Airbnb, rivoluzione tariffe: da oggi scatta la commissione unica del 15,5% a carico delle sole strutture ricettive

A partire da oggi, 13 ottobre 2026, diventano operative le modifiche alla struttura delle tariffe annunciate da Airbnb lo scorso luglio. Il modello adottato prevedeva l’addebito dei costi di servizio sia a carico dei proprietari delle strutture ricettive sia a carico dei clienti. Di conseguenza, chi prenotava un alloggio visualizzava un prezzo finale maggiorato rispetto alla tariffa base stabilita dal proprietario.

Per semplificare l’esposizione delle cifre sulla piattaforma, Airbnb ha introdotto una commissione unica del 15,5% interamente a carico dei gestori. Tale percentuale si basa sulla media globale dei costi del servizio applicati dall’azienda.

Ecco come funziona il nuovo meccanismo

Nel sistema precedente impostando una tariffa di 100 euro a notte, l’ospite visualizzava a carrello un totale di 115 euro (per l’aggiunta delle commissioni a suo carico), mentre l’host incassava 97 euro (al netto dei costi di servizio trattenuti all’origine).

Con il sistema introdotto oggi, per mantenere invariato il guadagno netto di 97 euro, l’host deve fissare la tariffa a 115 euro. In questo modo, l’ospite vedrà esattamente la cifra di 115 euro senza ulteriori sovrapprezzi in fase di checkout.

Per consentire l’adeguamento dei listini e preservare i margini netti, Airbnb ha fornito agli operatori residenti nello Spazio Economico Europeo e in Svizzera uno strumento di variazione simultanea dei prezzi, la cui scadenza d’uso era fissata proprio per la giornata odierna. Il sistema include automaticamente il calcolo delle imposte locali sui servizi – come l’Iva al 22% applicata in Italia – salvo il caso in cui il gestore sia registrato ai fini Iva/Gst e gestisca l’imposta in autonomia.

I numeri del mercato italiano

Le novità commerciali si inseriscono all’interno di un dibattito sempre più acceso sul ruolo delle locazioni brevi nel contesto dell’emergenza abitativa e del rincaro dei canoni nelle città europee.

I dati diffusi dal centro studi di Federalberghi mostrano come ad agosto 2026 gli annunci attivi in Italia sulla piattaforma abbiano raggiunto quota 571.982, segnando un incremento del 7,2% rispetto allo stesso mese del 2025 (+38.587 alloggi).

La geografia dell’offerta evidenzia una forte concentrazione nei grandi centri urbani e nelle regioni a vocazione turistica.

Roma guida la classifica nazionale delle città con 37.387 annunci, seguita da Milano con 26.610, Firenze con 13.902, Napoli con 11.497 e Venezia con 9.042. La prima regione è invece la Toscana con 72.771 annunci, davanti a Lombardia (66.619), Sicilia (57.335) e Lazio (51.871).

La Liguria presenta la densità più elevata con 5,34 annunci per chilometro quadrato, mentre il Friuli-Venezia Giulia registra la crescita annuale più sostenuta con un +21,5% rispetto ad agosto 2025.

Oltre 700.000 famiglie italiane (circa 2,8 milioni di cittadini) utilizzano la locazione breve come fonte principale di reddito o come strumento di sostentamento per la conservazione del proprio patrimonio immobiliare.

Il patrimonio abitativo totale in Italia ammonta a 35,6 milioni di unità residenziali. Di queste, 4,3 milioni (12,1%) sono destinate a contratti a lungo termine (4+4), mentre 9,6 milioni (27%) figurano come seconde case inutilizzate.

Gli immobili inseriti sui portali online per affitti brevi offrono 2,5 milioni di posti letto complessivi e il 96% di essi appartiene a singoli proprietari privati.

Stretta sui controlli: nasce la banca dati per le strutture ricettive

Parallelamente alle evoluzioni di mercato, le autorità di vigilanza affilano gli strumenti di monitoraggio fiscale e di contrasto all’abusivismo.

Attraverso lo strumento “Lens”, integrato nella banca dati strutture ricettive attivata dal ministero del Turismo, si estende l’accesso informativo all’Agenzia delle Entrate, alla Guardia di Finanza, alle Forze di Polizia e al personale dei Comuni. La nuova piattaforma digitale compone una vera e propria mappa dettagliata del settore. Associa a ogni unità abitativa locata un profilo digitale univoco. Raccoglie la denominazione commerciale, il link all’annuncio online e il codice identificativo dell’attività. Traccia lo storico dei controlli e segnala eventuali anomalie o irregolarità rilevate nei riscontri precedenti per agevolare le verifiche sul territorio.