La guerra in Medio Oriente rischia di presentare un conto da quasi mille euro alle famiglie italiane. Dopo i rincari già arrivati alla pompa di benzina, la crisi energetica comincia infatti a trasferirsi sulle bollette di luce e gas e l’autunno potrebbe trasformarsi in una nuova stagione di aumenti per milioni di consumatori.
Ai prezzi di settembre, secondo i calcoli di Nomisma Energia, una famiglia tipo nel regime di tutela spenderebbe nell’arco di dodici mesi 136 euro in più per l’elettricità, con un incremento del 18% rispetto ai prezzi di un anno fa. Ancora più pesante l’impatto sul gas: l’aumento stimato raggiunge il 31%, pari a 366 euro annui.
E il conto non finisce qui. Sommando luce, gas e gli aumenti dei carburanti, l’aggravio teorico per una famiglia italiana può sfiorare i mille euro in un anno. La cifra effettivamente pagata dipenderà naturalmente dall’evoluzione della crisi internazionale, dall’andamento dei mercati e dal tipo di contratto energetico sottoscritto da ciascun consumatore.
Bollette, il gas trascina verso l’alto anche il prezzo della luce
Il problema nasce ancora una volta dalla forte dipendenza europea dal gas. La crisi in Medio Oriente e le difficoltà nelle forniture provenienti dal Golfo hanno spinto verso l’alto le quotazioni del metano, mentre gli stoccaggi europei si trovano su livelli particolarmente bassi.
Per l’Italia la situazione è resa più delicata dal peso delle centrali termoelettriche nella produzione nazionale. Quando aumenta il gas, quindi, la pressione finisce per trasferirsi anche sul prezzo dell’energia elettrica.
I primi segnali sono già arrivati nelle bollette dei consumatori vulnerabili. Ad agosto ARERA ha registrato per il gas un aumento del 6,9% rispetto a luglio, dopo il +9,7% del mese precedente. Per l’elettricità, nel terzo trimestre del 2026, l’incremento stabilito per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela è stato invece del 4,6%.
Prezzo fisso o variabile: chi rischia di pagare subito
Non tutte le famiglie subiranno gli aumenti nello stesso momento. Chi possiede un contratto a prezzo variabile vede infatti le oscillazioni del mercato trasferirsi molto più rapidamente sulla bolletta.
Chi ha sottoscritto un’offerta a prezzo fisso resta invece temporaneamente protetto dagli aumenti. La copertura, però, dura soltanto fino alla scadenza delle condizioni economiche concordate con il fornitore. Quando arriverà il rinnovo, se i prezzi all’ingrosso resteranno sugli attuali livelli, anche queste famiglie potrebbero trovarsi davanti tariffe sensibilmente più alte.
Particolarmente delicata è la situazione dei clienti vulnerabili ancora inseriti nei servizi di tutela. Per il gas il prezzo viene aggiornato ogni mese sulla base delle quotazioni all’ingrosso, rendendo quindi molto più rapido il trasferimento degli aumenti sui consumatori.
Non solo famiglie: la stangata colpisce anche le imprese
La nuova corsa dell’energia rischia inoltre di avere conseguenze che vanno ben oltre le bollette domestiche. A soffrire maggiormente sono le imprese energivore, dai settori dell’acciaio e del vetro fino a carta, cemento e ceramica, dove l’energia può rappresentare una quota molto rilevante dei costi di produzione.
Per queste aziende il caro energia significa margini più bassi e minore competitività rispetto ai concorrenti stranieri. Ma l’aumento dei costi industriali può avere una seconda conseguenza per le famiglie: una parte degli incrementi può infatti trasferirsi sui prezzi finali dei prodotti, alimentando nuove pressioni sull’inflazione.
Autunno caldo per luce, gas e benzina
Molto dipenderà adesso dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente. Una de-escalation potrebbe ridurre la pressione sui mercati energetici, mentre il protrarsi del conflitto rischierebbe di mantenere elevate le quotazioni di gas e petrolio proprio alla vigilia dei mesi nei quali aumentano i consumi per il riscaldamento.
La prospettiva che emerge dalle stime di settembre è comunque pesante: 136 euro in più per la luce, 366 per il gas e ulteriori rincari per benzina e carburanti. Una somma che, nel peggiore degli scenari considerati, porta il costo aggiuntivo per una famiglia italiana vicino alla soglia psicologica dei mille euro all’anno.







