Loredana Piedimonte al Teatrosophia di Roma con il monologo “OPERA PIA”

Loredana Piedimonte – Ipa

Nel cuore pulsante della Capitale, a pochi passi da Piazza Navona, sorge un gioiello della scena culturale romana: il Teatrosophia. Questo spazio è un luogo dell’anima che ha fatto della vicinanza tra arte e spettatore la sua firma distintiva. La bellezza di questo teatro risiede nella sua atmosfera intima e nella felice abitudine di creare sinergie profonde tra il pubblico attraverso il suo consueto aperitivo di fine spettacolo. Un momento conviviale dove l’emozione della scena si trasforma in dialogo, permettendo ai presenti di incontrare gli artisti e condividere riflessioni in un clima di rara accoglienza.

L’intensità di un’attrice formata alla scuola di Gigi Proietti

Dal 7 al 10 maggio 2026, sul palcoscenico di Teatrosophia approda un’attrice di rara versatilità, capace di attraversare con naturalezza registri opposti — dal brillante al drammatico — con un’intensità e una precisione che non lasciano spazio a dubbi: Loredana Piedimonte. Formatasi al Laboratorio di Arti Sceniche diretto da Gigi Proietti, al fianco del quale ha lavorato più volte (indimenticabile la sua presenza ne La signora delle Camelie e in Cavalli di Battaglia), porta in scena un monologo potente, scomodo, necessario. Un lavoro che non cerca compiacimento, ma verità e che promette di lasciare il segno.

Un monologo intenso

Una donna sola, un uomo solo. Lei insegnante di musica, l’anima menomata da un matrimonio infelice. Lui un disperso, senza radici né memoria, proveniente da un paese lontano. Lei è l’Occidente spaventato e deluso, che si rattrappisce nel suo isolamento, per paura del nuovo, dello sconosciuto. Lui è il Terzo Mondo in fuga, tra fragilità, rancore, dolore.

In un intenso, variopinto monologo, il racconto di Pia, la sua scelta, la sua caduta, il sogno di una risurrezione, di un incontro forse ancora possibile, ma solo a patto di non a fermarsi a metà strada. La risposta, qualunque essa sia, si trova oltre ogni ragionevole limite; in fondo all’abisso del desiderio. Una narrazione che rivela l’amore al tempo delle grandi migrazioni. Figure parallele, piccoli plot, incisi, parentesi che nascono come link della storia portante, e che grazie a un’interpretazione precisa e a una regia nitida e mirata, non si confondono con essa.