Dal 2023 le forze di destra o di estrema destra hanno conquistato la vittoria in 13 delle 16 elezioni presidenziali svolte in America Latina, segnando un netto mutamento nell’equilibrio politico della regione. Tra i prossimi appuntamenti decisivi figura il Brasile, dove Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, affronta al ballottaggio il presidente uscente di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva.
I nuovi leader conservatori esprimono un populismo di matrice religiosa vicino alle posizioni del presidente degli Stati Uniti, distinguendosi per la promessa di ripristinare l’ordine pubblico anche a costo di limitare le liberta civili. La lotta alla criminalità è diventata l’argomento centrale nelle scelte degli elettori, superando l’appartenenza ideologica tradizionale.
L’insicurezza e l’espansione dei gruppi criminali in America Latina
Il successo delle forze conservatrici si lega all’incapacità dei governi di sinistra di garantire risposte efficaci al problema della sicurezza, in un contesto economico complesso. L’elettorato manifesta una crescente preoccupazione per la diffusione di organizzazioni criminali transnazionali violente come il gruppo venezuelano Tren de Aragua.
In Brasile oltre un quarto della popolazione risiede in aree prive di un controllo statale effettivo e gestite da bande armate. A Rio de Janeiro le organizzazioni criminali occupano circa un terzo del territorio urbano, condizionando la vita di quasi tre milioni di abitanti. Il largo consenso ottenuto da Bolsonaro nello stato di Rio si spiega proprio con la richiesta di un intervento radicale contro la delinquenza.
La linea dura sulla sicurezza e il modello di El Salvador
Per contrastare la criminalità, la destra propone di adottare la strategia attuata in El Salvador dal presidente Nayib Bukele, fondata sull’aumento dei poteri alle forze dell’ordine e su detenzioni di massa. Questo approccio ha trovato applicazione anche in Brasile durante una vasta operazione condotta dalla polizia contro il Comando Vermelho nelle favelas di Alemao e Penha a Rio de Janeiro.
L’intervento, caratterizzato dall’impiego di mezzi blindati e oltre duemila agenti, ha provocato la morte di 120 persone, diventando l’azione di polizia piu sanguinosa nella storia del paese. Nonostante le accese polemiche sul piano dei diritti umani, l’operazione ha ottenuto il sostegno della maggioranza dei residenti delle zone interessate.
Il cambio di prospettiva della sinistra e la mappa geopolitica
La sinistra brasiliana ha cercato a lungo di combattere il fenomeno attraverso interventi a sostegno delle fasce povere della popolazione, ritenendo che la riduzione della povertà fosse la strada principale per eliminare il narcotraffico. Tuttavia, la presenza pervasiva di gruppi come il Comando Vermelho e il Primeiro Comando da Capital ha spinto le autorità a rivedere la propria strategia e a intensificare le azioni di contrasto.







