Le bottiglie lanciate contro gli agenti, l’esplosione dei petardi, gli idranti che entrano in azione e i reparti antisommossa che avanzano lungo le strade del centro. Roma ha vissuto un sabato di forte tensione, con una manifestazione sfociata in scontri tra una parte dei partecipanti e le forze dell’ordine, mentre il dispositivo di sicurezza predisposto per una giornata considerata particolarmente delicata cercava di impedire che il corteo raggiungesse i palazzi istituzionali.
Gli incidenti si sono verificati il 24 ottobre 2026, nella zona di largo Santa Susanna e via Vittorio Emanuele Orlando, a poca distanza da piazza della Repubblica. Secondo le ricostruzioni di ANSA, RaiNews e Corriere della Sera, la situazione è precipitata quando i manifestanti hanno tentato di proseguire oltre lo sbarramento della polizia. Al rifiuto di consentire il passaggio è seguito un lancio di bottiglie e altri oggetti, mentre alcuni partecipanti hanno fatto esplodere petardi in direzione degli agenti.
La risposta delle forze dell’ordine è arrivata con l’impiego degli idranti e dei lacrimogeni, seguiti da cariche di alleggerimento in due momenti distinti. Le immagini diffuse dalle principali testate nazionali mostrano gli schieramenti della polizia in assetto antisommossa e la concitazione dei manifestanti, in una delle giornate più impegnative delle ultime settimane per la gestione dell’ordine pubblico.
Quaranta minuti di tensione e il corteo bloccato
La ricostruzione dell’inviato di La7, presente sul posto, restituisce la dimensione degli incidenti. Il lancio di petardi, bottiglie e bombe carta sarebbe proseguito per circa trenta-quaranta minuti, mentre il corteo, composto secondo il giornalista da almeno duemila persone, chiedeva di poter avanzare lungo il percorso.
La tensione è aumentata durante il confronto tra manifestanti e forze dell’ordine, fino all’intervento dei reparti antisommossa. Sull’asfalto sono rimasti numerosi frammenti di vetro, mentre due manifestanti avrebbero riportato ferite al volto, secondo quanto riferito dall’inviato dell’emittente.
Adnkronos segnala anche che alcuni partecipanti avrebbero divelto pali della segnaletica stradale durante gli incidenti. La polizia ha mantenuto il presidio della zona, mentre i manifestanti hanno progressivamente arretrato rispetto allo schieramento degli agenti.
Il bilancio della Questura: 96 accompagnati, 28 fermi preventivi e 11 denunce
La giornata romana era cominciata con un imponente dispositivo di sicurezza e controlli preventivi, predisposti anche alla luce delle mobilitazioni annunciate attraverso i social network nei giorni precedenti.
Secondo i dati della Questura di Roma riportati da RaiNews nella serata del 24 ottobre, 96 persone sono state accompagnate negli uffici di polizia, 28 sono state sottoposte a fermo preventivo, tra cui tre minorenni, e 11 sono state denunciate. Si tratta di un bilancio relativo alla giornata nella Capitale, non esclusivamente agli episodi di largo Santa Susanna.
Durante i controlli sono stati individuati giovani in possesso di passamontagna, scaldacollo, maschere e vernice spray. Gli investigatori hanno collegato alcune modalità organizzative alle indicazioni circolate nei giorni precedenti sulle piattaforme digitali, nell’ambito delle verifiche avviate per prevenire possibili disordini.
Da Roma a Torino e Bologna, una giornata di proteste in tutta Italia
Gli scontri nella Capitale non sono stati un episodio isolato. Sabato 24 ottobre manifestazioni e momenti di tensione hanno interessato diverse città italiane, in un clima segnato dalle proteste contro il caro vita, la guerra e il riarmo, ma anche dalle preoccupazioni delle autorità per il rischio di nuove violenze.
A Torino si sono registrati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, mentre a Bologna il confronto è degenerato con lanci di oggetti, interventi della polizia e feriti. Tensioni anche a Firenze, mentre Milano ha visto una partecipazione numerosa alle manifestazioni, senza che si ripetessero episodi di devastazione paragonabili a quelli del fine settimana precedente.
Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha comunicato un bilancio nazionale di 4.292 persone identificate, 371 accompagnate o fermate negli uffici di polizia, 87 denunciate e 9 arrestate. Tra le persone accompagnate o fermate figurano 110 minorenni. Numeri che descrivono la portata delle operazioni condotte nelle diverse province e che non devono essere confusi con il bilancio dei soli scontri romani.
Piantedosi ringrazia le forze dell’ordine, resta il nodo della sicurezza
Al termine della giornata è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha espresso gratitudine agli uomini e alle donne impegnati nei servizi di ordine pubblico, sottolineando la professionalità dimostrata nella gestione delle situazioni più difficili.
Il ministro ha affermato che le forze di polizia sono riuscite a contenere le frange violente, rivendicando l’impegno dello Stato nel garantire la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare.
La giornata del 24 ottobre riporta così al centro del confronto nazionale una questione che non può essere risolta soltanto attraverso il ricorso a misure straordinarie. La libertà di manifestazione costituisce un diritto fondamentale, ma non può trasformarsi in una giustificazione per aggressioni, danneggiamenti o attacchi contro chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico.
Allo stesso tempo, gli episodi violenti impongono di distinguere le responsabilità individuali dalle ragioni di quanti scendono pacificamente in piazza per esprimere il proprio disagio economico e sociale. Una distinzione necessaria per evitare che ogni manifestazione venga letta esclusivamente attraverso le immagini degli scontri.
La Capitale torna alla normalità dopo una serata difficile, ma il problema politico e istituzionale rimane aperto. Perché il compito dello Stato non è soltanto quello di intervenire quando la violenza esplode, ma anche di prevenirla, garantendo contemporaneamente la sicurezza delle città e la libertà di chi manifesta nel rispetto della legge.







