Can Yaman, il doppio senso è servito: «Poca sostanza con le donne? Magari ne avessi poca». E l’attore mette tutti al loro posto

Can Yaman

Mai confondere Can Yaman con il personaggio interpretato da Can Yaman, soprattutto quando l’argomento sono le donne, le relazioni sentimentali e quella misteriosa «sostanza» che dovrebbe permettere a una storia d’amore di durare. L’attore turco ha scoperto che il confine tra fiction e vita privata può diventare improvvisamente molto sottile quando qualcuno decide di attraversarlo al posto tuo e, dopo aver ascoltato una serie di considerazioni sul suo conto, ha pensato bene di rimettere le cose in ordine.

Tutto nasce da Bro, la nuova commedia nella quale Yaman interpreta un uomo decisamente imbranato con le donne. Un ruolo costruito per far ridere che, nel corso di una discussione televisiva, ha però offerto lo spunto per passare dal personaggio all’uomo che lo interpreta, fino a domandarsi se anche le relazioni non proprio eterne dell’attore possano nascondere qualche difficoltà sentimentale. Nel ragionamento è comparsa persino l’espressione «poca sostanza», riferita alla capacità di far durare un rapporto. Ed è proprio a quel punto che Can ha deciso di intervenire.

Can Yaman respinge il paragone con il personaggio di Bro

La prima precisazione dell’attore è stata semplice e difficilmente contestabile: se in una commedia interpreta un uomo imbranato con le donne, non significa necessariamente che quella caratteristica appartenga anche a lui. «Carissimi, vi voglio bene però, “imbranato con le donne” è il mio personaggio nuovo che interpreto, non io», ha scritto Yaman, mostrando di non avere apprezzato particolarmente la sovrapposizione tra copione e vita privata.

«Per questo è una commedia. Avete capito tutto male. Mamma mia che commenti tremendi poi», ha aggiunto. Il principio, del resto, dovrebbe essere abbastanza evidente: un attore non diventa automaticamente il personaggio che porta sullo schermo. Se così fosse, Anthony Hopkins avrebbe trascorso gli ultimi trentacinque anni a spiegare che non accompagna il fegato umano con fave e Chianti.

Nel caso di Yaman la confusione diventa però più facile, perché la sua vita sentimentale ha sempre attirato un’attenzione enorme e ogni relazione, vera o presunta, finisce rapidamente sotto la lente del gossip. Proprio per questo l’idea che il nuovo ruolo potesse raccontare qualcosa anche del Can privato ha trasformato una normale chiacchierata sulla fiction in una sorta di analisi sentimentale a distanza. Un’analisi che il diretto interessato ha evidentemente trovato poco convincente.

«Poca sostanza? Magari ne avessi poca»: il doppio senso di Can Yaman

La parte più divertente arriva quando Yaman affronta il passaggio sulla presunta «poca sostanza» che potrebbe impedire alle sue relazioni di durare. Qui l’attore abbandona la semplice precisazione professionale e consegna al gossip una frase destinata inevitabilmente a essere letta con una certa malizia.

«Dite “che forse ho poca sostanza per far durare le mie relazioni”. Direi proprio, al contrario! Ma magari ne avessi poca!», replica Yaman, aggiungendo subito dopo: «Sarei stato molto più adatto a questo mondo da tanti aspetti».

Ufficialmente si parla naturalmente di carattere, profondità e modo di vivere i rapporti. Il problema è che «magari ne avessi poca» pronunciato da Can Yaman offre un doppio senso talmente invitante che fingere di non accorgersene richiederebbe uno sforzo decisamente superiore a quello necessario per coglierlo. L’attore non chiarisce ulteriormente a quale genere di «abbondanza» stia facendo riferimento e lascia che sia il pubblico, eventualmente, a divertirsi con l’interpretazione.

Al netto della battuta, il significato della risposta appare comunque piuttosto chiaro. Yaman respinge l’idea che le sue storie possano essere naufragate perché lui avrebbe poco da offrire sul piano sentimentale e suggerisce semmai il contrario: il problema potrebbe essere un carattere intenso, complicato o semplicemente poco disposto ad adattarsi alle regole di un mondo nel quale, come lascia intendere lui stesso, possedere «meno sostanza» renderebbe forse tutto più semplice.

Can Yaman e le relazioni finite: «Non confondete la fiction con la mia vita»

La stoccata è resa ancora più gustosa dal fatto che Yaman non sembri voler trasformare la vicenda in una guerra personale. Comincia infatti il suo intervento con un affettuoso «Carissimi, vi voglio bene», prima di spiegare con altrettanta chiarezza che i commenti ascoltati gli sono sembrati «tremendi». Una carezza seguita da una tirata d’orecchie, con la precisazione fondamentale che il pasticcione sentimentale esiste nella sceneggiatura di Bro e non necessariamente nella vita dell’uomo che lo interpreta.

Resta naturalmente il terreno preferito dal gossip: le relazioni di Can Yaman, spesso raccontate, analizzate e sezionate molto oltre ciò che l’attore ha effettivamente scelto di rendere pubblico. Ma proprio su questo punto la sua risposta sembra contenere qualcosa di più della semplice irritazione. Quando sostiene che avere meno «sostanza» lo avrebbe reso «molto più adatto a questo mondo», sembra rivendicare una complessità personale che non accetta di vedere ridotta alla durata delle sue storie d’amore.

E forse sarebbe finita lì, con una normale precisazione tra personaggio e interprete, se qualcuno non avesse scelto proprio quell’espressione. Perché attribuire a Can Yaman una presunta «poca sostanza» significava offrirgli su un piatto d’argento la possibilità di rispondere. Lui l’ha raccolta con un «magari ne avessi poca» che, tra tutte le interpretazioni possibili, ne suggerisce almeno una decisamente poco adatta alle anime innocenti.

La prossima volta, insomma, si potrà discutere tranquillamente se Can Yaman sia o meno imbranato con le donne. Sulla sostanza, invece, forse conviene cambiare argomento: a giudicare dalla risposta dell’attore, è proprio l’ultima cosa di cui ritiene di essere a corto.