Continua la corsa ai rincari. Crescono i prezzi degli immobili in affitto e in vendita. Nel periodo compreso tra luglio e settembre 2026, i valori immobiliari a livello nazionale hanno raggiunto una media di 2.217 euro al metro quadro per le compravendite (+4,9% rispetto allo stesso trimestre del 2025) e hanno sfiorato i 15 euro al metro quadro per i canoni di locazione (+3,9%).
La pressione della domanda è cresciuta in modo omogeneo nei due comparti: +4,2% nelle vendite e +4,5% negli affitti. A differenziarsi nettamente è stato invece il comportamento dell’offerta, che registra un calo di quasi il 4% nel settore delle compravendite, a fronte di un forte incremento a due cifre per il mercato locativo, pari al +12,6%. Sono gli ultimi dati trimestrali diffusi da Immobiliare.it Insights.
La spinta maggiore si registra nelle città. La domanda di affitti riprende, dopo mesi di flessione, in coincidenza con l’avvio del nuovo anno accademico nelle università.
Il Nord-Ovest traina le compravendite
La spinta al rialzo dei prezzi d’acquisto si concentra prevalentemente nel Nord e nel Centro Italia. Il Nord-Ovest, in particolare, segna +6,2% su base annua. Seguono il Nord-Est con un incremento del 5,9%. Segue il Centro con un aumento del 4,8%. Isole e Sud guadagnano rispettivamente il 2,8% ed il 2,5%. In termini di costi le regioni del Centro e quelle del Nord-Ovest si confermano le aree geografiche più onerose per l’acquisto di un immobile, con valori medi rispettivamente pari a 2.467 euro/mq e 2.456 euro/mq.
Dall’analisi per dimensione demografica emerge che i grandi centri (oltre 250.000 abitanti) crescono a un ritmo superiore rispetto ai piccoli centri (+5,9% contro +4,3%). Attualmente, acquistare un’abitazione in una grande città richiede in media 3.793 euro/mq, rispetto ai 1.911 euro/mq dei centri minori.
A livello di indicatori di mercato, gli incrementi maggiori della pressione di domanda si rilevano nel Nord-Ovest (+5,8%) e nel Centro (+5,6%), mentre l’offerta di case in vendita registra la contrazione più accentuata proprio nel Centro Italia (-6,3%).
Trieste al top nelle vendite, Milano regina dei prezzi
Nelle compravendite regionali, la maggiore crescita dei prezzi si registra in Friuli Venezia Giulia (+8%). Al contrario, le uniche flessioni su base annua riguardano la Valle d’Aosta (-1,3%) e la Basilicata (-1,6%).
La classifica della territorialità vede confermati alcuni primati storici e qualche avvicendamento. Il Trentino-Alto Adige è la regione più cara d’Italia con 3.769 euro/mq. La Liguria conquista il secondo posto con 2.821 euro/mq, scavalcando la Lombardia (2.798 euro/mq) grazie al forte rialzo registrato a Genova (+8,3%). La Calabria, invece, è la regione più economica, con una media di 972 euro/mq (unica sotto la soglia dei 1.000 euro/mq).
Tra i capoluoghi regionali, Trieste guida la classifica degli aumenti annuali con un +10,4%, seguita da Torino (+8,7%) e Genova. In controtendenza si segnalano i cali di Potenza (-5,2%), Campobasso (-3,1%), Catanzaro (-0,6%) e Aosta (-0,4%). Milano si mantiene saldamente al vertice delle città più care d’Italia per l’acquisto (5.665 euro/mq), mentre Catanzaro risulta la più accessibile (1.012 euro/mq).
Mercato degli affitti: picco di aumenti al Centro-Sud e accelerazione nei piccoli centri
Nel comparto locativo la geografia dei rialzi differisce in modo significativo da quella delle compravendite, mostrando un’accelerazione marcata nelle regioni centro-meridionali. Il Centro segna +6,8%, seguito dal Sud con +6,2%. Il Nord-Ovest si ferma a +2,7%, ma con la media canoni più alta a 16,7 euro/mq, mentre nel Nord-Est i prezzi risultano più stabili rispetto al terzo trimestre del 2025.
A differenza delle vendite, nei canoni di affitto i piccoli centri registrano una crescita più sostenuta rispetto alle grandi metropoli (+4,3% contro +1,9%). Nonostante questa convergenza, il divario assoluto rimane ampio: nelle grandi città la media supera i 19 euro/mq, mentre nei centri sotto i 250.000 abitanti si attesta al di sotto dei 11 euro/mq.
L’aumento della pressione di domanda negli affitti è trainato in particolare dal Sud (+11,5%) e dal Centro (+11%). Sul fronte dell’offerta di immobili in locazione, le crescite più rilevanti si concentrano al Nord-Ovest (+18,4%) e al Nord-Est (+12,2%), a fronte del contenuto +1,2% osservato al Sud.
Canoni regionali e città: boom della Calabria e di Catanzaro
Immobiliare,it Insights rileva che la Calabria segna il maggior aumento dei canoni medi con un +13,7%. Cali si registrano solo in Molise (-4,8%), Emilia-Romagna (-0,8%) e Veneto (-0,1%).
La Valle d’Aosta è la prima regione per rincari, circa 24 euro/mq, +8,1%, seguita da Lombardia (18,8 euro/mq) e Toscana (17,3 euro/mq). Il Molise, invece, è la più economica (7,1 euro/mq).
Catanzaro registra l’incremento più elevato su scala nazionale (+17,1%), seguita da Aosta (+13,2%) e Trieste (+10,8%). Cinque capoluoghi mostrano invece contrazioni: Campobasso (-10,1%), Bologna (-3,2%), Milano (-0,7%), L’Aquila (-0,6%) e Venezia (-0,4%).
Nonostante la lievissima flessione, Milano resta il capoluogo di regione più costoso anche per gli affitti, con una media di 22,3 euro/mq, mentre Potenza risulta il più economico con 6,8 euro/mq.







