio più interessante riguarda l’identità di uno dei presunti rapinatori. Corona ha riferito agli investigatori di aver riconosciuto un imprenditore con il quale sostiene di avere un rapporto economico controverso.

L’ex re dei paparazzi vanterebbe infatti un credito nei confronti dell’uomo. Se la circostanza trovasse conferma, potrebbe fornire agli inquirenti un elemento utile per ricostruire il movente dell’aggressione.

Al momento, però, si tratta esclusivamente della versione raccontata da Corona. I carabinieri stanno cercando riscontri e hanno acquisito i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nelle strade vicine.

Le immagini potrebbero permettere di identificare i sei uomini e verificare la dinamica dell’episodio.

L’avvocato Ivano Chiesa: «Qualche escoriazione, niente di grave»

Dell’aggressione Corona ha informato anche il suo storico legale, Ivano Chiesa. L’avvocato ha confermato l’accaduto, riferendo quanto appreso direttamente dal suo assistito.

«Fabrizio è stato aggredito fuori da casa sua da sei persone che stando a quanto ha intuito, da come parlavano, erano di origine calabrese», ha dichiarato Chiesa.

Il legale ha poi rassicurato sulle condizioni fisiche del suo assistito: «Mi ha detto che a parte qualche escoriazione, niente di grave. Ovviamente farà denuncia».

L’ipotesi sull’origine geografica degli aggressori deriva dunque da una semplice impressione riferita da Corona e non costituisce un elemento accertato dagli investigatori.

Un’altra aggressione a settembre: le minacce a Corona e al figlio

Per Fabrizio Corona non si tratta del primo episodio violento nelle strade di Milano. Poco più di un mese prima aveva denunciato un’aggressione e alcune minacce ricevute da due giovani, uno dei quali figlio di un noto giornalista televisivo.

In quell’occasione i ragazzi avrebbero preteso 500 euro in contanti, minacciando conseguenze per Corona e per suo figlio Carlos, nato dal matrimonio con Nina Moric.

«Altrimenti faremo del male a te e a tuo figlio», era il contenuto della minaccia che Corona aveva mostrato alla polizia.

Successivamente l’ex re dei paparazzi aveva raggiunto un appuntamento in via Noè, sempre nella zona di Città Studi, accompagnato dagli agenti. Durante l’incontro i due giovani avrebbero colpito con alcune catene la sua Range Rover, danneggiandone il parabrezza.

Uno dei ragazzi, un ventenne, aveva ricevuto una denuncia a piede libero per tentata estorsione e danneggiamento aggravato. Entrambi risultavano amici di Carlos Corona.

Due aggressioni in poco più di un mese: ora indagano i carabinieri

La nuova rapina riporta l’attenzione sulla sicurezza dell’ex re dei paparazzi, protagonista di due episodi violenti nell’arco di poche settimane e nella stessa zona di Milano.

Non emergono, allo stato, elementi che colleghino i due fatti. Nel primo caso le indagini avevano riguardato una presunta richiesta estorsiva di 500 euro. Nel secondo, invece, Corona ha indicato un possibile contrasto economico con un imprenditore che sostiene di aver riconosciuto tra gli aggressori.

Gli investigatori dovranno chiarire se la rapina sia nata da una controversia personale oppure se il movente sia diverso. Le immagini delle telecamere e le dichiarazioni dei testimoni potrebbero rivelarsi decisive.

Per Corona, intanto, resta lo spavento di essersi trovato circondato da sei uomini davanti alla propria abitazione, con un cacciavite puntato contro e senza possibilità di sottrarsi alla rapina.