Strage di Fort Hood: Hegseth ordina l’esecuzione in diretta streaming, ma esplode la protesta dei militari

Nidal Hasan condannato a morte per fucilazione per la strage i Fort Hood

La decisione del capo del Pentagono Pete Hegseth di trasmettere in diretta streaming la fucilazione di Nidal Hasan sta provocando una dura reazione tra le fila dell’esercito americano, dove decine di militari hanno definito l’iniziativa grottesca e barbarica chiedendo di non essere coinvolti.

La protesta dei soldati: “Un conto è un ordine, un altro è lo streaming”

A rendere note le obiezioni dei soldati, dettate da motivi religiosi e morali, e stata l’organizzazione no profit Military Religious Freedom Foundation. Il fondatore Mikey Weinstein ha spiegato che chi si oppone rischia ora di essere incluso tra i centottanta militari selezionati per il plotone di esecuzione, sottolineando la profonda differenza tra l’adempiere a un ordine di condanna e il trasformarlo in uno spettacolo digitale accessibile a chiunque su internet.

Un’esecuzione storica: la prima fucilazione militare dal 1945

Nidal Hasan, ex maggiore dell’esercito ed ex psichiatra militare, nel 2009 uccise tredici soldati e ne ferì cinquantadue durante un attacco alla base di Fort Hood in Texas. Rimasto paralizzato a causa delle ferite riportate durante l’arresto, è ora in attesa di esecuzione, fissata per il 3 dicembre salvo eventuali ricorsi. Se la condanna mediante fucilazione dovesse essere confermata, si tratterebbe della prima esecuzione di questo tipo condotta dalle forze armate statunitensi dal 1945.

La scelta dello streaming divide anche la politica

La scelta dello streaming sta dividendo anche la politica e la diplomazia internazionale. Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance fa sapere che non guarderà la trasmissione, pur definendo l’attacco di Hasan il peggior atto di terrorismo sul suolo americano al di fuori dell’11 settembre. Per l’ONU, trasmettere l’uccisione in diretta equivale a una forma di tortura.