Garlasco, riaperta l’inchiesta sulla morte di Giovanni Ferri: l’ipotesi è omicidio

Chiara Poggi @ipa

La Procura della Repubblica di Pavia ha riaperto l’inchiesta sulla morte di Giovanni Ferri, il meccanico di Garlasco trovato senza vita nel 2010 all’interno di un’intercapedine in via Mulino. L’uomo, che aveva 88 anni, presentava ferite ai polsi e alla gola. Accanto al corpo erano stati rinvenuti un coltello e altri reperti.

Il caso, inizialmente seguito dalla Procura di Vigevano, era stato archiviato come suicidio. Ora, però, i magistrati pavesi hanno aperto un nuovo fascicolo ipotizzando il reato di omicidio volontario.

Le indagini dovrebbero essere affidate ai carabinieri del Reparto operativo di Milano, anche se mancherebbe ancora la formalizzazione della delega. La scelta di coinvolgere i militari milanesi sarebbe legata ai possibili collegamenti tra la morte del meccanico e l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco nel 2007.

L’esposto della vedova e la richiesta di nuove verifiche

A chiedere la riapertura del caso è stata Gabriella Conti, vedova di Ferri, che lo scorso settembre ha presentato un esposto alla Procura di Pavia. La donna, assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo, punta a ottenere nuovi accertamenti sulle circostanze della morte del marito.

Il legale sarà affiancato da un gruppo di consulenti composto da un criminologo, un genetista e un medico legale. Tra i primi aspetti da approfondire ci sarebbero il coltello e il fazzoletto sporco di sangue rinvenuti vicino al corpo dell’anziano.

Gli investigatori vogliono riesaminare gli elementi raccolti all’epoca e chiarire se gli inquirenti abbiano trascurato alcuni aspetti della vicenda durante le indagini originarie.

I casi irrisolti che riaccendono l’attenzione su Garlasco

Gli investigatori hanno inserito la morte di Giovanni Ferri tra i decessi avvenuti a Garlasco negli anni successivi all’omicidio di Chiara Poggi, inizialmente archiviati come suicidi e tornati al centro dell’attenzione per alcuni elementi che richiedono ulteriori verifiche.

Tra le vicende citate figura anche quella di Corrado Cavallini, medico di medicina generale morto a Vigevano nel 2012, che sarebbe stato il medico di riferimento della famiglia Ferri.

La riapertura dell’inchiesta sulla morte del meccanico rappresenta dunque un nuovo capitolo di una vicenda che, a distanza di anni, torna all’attenzione degli investigatori. Saranno gli eventuali nuovi accertamenti a stabilire se vi siano elementi concreti per mettere in discussione la ricostruzione originaria e chiarire le circostanze della morte di Ferri.