Garlasco, Marina Baldi smentisce Angela Taccia sull’impronta della scarpa: «Non diciamo che è un 39». Nuovi dubbi anche sulla traccia 33

Marina Baldi contro la difesa di Sempio. L’impronta della scarpa ritrovata nella villetta di Chiara Poggi a Garlasco torna al centro delle discussioni, questa volta per una divergenza nelle dichiarazioni provenienti dalla stessa difesa di Andrea Sempio. Dopo che l’avvocata Angela Taccia aveva prospettato la possibilità che la traccia fosse riconducibile a una calzatura di numero 39-40, la consulente Marina Baldi è intervenuta a Mattino Cinque per ridimensionare quella ricostruzione. La genetista ha chiarito che non esiste ancora una conclusione definitiva sulla misura della scarpa e che sarà necessario attendere il deposito delle consulenze tecniche prima di attribuire un valore preciso ai nuovi accertamenti.

Garlasco, Marina Baldi corregge Angela Taccia sulla misura dell’impronta

Al centro della controversia c’è l’impronta numero 6, una delle tracce di calzatura individuate sulla scena dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Nelle precedenti indagini era stata associata a una scarpa Frau numero 42, ma le nuove valutazioni tecniche potrebbero rimettere in discussione questa attribuzione.

Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, aveva anticipato che gli accertamenti della difesa avrebbero potuto individuare una misura inferiore, ipotizzando un numero 39-40. Una prospettiva che, secondo l’avvocata, potrebbe avere conseguenze anche sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio.

Interpellata da Federica Panicucci, Marina Baldi ha però invitato a non considerare acquisita quella misura: «Non lo diciamo neanche noi che è una 39, aspettiamo di leggere le consulenze e poi ne parliamo».

La precisazione non esclude che la precedente attribuzione al numero 42 possa essere rivalutata, ma chiarisce che al momento non è possibile indicare con certezza una misura alternativa.

Garlasco, l’impronta della scarpa potrebbe essere più piccola del 42

La questione delle dimensioni della calzatura è particolarmente delicata perché l’impronta numero 6 rappresenta uno degli elementi discussi nella ricostruzione degli spostamenti dell’assassino all’interno della villetta di via Pascoli.

La difesa di Sempio sostiene che i nuovi accertamenti potrebbero modificare le valutazioni compiute durante l’inchiesta originaria. Taccia aveva anche osservato che un’eventuale revisione della misura potrebbe rivelarsi favorevole ad Alberto Stasi, qualora emergesse un’incompatibilità con le sue caratteristiche.

Baldi ha tuttavia distinto la possibilità di rivedere la misura dall’individuazione di un numero preciso. Anche le dichiarazioni dell’avvocato Liborio Cataliotti, che aveva anticipato l’esistenza di una «prova formidabile», non costituirebbero una conferma della misura 39.

«Ha fatto un discorso generale, non ha parlato di numeri», ha spiegato la consulente, sottolineando che il contenuto delle verifiche tecniche dovrà essere valutato sulla base dei documenti.

Garlasco, Marina Baldi interviene anche sull’impronta 33

Durante la trasmissione, il confronto si è spostato sull’impronta 33, la traccia palmare individuata sul muro delle scale della villetta dei Poggi. Anche questo elemento è tornato al centro dell’attenzione nell’ambito delle nuove indagini su Andrea Sempio.

Secondo la ricostruzione illustrata da Baldi, la difesa ritiene che la traccia non contenga sangue. Se questa interpretazione venisse confermata, sarebbe più difficile stabilire quando l’impronta sia stata lasciata sul muro e collegarla temporalmente all’omicidio.

La consulente ha inoltre prospettato che gli schizzi osservati in prossimità della traccia possano risalire a un momento precedente al delitto. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi difensiva che necessita di riscontri tecnici e non di una conclusione già accertata.

Garlasco, lo scontro con Federica Panicucci sugli schizzi vicino alla traccia

Le spiegazioni di Marina Baldi hanno suscitato le obiezioni di Federica Panicucci, che ha contestato la possibilità che una sostanza liquida fosse rimasta sul muro per diversi giorni durante il caldo estivo.

«Se fosse acqua o sudore depositati una settimana prima, con quel caldo si sarebbe asciugata», ha osservato la conduttrice, mettendo in discussione la ricostruzione prospettata dalla consulente.

Baldi ha replicato sorridendo: «Gli schizzi sembrano asciutti», ribadendo la necessità di distinguere la presenza di una traccia dalla possibilità di datarne con certezza la formazione.

Il confronto televisivo evidenzia quanto restino controverse alcune delle interpretazioni relative ai reperti raccolti nella villetta di Garlasco. Per l’impronta della scarpa numero 6, così come per la traccia palmare numero 33, saranno le consulenze tecniche e la loro valutazione nel procedimento a stabilire quale peso possano assumere i nuovi elementi.