Pnrr, progetti in forte ritardo: migliaia di cantieri ancora aperti

Pnrr Dossier 1

Ancora ritardi. I progetti del Pnrr avanzano molto a rilento. Le scadenze non saranno rispettate. L’aggiornamento della piattaforma Re.GiS con gli ultimi dati sullo stato di realizzazione delle opere e sulle quote dei pagamenti relativi ai progetti finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza conferma la tendenza degli ultimi anni.

Fine cantieri a giugno

Alla data del 13 febbraio su 122.079 progetti previsti, ne risultano conclusi 51.390 mentre i restanti 70.702 risultano ancora in corso. Impegnato il 71,9% dell’importo totale dei progetti, mentre i pagamenti si attestano al 41,1%. La scadenza stabilita per la chiusura dei cosiddetti “cantieri”, prevista a fine giugno prossimo, difficilmente sarà rispettata. Emergono inoltre criticità nella gestione dei finanziamenti destinati alla Sanità. Lo dice il “Referto” della Corte dei conti sullo stato di attuazione del Pnrr.  

Il nodo Sanità

Partiamo da questo dato. La Corte dei conti segnala «criticità» sulla «gestione degli investimenti per l’assistenza territoriale, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione». A questo si aggiungono «ritardi attuativi e operativi» con «divari territoriali, che riguardano soprattutto il Mezzogiorno».

I ritardi al Sud

I fondi per la Sanità ammontano a 21,7 miliardi, il 40% dei quali destinati al Mezzogiorno. I ritardi ed i divari che secondo la Corte rendono disomogeneo il quadro degli investimenti riguardano le Case e gli Ospedali di comunità. Secondo la Corte lo stato di realizzazione degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr «evidenziano uno stato di avanzamento inferiore» nelle regioni del Mezzogiorno.  

La dotazione finanziaria del Pnrr

Bruxelles ha concesso all’Italia 194,4 miliardi di euro: 122,6 miliardi di prestiti e 71,8 miliardi a fondo perduto. La Commissione europea ha già erogato 153,2 miliardi di euro, pari a circa il 79% della dotazione complessiva del Piano, a fronte di 366 traguardi e obiettivi su 575 considerati raggiunti.

I fondi alle regioni

Le regioni che hanno ottenuto i maggiori finanziamenti sono la Lombardia (7,2 miliardi), la Campania (7,1 miliardi), la Sicilia (5,7 miliardi), la Puglia (5,3 miliardi) e il Lazio (5 miliardi).

I limiti di attuazione del Piano

Il report della magistratura contabile evidenzia che esiste una «distanza tra avanzamento amministrativo, completamento fisico e reale capacità di trasformare le risorse in opere, servizi e benefici effettivi per i territori». Tra le diverse aree del Paese, sostiene ancora la Corte, le differenze sono molto evidenti sia nell’attuazione sia nella dinamica della spesa.  

I progetti realizzati

Alcune regioni registrano percentuali di progetti completati superiori al 50%. La Valle d’Aosta spicca con il 65%, seguono la Lombardia con il 57%, il Piemonte con il 55%, il Molise con il 53% e la Sardegna con il 52%. In altre aree i valori sono inferiori, in alcuni casi anche della metà. In Sicilia la quota è al 22,4%, in Puglia al 29,6%, in Trentino-Alto Adige al 29,8%, in Basilicata al 32,8%, nel Lazio al 33,1%, in Umbria al 33,7%, in Calabria al 33,9%, in Emilia-Romagna al 37,6% e in Campania al 38,3%.

La quota di pagamenti

Non raggiungono il 40% della quota di pagamenti sul costo totale del progetto la Calabria (29%), la Campania (30,7%), la Sicilia (32,1%), la Sardegna (34,5%) la Basilicata (35,9%), il Lazio (36,2%), la Puglia (36,9%) e il Molise (39,3%). Il Veneto con il 54,5%, il Friuli-Venezia Giulia con il 53,3% e il Trentino-Alto Adige con 52,9% sono le regioni che al momento hanno versato di più.

Il dopo Pnrr

La Corte dei conti ha più volte evidenziato la necessità di programmare, ai diversi livelli, successivamente alla chiusura dei cantieri, un piano di gestione specifico per le opere realizzate. La magistratura contabile ha segnalato il rischio che limiti di ordine amministrativo ed organizzativo potrebbero vanificare gli investimenti fatti.