Scontro al Senato sul Dpfp: maggioranza blindata, l’opposizione dice no all’extradeficit per la difesa

Premier Giorgia Meloni e Ministro Giorgetti

Il Documento programmatico di finanza pubblica 2026 ha iniziato il suo iter parlamentare. Il percorso del Dpfp si avvia in un contesto economico globale segnato da forte incertezza e turbolenza sui mercati. Il Documento costituisce l’atto propedeutico alla presentazione della prossima manovra finanziaria. Fornisce un aggiornamento del quadro di riferimento internazionale. Provvede, allo stesso tempo, a una rielaborazione delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica.

Nel corso del suo intervento alla Camera e delle successive repliche al Senato, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha difeso la linea di rigore e cautela adottata dal governo.

“Questa rotta – ha detto il ministro – riteniamo di doverla confermare in un momento come questo, in cui si annunciano nuvoloni all’orizzonte. E questo documento risponde a questa impronta. Mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza e punta a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea. Se le condizioni lo consentiranno sarà possibile l’uscita dalla procedura a primavera“.

Confronto aperto con Bruxelles

Giorgetti ha osservato che la richiesta dello scostamento di bilancio “è un passo consapevole rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato“. Per il ministro è “qualcosa che la commissione riconosce e che i mercati hanno riconosciuto sostenibile in un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano”.

“La Commissione ha concesso all’Italia questo spazio di flessibilità – ha detto Giorgetti – che sarà rivolto sicuramente a investimenti per garantire appunto la sicurezza energetica. Ma noi riteniamo che debba dare sostegno in modo selettivo e temporaneo a famiglie e imprese. Che oggi si trovano a dover affrontare una situazione di particolare difficoltà rispetto all’incremento dei prezzi energetici e all’inflazione. Per questo motivo – ha concluso il ministro – in questi giorni è in corso un negoziato per capire cosa in queste voci può essere incluso che proseguirà fino a quando la Commissione non darà il suo ok alla Clausola di salvaguardia nazionale”.

Quadro delle finanze in sospeso

L’obiettivo prioritario del ministero dell’Economia resta il rispetto del sentiero di consolidamento fiscale fissato dalla nuova governance europea, con l’auspicio di poter uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo già a primavera, qualora le condizioni economiche lo consentano. Sul piano procedurale, mentre per l’approvazione del Dpfp è sufficiente la maggioranza semplice, per la risoluzione sullo scostamento di bilancio sarà necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell’Aula.

Lo scostamento di bilancio: la clausola Nec tra difesa ed energia

Il nodo centrale del dibattito finanziario risiede nella richiesta di scostamento di bilancio legata all’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia (Nec) prevista dalle normative Ue. La flessibilità accordata dalla Commissione europea è indirizzata a garantire gli investimenti strategici per la sicurezza energetica e la difesa nazionale.

Tuttavia, il ministro Giorgetti ha chiarito che, almeno nella fase iniziale di emergenza, tali risorse saranno orientate a fornire un sostegno temporaneo e selettivo a famiglie e imprese maggiormente colpite dai rincari dell’energia e dalle spinte inflazionistiche. Definendo la misura come un “passo consapevole rispetto alla linea di prudenza”.

Scontro parlamentare: la maggioranza serra i ranghi, le opposizioni dicono no al riarmo

Le posizioni delle forze politiche si mostrano profondamente divise nelle bozze di risoluzione presentate alle Camere.

La maggioranza impegna il governo a confermare la traiettoria di spesa netta obiettivo e a utilizzare la futura manovra per salvaguardare il potere d’acquisto dei nuclei più fragili, sostenere la competitività delle imprese e finanziare gli investimenti infrastrutturali e del Pnrr. Viene inoltre collegato alla manovra finanziaria il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026.

Pd, M5s, Avs, Iv e +Europa hanno depositato una risoluzione comune contraria all’autorizzazione dello scostamento. La contestazione riguarda in particolare l’intenzione dell’esecutivo di ricorrere all’indebitamento per il biennio 2027-2028 per un valore fino allo 0,3% del Pil (circa 14,4 miliardi di euro) per interventi sull’energia e fino ad un ulteriore 0,3% del Pil (circa 14,4 miliardi di euro) per il potenziamento delle capacità militari e degli impegni in ambito Nato. L’opposizione chiede di azzerare i nuovi finanziamenti agli armamenti per destinare le risorse al contrasto delle disuguaglianze e al sostegno dei redditi.

Upb valida i saldi, la Corte dei Conti rileva carenze

L’Ufficio parlamentare di bilancio ha validato le previsioni macroeconomiche programmatiche per il biennio 2026-2027, giudicandole rientranti in un intervallo accettabile, pur evidenziando una marginale tendenza all’ottimismo per le stime relative al biennio 2028-2029.

La Corte dei Conti, pur riconoscendo l’impostazione prudente del quadro di bilancio di fronte alle turbolenze internazionali, ha espresso forti riserve sulla struttura del documento. I magistrati contabili segnalano infatti l’assenza di una precisa quantificazione finanziaria delle misure dell’imminente manovra. Come pure la mancanza di dettagli sulle spese per energia e difesa. Tali vuoti informativi attribuiscono al Dpfp un “carattere interlocutorio di mero aggiornamento”, rendendo complesso per il Parlamento valutare l’effettiva tenuta del piano e la coerenza delle priorità governative.