Mario Roggero, la vita in carcere del gioielliere: «Ha cenato con Bossetti e ora lavora in un ufficio del penitenziario»

Roggero a cena in carcere con Bossetti

La vita di Mario Roggero oggi si svolge tra le mura del carcere, lontano dalla gioielleria di Grinzane Cavour dove, il 28 aprile 2021, esplose i colpi di pistola che avrebbero cambiato per sempre la sua esistenza. Dopo la condanna definitiva, il gioielliere sta scontando la pena in un istituto penitenziario che la moglie, Mariangela Sandrone, definisce «la migliore galera d’Italia», pur senza nascondere le difficoltà della detenzione.

A raccontare la quotidianità del marito è stata la stessa Sandrone in un’intervista al Giornale, soffermandosi sulla vita in cella, sui rapporti con gli altri detenuti e sulle poche possibilità di contatto con l’esterno.

La cena con Massimo Bossetti

Tra gli episodi che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è quello di una cena condivisa con Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Secondo quanto riferito dalla moglie del gioielliere, Roggero avrebbe trascorso una serata insieme a Bossetti e ad altri detenuti davanti a una pizza preparata dal suo attuale compagno di cella, un uomo detenuto per reati legati al narcotraffico che, all’interno dell’istituto, svolge il ruolo di cuoco.

Sandrone precisa di conoscere l’episodio attraverso quanto le è stato raccontato dal marito, descrivendolo come uno dei momenti di socialità consentiti all’interno del carcere.

Una cella di pochi metri quadrati

La donna offre anche una descrizione dettagliata degli spazi in cui vive Roggero.

La cella misura poco più di tre metri per lato ed è condivisa con un altro detenuto. Tolto lo spazio occupato dalle due brande, rimane un corridoio molto stretto e un’area di circa quattro metri quadrati nella quale trovano posto gli armadietti, un piccolo angolo cottura, il televisore e gli altri oggetti indispensabili alla vita quotidiana.

Durante l’estate, racconta, il caldo si fa sentire perché non è presente l’aria condizionata e l’unico ricambio d’aria arriva dalla piccola finestra con le sbarre.

Il lavoro concesso in carcere

Negli ultimi giorni Roggero ha ottenuto anche un’opportunità che la moglie considera importante.

L’amministrazione penitenziaria gli ha infatti autorizzato l’utilizzo, per alcune ore al giorno, di un piccolo ufficio vicino alla cella dove può svolgere alcune attività lavorative. Un cambiamento che, secondo il racconto della donna, contribuisce a rendere meno pesante la permanenza in carcere e rappresenta un’occasione per mantenere una routine quotidiana.

Le telefonate e la distanza dalla famiglia

Più difficile resta invece il rapporto con l’esterno.

Le telefonate durano soltanto dieci minuti al giorno e, spiega Sandrone, quasi tutto quel tempo è dedicato ai colloqui con lei. Un tempo che, racconta, scorre troppo velocemente per riuscire davvero a raccontarsi le rispettive giornate.

«Mentre parli senti il cronometro che corre», spiega, aggiungendo che spesso la comunicazione si interrompe prima ancora di riuscire a salutarsi.

Il caso che divise l’Italia

La vicenda giudiziaria di Mario Roggero continua a dividere l’opinione pubblica.

Il gioielliere era diventato il simbolo del dibattito sulla legittima difesa dopo avere inseguito e sparato ai rapinatori che avevano appena assaltato la sua attività commerciale. La magistratura ha però ritenuto che il pericolo fosse ormai cessato nel momento in cui Roggero aprì il fuoco all’esterno della gioielleria, condannandolo in via definitiva per il duplice omicidio.

Oggi la sua storia prosegue dietro le sbarre, tra una quotidianità scandita da spazi ridotti, poche telefonate e un lavoro che cerca di dare ritmo alle giornate. E tra i volti incontrati in carcere c’è anche quello di Massimo Bossetti, protagonista di uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni.