A partire dal 2027, la conversione degli anni universitari a fini previdenziali potrebbe diventare significativamente più onerosa. La rivalutazione delle somme da versare, con il minimo contributivo in crescita del 2,9% si tradurrebbe in un incremento di spesa di circa 180 euro per ogni annualità di studio riscattata.
Previsto dal decreto legislativo 184 del 1997, il riscatto della laurea consente di tramutare l’intero periodo trascorso in ateneo, o solo alcune porzioni, in contribuzione previdenziale Inps come se fossero anni di lavoro. La normativa abbraccia diverse tipologie di percorso, dalle lauree triennali e magistrali ai diplomi universitari fino a specializzazioni e dottorati di ricerca. Dall’opzione, a pagamento, sono esclusi gli anni fuori corso ed eventuali periodi già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o da altre tipologie di riscatto.
Differenza tra meccanismo ordinario e agevolato
Dal 2019 lo strumento ha visto un ampliamento con l’introduzione del riscatto della laurea agevolato dove viene applicato come costo un’aliquota fissa del 33% sul minimale contributivo previsto. Nel 2027 le domande presentate per ogni anno di studio potrebbero richiedere fino a 6.386,63 euro contro i 6.206,64 euro previsti per l’anno in corso.
Le simulazioni sui percorsi di studio
L’impatto finanziario dell’aumento varia in modo sostanziale a seconda della durata del corso di laurea. Le simulazioni mostrano come l’aggravio cresca proporzionalmente alla lunghezza del percorso accademico. Per una laurea quadriennale la spesa totale per passerebbe da 24.826,56 euro a 25.546,52 euro, determinando una differenza di circa 720 euro. Per una laurea magistrale a ciclo unico o quinquennio (5 anni): l’onere complessivo salirebbe da 31.033 euro a 31.933 euro, con un rincaro stimato intorno ai 900 euro.
Riscatto ordinario e agevolato a confronto
Introdotta nel 2019, la versione agevolata del riscatto differisce da quella ordinaria per le modalità di calcolo dell’onere da versare. Il costo del riscatto ordinario (per periodi nel sistema contributivo post-1996) viene determinato applicando l’aliquota fissa del 33% direttamente sulla retribuzione percepita dal lavoratore.
Per questa sua struttura, il riscatto agevolato risulta particolarmente conveniente per i lavoratori dipendenti (pubblici o privati) e per gli iscritti alla gestione separata Inps i cui redditi possono riscattare gli anni di studio sostenendo un costo standardizzato inferiore rispetto al calcolo basato su altri tipi di retribuzione.
Procedura Inps, rateizzazione e impatto sulla pensione
La procedura si attiva in via telematica tramite l’apposito servizio online dell’Inps. L’invio della domanda non comporta alcun obbligo di pagamento né vincolo immediato: l’Istituto calcola e comunica al richiedente l’importo esatto dovuto in base agli anni dichiarati, consentendo di valutare preventivamente l’opportunità economica. Il riscatto produce un duplice effetto sulla posizione previdenziale, Il primo è l’accelerazione dei requisiti per raggiungere in anticipo l’uscita dal mondo del lavoro. Il secondo è l’incremento del montante contributivo, con un conseguente aumento dell’importo dell’assegno pensionistico futuro. Infine, per agevolare chi deve sostenere cifre elevate su lunghi periodi di studio, l’Inps offre la facoltà di dilazionare il pagamento attraverso un piano di rateizzazione fino a 120 rate mensili senza interessi.
Il costo ordinario varia in base alla posizione previdenziale e al sistema di calcolo applicabile. Si possono riscattare anche singoli periodi del corso legale, purché non già coperti da contribuzione. Il trattamento fiscale cambia a seconda che il pagamento riguardi l’interessato o un familiare fiscalmente a carico.







