Raid notturni su Kiev e sulla città russa di Lipetsk: missili balistici e droni nella notte

Guerra in Ucraina: Kiev, la Russia attacca con i droni

Nuove ondate di bombardamenti hanno colpito la capitale ucraina Kiev e il territorio russo durante la notte tra mercoledì e giovedì, segnando una pesante escalation nell’uso di droni e vettori balistici. Le forze armate di Kiev hanno sferrato un attacco con droni verso la città russa di Lipetsk, sede del più grande impianto siderurgico del Paese, l’acciaieria di Novolipetsk, responsabile di circa il venti per cento della produzione nazionale di acciaio grezzo. Parallelamente, le autorità russe hanno riferito di aver intercettato centinaia di droni diretti verso la regione di Mosca. Allo stesso tempo, la Russia ha intensificato i raid sulla capitale ucraina, dove ripetute esplosioni hanno scosso la città per ore, provocando vittime, decine di feriti e ingenti danni alle infrastrutture civili.

L’offensiva russa su Kiev e le denunce di Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato l’impiego di missili balistici Iskander dotati di testate a grappolo contro il centro storico di Kiev. Gli ordigni sono esplosi in aria sopra il quartiere di Pechersk, nell’area compresa tra la Lavra di Kiev-Pechersk e il Monastero di Vvedensky, danneggiando strutture monastiche, edifici residenziali, infrastrutture sanitarie e locali commerciali. Il bilancio temporaneo registra morti e decine di feriti, tra cui diversi bambini.

Kiev dispone l’evacuazione di famiglie con bambini

Zelensky ha sottolineato la deliberata volontà di colpire aree prive di obiettivi militari per infliggere il massimo impatto sulla popolazione civile, ribadendo che la risposta di Mosca ai recenti tentativi di dialogo consiste nell’intensificazione dei bombardamenti. Le autorità locali hanno inoltre disposto l’evacuazione forzata delle famiglie con bambini nei territori di Kramatorsk e Slovyansk a causa del costante peggioramento delle condizioni di sicurezza.

Negoziati, geopolitica e il dibattito a Washington

Sul versante diplomatico, il clima rimane teso nonostante le discussioni su un possibile tavolo di pace. Kirill Dmitriev, consigliere della presidenza russa per la cooperazione economica, ha dichiarato durante il Forum economico eurasiatico a Istanbul che il conflitto si sta muovendo verso una soluzione strutturale a lungo termine per la sicurezza europea.

Negli Stati Uniti, l’ex segretaria di Stato Hillary Clinton ha espresso forti critiche verso l’approccio di Donald Trump nei confronti del Cremlino, sostenendo che la leadership russa mantenga un’influenza sul presidente americano e che le concessioni non fermeranno le mire espansionistiche di Mosca. Nel frattempo, l’Unione Europea valuta la possibilità di designare un capo negoziatore per l’avvio di colloqui diretti, mentre la Nato lavora per consentire all’Ucraina l’acquisto diretto di armamenti ed equipaggiamenti tramite la propria agenzia centralizzata per gli appalti.

Operazioni di intelligence e tensioni nel Mar Nero

Oltre ai combattimenti sul campo di battaglia, il conflitto continua a registrare importanti sviluppi sul piano della sicurezza internazionale e delle operazioni d’intelligence. In Germania, la Polizia criminale federale ha arrestato nel Brandeburgo un cittadino ucraino accusato di spionaggio a favore dei servizi segreti russi, sorpreso a raccogliere informazioni riservate sulla produzione di munizioni, veicoli blindati e sulle basi della difesa alleata.

Nel frattempo, sul fronte marittimo, l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea Kaja Kallas ha espresso forte preoccupazione per la ripresa degli attacchi russi contro le navi cargo nel Mar Nero, sottolineando come tali azioni rappresentino una minaccia diretta per la sicurezza alimentare globale e ribadendo la necessità di garantire la piena operatività dei corridoi d’uscita per il grano ucraino.