Il nuovo Air Force One di Donald Trump è pronto a decollare già da quest’estate. Ma prima ancora di entrare in servizio, il Boeing 747 donato dal Qatar ha già acceso una tempesta politica negli Stati Uniti.
Definito il “Palazzo nel cielo”, il jet super lusso regalato dagli emiri e valutato circa 400 milioni di dollari è stato completamente modificato dall’Aeronautica militare americana. Ufficialmente, i lavori sono conclusi. Ma il conto finale rischia di essere molto più salato.






Air Force One di Trump: costi oltre il miliardo
Secondo diversi media americani, il costo complessivo della trasformazione potrebbe superare il miliardo di dollari. Una cifra necessaria per adattare l’aereo agli standard presidenziali: sistemi di sicurezza avanzati, difese anti-missile e soprattutto una bonifica totale per eliminare qualsiasi rischio di dispositivi di spionaggio.
Il punto è proprio questo: l’aereo arriva dall’estero, e non da un alleato qualunque, ma da uno Stato su cui negli anni non sono mancati sospetti e tensioni geopolitiche. Per questo la fase di “pulizia” tecnologica è stata considerata cruciale.

Lusso intatto, sicurezza da rifare
Se la tecnologia è stata completamente rivista, gli interni raccontano un’altra storia. Poltrone in pelle oversize, divani morbidi, librerie decorative e dettagli di lusso sono rimasti. Anzi, secondo indiscrezioni, sarebbero stati aggiunti elementi ancora più sfarzosi, con largo uso dell’oro, da sempre cifra estetica di Trump.
Nel frattempo l’aereo viene verniciato nei colori della bandiera americana, rosso, bianco e blu, per trasformarlo ufficialmente in Air Force One.
Il nodo politico: un regalo che divide Washington
Il dono del Qatar non è mai stato digerito del tutto. Il capo del Pentagono Pete Hegseth lo aveva approvato un anno fa, ma da subito erano emerse critiche bipartisan.
«Nessun dono di quel tipo è davvero mai gratis», è stato il commento che ha iniziato a circolare nei palazzi di Washington. Alcuni esponenti repubblicani hanno parlato apertamente di scelta non patriottica: un presidente americano che vola su un aereo donato da una nazione straniera.
A questo si aggiungono i dubbi etici e legali. Accettare un regalo di quel valore da uno Stato estero solleva interrogativi su possibili influenze, anche indirette, sulla politica americana.
Trump: “Così risparmiamo soldi pubblici”
Trump ha difeso la scelta con una linea già utilizzata in passato: il risparmio per i contribuenti. Accettare il jet, secondo il presidente, permetterebbe di evitare costi ancora più elevati legati ai ritardi della Boeing nella consegna dei nuovi Air Force One ufficiali.
È la stessa narrativa che ha accompagnato altre decisioni, come la rinuncia allo stipendio presidenziale. Un messaggio che continua a funzionare con la base Maga, anche se in questo caso il conto reale – tra lavori e modifiche – sembra raccontare un’altra storia.
Sicurezza e contraddizioni
Resta il nodo più delicato: la sicurezza. Nonostante le bonifiche, il fatto che l’aereo sia stato costruito e utilizzato altrove continua a generare sospetti.
E pesa anche la contraddizione politica. Da una parte, settori della stessa area conservatrice hanno criticato scelte interne legate al mondo islamico, dall’altra si accetta un dono così rilevante da un Paese mediorientale.
Un Air Force One “temporaneo”
L’Aeronautica americana ha chiarito che il Boeing 747 qatariota sarà solo una soluzione temporanea, in attesa che Boeing consegni i nuovi jet presidenziali.
Trump ha inoltre assicurato che non utilizzerà l’aereo dopo la fine del mandato: il velivolo sarà donato alla sua biblioteca presidenziale e trasformato in un’attrazione espositiva, probabilmente nella nuova Trump Tower a Miami.
Non sarebbe una novità assoluta. Anche Ronald Reagan trasformò il suo Air Force One in un pezzo da museo.
Ma prima di diventare un simbolo, questo aereo è già un caso. Un caso che mescola lusso, politica, sicurezza e una domanda che resta sospesa: quanto costa davvero un regalo?







