Ci sono elementi che cambiano nel corso delle indagini e altri che, invece, restano il punto fermo da cui ogni ricostruzione deve necessariamente partire. Nel delitto di Garlasco la cronologia della mattina del 13 agosto 2007 appartiene a questa seconda categoria. Al di là delle nuove consulenze, delle ipotesi investigative e delle recenti riaperture dell’inchiesta, la sequenza degli eventi documentati continua a rappresentare l’ossatura dell’intera vicenda. Ricostruire quella mattina significa mettere in fila gli orari, le telefonate, gli spostamenti e gli accertamenti tecnici così come emergono dagli atti processuali, senza attribuire loro un significato ulteriore.
Le prime ore della mattina
La famiglia Poggi si trova in vacanza in Trentino. Chiara è rimasta da sola nella villetta di via Pascoli per alcuni giorni. La giovane trascorre la mattina nella propria abitazione, dove utilizza il computer e mantiene alcuni contatti telefonici. Tra gli ultimi elementi documentati figura una telefonata con un’amica. Dalle successive verifiche emerge anche l’attività svolta sul computer di casa, che contribuirà a delimitare temporalmente le ultime azioni certamente attribuite alla vittima. Secondo le ricostruzioni accolte nei processi, la finestra temporale nella quale si colloca l’omicidio si concentra nelle ore della tarda mattinata, compatibilmente con gli accertamenti medico-legali e con gli altri elementi raccolti nel corso delle indagini.
L’arrivo di Alberto Stasi
Nella tarda mattinata Alberto Stasi raggiunge la villetta di via Pascoli. È lui stesso a riferire di essersi recato a casa della fidanzata dopo non essere riuscito a contattarla telefonicamente. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Stasi, una volta entrato nell’abitazione avrebbe scoperto il corpo di Chiara Poggi sulle scale che conducono alla tavernetta. Dopo essere uscito dalla villetta, si dirige verso la caserma dei carabinieri di Garlasco per chiedere aiuto. La richiesta di soccorso e le successive comunicazioni alle forze dell’ordine costituiscono uno dei passaggi centrali della cronologia della giornata.
L’intervento dei soccorsi e l’avvio delle indagini
Dopo la segnalazione arrivano sul posto i carabinieri, il personale sanitario e successivamente gli specialisti incaricati dei rilievi tecnici. Da quel momento prende avvio l’attività investigativa che porterà al sequestro della villetta, ai primi accertamenti scientifici e alla repertazione delle tracce presenti sulla scena del crimine. Nel corso della giornata vengono eseguite fotografie, rilievi dattiloscopici, prelievi biologici e sopralluoghi destinati a costituire il primo nucleo probatorio dell’inchiesta.
Una cronologia che resta il punto di partenza
Negli anni successivi molte consulenze hanno proposto letture differenti di singoli elementi investigativi. Sono cambiati alcuni strumenti scientifici, sono emersi nuovi approfondimenti e la Procura di Pavia ha sviluppato una diversa ipotesi accusatoria nei confronti di Andrea Sempio.
Nonostante questo, la sequenza temporale del 13 agosto 2007 continua a rappresentare il riferimento indispensabile per qualunque ricostruzione. Ogni nuova analisi, ogni consulenza e ogni valutazione processuale devono infatti confrontarsi con quella cronologia, verificando se i nuovi elementi risultino compatibili con gli orari documentati oppure richiedano una diversa interpretazione dei fatti.
È proprio per questo che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la ricostruzione minuto per minuto dell’ultima mattina conserva ancora oggi un’importanza centrale. Prima delle interpretazioni vengono i fatti; prima delle ipotesi, la successione degli eventi accertati.







