I lavoratori domestici registrati all’Inps sono 804.464. Dal 2021 ad oggi il loro numero è diminuito di 173mila unità. Colf e badanti trovano ampio spazio al Nord: sono il 50,6% della platea totale (407.234). Poco più di un quarto lavora nelle regioni del Centro, il 27,7% (222.530), mentre al Sud sono il 12,1% (97.755) e nelle Isole il 9,6% (76.945).
Il Nord-Ovest è l’area geografica che domina il settore con il 30,7% delle assunzioni (246.743). Nel Nord-Est sono il 19,9% (160.491). Il profilo specifico indica che i collaboratori domestici sono più donne (713.538, l’88,7%) che uomini (90.926, l’11,3%). Quasi il 70% sono lavoratori stranieri. Lo dicono i numeri dell’Osservatorio sui lavoratori domestici dell’Inps.
Il quadro regionale
La regione con il maggior numero di colf e badanti è la Lombardia (156.316). Seguono il Lazio (113.350), la Toscana (71.255), l’Emilia-Romagna (68.873) e il Veneto (61.360). le regioni con il minori numero di assunzioni sono la Valle d’Aosta (1.611), il Molise (1.623) e la Basilicata (3.004). Nel Mezzogiorno spiccano i contratti isolani della Sardegna, 45.609, che procedono di poco quelli della Campania (42.692).
La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri, che nel 2025 risultano essere il 68,9% del totale, quota che interrompe il trend decrescente iniziato nel 2022. Nell’ultimo anno, infatti, il numero dei lavoratori stranieri è in lieve diminuzione, l’1,6% in meno rispetto all’anno precedente, mentre i lavoratori italiani fanno registrare una flessione pari al 3,7%.
La maggior parte dei lavoratori domestici proviene dall’Europa dell’Est, con 269.098 lavoratori, pari al 33,5% del totale. Seguono i lavoratori di cittadinanza italiana con 250.368 unità pari al 31,1%, quindi quelli provenienti dal Sud America (9%) e quelli dalle Filippine (7,5%). Dieci anni fa la quota di lavoratori dell’Est europeo era pari al 44,4% contro il 26,2% dei lavoratori italiani.
La regione con il maggior numero di lavoratori domestici stranieri è la Lombardia, con 124.992 lavoratori (il 22,5% del totale dei lavoratori domestici stranieri), a seguire il Lazio (16,4%) e l’Emilia-Romagna (9,9%). La maggior parte dei lavoratori domestici italiani, invece, lavora in Sardegna (14,9% del totale dei lavoratori domestici italiani).
I dati Inps telativi al triennio 2023-2025 mostrano un trend dinamico e generalizzato in tutte le regioni, sia per i lavoratori italiani che per i lavoratori stranieri, per i quali si riscontra tra il 2023 e il 2025 una diminuzione rispettivamente pari al 4,1% e al 5,3%.
A livello regionale nell’ultimo anno i lavoratori domestici italiani diminuiscono in tutte le regioni e in modo particolare in Valle d’Aosta (-11,4%), Calabria (-8,2%) e Marche (-6,2%), come i lavoratori domestici stranieri che fanno registrare i maggiori decrementi in Molise (-6,3%), Basilicata (-4,7%) e Campania (-3,7%).
Tipologia di lavoro, più badanti che colf
Più badanti che colf. Dopo il sorpasso avvenuto nel 2024, nel 2025 le badanti sono 51,3% del totale dei lavoratori domestici, le colf il 48,7%. Nei contratti la tipologia “colf” è prevalente tra i lavoratori italiani e quasi tutti i lavoratori stranieri, ad eccezione di quelli provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Asia Medio Orientale, dal Nord Africa, dall’America del Sud e Centrale, in cui prevale la tipologia “badante”.
Stipendi e orari di lavoro
Nei contratti la distribuzione in fasce orarie di lavoro risulta abbastanza omogenea con due picchi in corrispondenza delle 30 ore e di oltre 60 ore settimanali. Un terzo dei collaboratori domestici si posiziona in queste due porzioni.
Nel 2025 gli stipendi risultano in aumento del 2,1%. Il 53,75% dei contratti, 432.374, prevede importi fino a 8mila euro all’anno. Sono 166.929 colf e badanti che dichiarano più di 13mila euro all’anno. In generale gli stipendi delle donne sono superiori a quelli degli uomini.







