Garlasco, l’ex pm Rosa Muscio convocata: dovrà chiarire il giallo dei pedali di Stasi e della misteriosa relazione psicologica

Ex PM Rosa Muscio

Un altro pezzo della vecchia inchiesta di Garlasco torna sotto la lente della Procura di Pavia. I magistrati sono pronti a sentire Rosa Muscio, all’epoca pm della Procura di Vigevano e titolare insieme ai colleghi delle prime indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. La magistrata, oggi in servizio alla Procura per i Minorenni di Milano, dovrebbe essere convocata come persona informata sui fatti nell’ambito degli approfondimenti che riguardano gli accertamenti compiuti dai RIS di Parma nel 2007.

Sul tavolo ci sono due questioni diventate improvvisamente centrali a quasi vent’anni dal delitto: il controverso percorso delle analisi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi e una misteriosa relazione personologica di tredici pagine, priva di firma e data, nella quale compare il nome della psicologa e criminologa Alessandra Bramante.

Il giallo dei pedali e quegli esami successivi

Il primo fronte riguarda uno degli elementi che hanno attraversato l’intera vicenda giudiziaria di Garlasco. Durante le indagini, sui pedali della bicicletta di Stasi vennero eseguiti accertamenti biologici che in una prima fase indicarono una possibile presenza di materiale riconducibile a Chiara Poggi. Successivi approfondimenti avrebbero invece dato esito negativo.

Proprio la gestione e la comunicazione di questi risultati sono finite nuovamente sotto osservazione. Gli investigatori vogliono ricostruire quali informazioni arrivarono alla Procura di Vigevano, in quali tempi e attraverso quali documenti. Muscio aveva delegato ai RIS una parte degli accertamenti e la sua testimonianza potrebbe quindi aiutare a stabilire con precisione cosa fosse stato comunicato agli inquirenti dell’epoca.

La questione assume un peso particolare perché il tema dei pedali entrò anche nelle valutazioni giudiziarie su Stasi. Nel primo processo il dato biologico venne considerato certo ma non dotato, da solo, di particolare gravità indiziaria; negli sviluppi successivi della vicenda processuale gli accertamenti sulla bicicletta tornarono invece ad assumere rilievo.

Le misteriose 13 pagine sulla personalità di Stasi

Ma Muscio dovrebbe essere interrogata anche su un documento completamente diverso e altrettanto enigmatico: tredici pagine scritte al computer, senza firma, senza data e non redatte su carta intestata, contenenti una serie di osservazioni sulla personalità e sui comportamenti di Alberto Stasi.

Nel documento compare il nome di Alessandra Bramante, psicologa e criminologa clinica, ma resta da chiarire natura, provenienza e percorso di quelle pagine. La relazione contiene una griglia con valutazioni sul carattere di Stasi e alcune considerazioni relative anche alla telefonata effettuata al 118 la mattina del ritrovamento del corpo di Chiara.

Il punto non è secondario. L’ordinamento processuale pone limiti precisi alle perizie dirette a stabilire caratteristiche psicologiche indipendenti da cause patologiche. Per questo gli inquirenti vogliono capire chi abbia richiesto o prodotto quel documento, quale utilizzo dovesse avere e perché non sia poi confluito formalmente nel fascicolo processuale.

La vecchia indagine torna sotto la lente della Procura

L’audizione di Rosa Muscio si inserisce così in una fase nella quale l’attenzione non riguarda soltanto la nuova indagine su Andrea Sempio, ma anche il modo in cui alcuni accertamenti vennero effettuati e documentati nel 2007. Essere ascoltata come persona informata sui fatti, naturalmente, non significa essere indagata: l’obiettivo è ricostruire passaggi che a distanza di diciannove anni presentano ancora zone d’ombra.

Sul fronte Stasi, la difesa guidata dall’avvocata Giada Bocellari sostiene di avere raccolto nuovi elementi che potrebbero essere utilizzati per chiedere la revisione della condanna definitiva. È però ancora prematuro stabilire quale peso potranno avere le nuove acquisizioni e, soprattutto, se saranno sufficienti ad aprire realmente un nuovo procedimento di revisione.

Una cosa, invece, appare ormai evidente: nel nuovo capitolo del caso Garlasco non si stanno riesaminando soltanto reperti, DNA e testimonianze. Sotto osservazione è finito anche il modo in cui venne costruita e gestita la prima indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. E l’audizione dell’ex pm Rosa Muscio potrebbe aiutare a mettere finalmente ordine in almeno due dei suoi misteri più recenti.