Da una parte le code per mettere le mani sul nuovo iPhone 18 Pro, dall’altra fischietti, striscioni e dipendenti in sciopero. Apple aveva preparato il grande giorno del debutto italiano del suo nuovo smartphone, ma davanti agli store la festa si è trasformata anche in una protesta nazionale dei lavoratori. E uno degli slogan scelti dai dipendenti racconta meglio di qualsiasi comunicato il clima della giornata: «Tutto esaurito, anche noi. Apple cresce. Gli organici no».
Secondo i dati diffusi dalla Fisascat Cisl, il 70% dei dipendenti Apple Retail Italia ha aderito allo sciopero per l’intero turno. La mobilitazione ha interessato i 17 negozi presenti nel Paese e una platea complessiva di oltre 1.600 lavoratori, con manifestazioni organizzate da Milano a Roma, passando per Torino e Bologna. Proprio nel capoluogo emiliano, secondo le organizzazioni sindacali locali, l’adesione avrebbe raggiunto l’80%.
La data scelta per incrociare le braccia non poteva essere più simbolica: il giorno dell’arrivo nei negozi di uno dei prodotti più attesi dell’anno, quando gli Apple Store registrano tradizionalmente un’affluenza eccezionale.
L’iPhone 18 debutta, davanti agli Apple Store parte la protesta
A Roma circa cento lavoratori si sono ritrovati in piazza Capranica, mentre a Milano la protesta ha raggiunto uno dei luoghi simbolo del marchio in Italia: l’Apple Store di piazza Liberty.
Davanti al celebre cubo di vetro, i clienti hanno continuato a mettersi in fila per acquistare il nuovo iPhone mentre i dipendenti manifestavano con i fischietti. Due immagini opposte a pochi metri di distanza: da una parte l’attesa per l’ultimo gioiello tecnologico di Cupertino, dall’altra una parte dei lavoratori che chiede all’azienda di aumentare gli organici e modificare l’organizzazione del lavoro.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno scelto intenzionalmente uno dei giorni commercialmente più importanti dell’anno per rendere più visibile la vertenza e chiedere ad Apple di riaprire il confronto sulle condizioni negli store italiani.
«Apple cresce, gli organici no»: cosa chiedono i lavoratori
Al centro della protesta ci sono soprattutto gli organici e i ritmi di lavoro, che i sindacati giudicano sempre meno sostenibili. Le organizzazioni chiedono innanzitutto un piano di nuove assunzioni che consenta di distribuire meglio i carichi tra i dipendenti.
La seconda richiesta riguarda la stabilizzazione di una parte dei lavoratori attualmente impiegati con contratti a tempo determinato. I sindacati chiedono inoltre che i dipendenti part-time interessati possano aumentare il proprio numero di ore, evitando così di ricorrere continuamente a nuovo personale precario mentre all’interno dei negozi ci sono già lavoratori disponibili ad ampliare il proprio orario.
Il messaggio degli striscioni punta proprio su questa contraddizione: mentre Apple continua a vendere milioni di dispositivi e ogni lancio di un nuovo iPhone richiama lunghe file davanti agli store, secondo i rappresentanti dei lavoratori gli organici dei negozi italiani non sarebbero cresciuti abbastanza per sostenere l’aumento delle attività.
La vertenza con Apple va avanti dall’inizio dell’estate
Lo sciopero nel giorno del lancio dell’iPhone 18 Pro rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una vertenza cominciata diversi mesi fa. I sindacati avevano proclamato lo stato di agitazione già a giugno e il 29 luglio avevano incontrato l’azienda per discutere delle richieste dei lavoratori.
Durante quell’incontro Apple aveva annunciato un incremento dei contratti a termine e aveva deciso di anticipare alcune assunzioni. Una risposta che, secondo le organizzazioni sindacali, non risolve il problema strutturale degli organici.
Proprio la durata dei contratti temporanei rappresenta uno dei punti più contestati. Secondo i sindacati, Apple utilizzerebbe ormai lavoratori a tempo determinato per periodi che possono avvicinarsi ai sette mesi. Una durata che, a loro giudizio, dimostrerebbe come la necessità di personale non riguardi soltanto i tradizionali picchi stagionali legati ai lanci dei prodotti o alle festività, ma abbia assunto un carattere più stabile.
Il paradosso Apple: clienti in coda e dipendenti in sciopero
La fotografia della giornata resta così quella delle file davanti agli store per acquistare il nuovo iPhone 18 Pro mentre, a pochi passi, una parte consistente dei dipendenti protesta contro carichi di lavoro e organici insufficienti.
Una coincidenza tutt’altro che casuale. I lavoratori hanno scelto proprio il giorno nel quale Apple concentra su di sé l’attenzione di clienti e appassionati per portare sotto i riflettori una vertenza che prosegue dall’inizio dell’estate.
Il risultato è stato uno sciopero che, secondo i dati sindacali, ha raggiunto il 70% di adesione a livello nazionale. E mentre dentro e davanti agli Apple Store italiani il nuovo iPhone monopolizzava l’attenzione, lo slogan comparso a Roma ha finito per raccontare l’altra faccia del grande giorno di Cupertino: «Tutto esaurito, anche noi».







