Se Giorgia Meloni sperava che Andrea Giambruno avesse definitivamente appeso al chiodo la specialità delle dichiarazioni capaci di provocare qualche mal di pancia dalle parti di Palazzo Chigi, forse dovrà ricredersi. Questa volta niente fuorionda, battute rubate o microfoni dimenticati accesi: l’ex compagno della premier parla davanti a una telecamera e, interrogato su un possibile sodalizio politico tra Meloni e Roberto Vannacci, prima tenta prudentemente di sfilarsi e poi pronuncia una frase destinata a fare parecchio rumore.
«La gente non è stupida. Ci saranno delle motivazioni che portano gli elettori a votarlo. Il problema sta da un’altra parte».
Parole pronunciate durante il Portofino Talks, la manifestazione organizzata da Philia Associates insieme al Comune di Portofino che vede tra gli organizzatori l’ex governatore ligure Giovanni Toti. A raccoglierle sono stati i The Journalai, che hanno chiesto a Giambruno cosa pensasse di un eventuale asse tra la sua ex compagna e Vannacci.
Giambruno dribbla Meloni, poi arriva l’elogio agli elettori di Vannacci
La prima reazione del giornalista è prudente. Giambruno osserva che non sarebbe opportuno per lui esprimersi sull’ipotesi di un sodalizio politico tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. Una cautela abbastanza comprensibile, considerato che non si tratta soltanto della presidente del Consiglio ma anche della sua ex compagna e della madre di sua figlia.
Poi, però, il freno a mano sembra allentarsi.
Giambruno non entra direttamente nel merito di un’alleanza tra i due, ma sposta il ragionamento sugli elettori del generale. E la frase è tutt’altro che liquidatoria: «La gente non è stupida».
Se Vannacci raccoglie consenso, è il ragionamento, non avrebbe quindi molto senso limitarsi a bollare come incomprensibile il comportamento di chi lo vota. «Ci saranno delle motivazioni che portano gli elettori a votarlo», aggiunge Giambruno, prima di lasciare sul tavolo la parte più sibillina della risposta: «Il problema sta da un’altra parte».
Dove sia esattamente quest’altra parte non lo precisa. Ed è proprio qui che la risposta diventa politicamente più gustosa.
Il vecchio «nemico in casa» torna a colpire?
Il siparietto fa inevitabilmente tornare alla memoria una vecchia definizione utilizzata dalla stessa Meloni quando la coppia era ancora insieme. La premier aveva scherzato sulle divergenze politiche con il compagno definendolo il suo «nemico in casa». Giambruno successivamente precisò di non essere un uomo di sinistra, spiegando però che tra loro esistevano opinioni differenti su alcuni temi etici.
A distanza di anni quella battuta acquista un sapore particolare. Perché Giambruno, pur evitando accuratamente di pronunciarsi sull’opportunità di un’intesa Meloni-Vannacci, finisce comunque per riconoscere dignità politica al consenso raccolto dal generale: se gli elettori lo scelgono, sostiene in sostanza, sarebbe opportuno domandarsi perché.
Non proprio una dichiarazione di guerra a Palazzo Chigi. Ma neppure la risposta più comoda possibile per Giorgia Meloni, soprattutto perché arriva dal suo ex compagno e riguarda un protagonista politico capace di attirare attenzione e consensi nell’area della destra.
Dai fuorionda a Vannacci, Giambruno e quelle frasi che fanno rumore
Del resto, quando Andrea Giambruno parla, dalle parti di Giorgia Meloni qualche ricordo deve inevitabilmente riaffiorare. Nell’ottobre 2023 furono i celebri fuorionda televisivi a provocare una tempesta mediatica e a precedere l’annuncio della fine della loro relazione.
Un anno più tardi fu lo stesso giornalista a tornare pubblicamente su quella vicenda con parole molto dure verso sé stesso. «Rivedendomi in quel modo io mi sono vergognato», ammise, spiegando di essere stato «leggero» e di averne pagato le conseguenze. Disse anche che avrebbe dovuto proteggere la donna che aveva accanto e la propria famiglia.
Da allora Giambruno è tornato progressivamente sulla scena pubblica e ha rivendicato anche una caratteristica che, evidentemente, non ha intenzione di abbandonare: «Ho un pessimo rapporto con il politicamente corretto».
«La gente non è stupida»: il messaggio su Vannacci che farà discutere
Questa volta non ci sono fuorionda dei quali pentirsi. C’è una domanda diretta e una risposta altrettanto consapevole.
Giambruno evita di dire se Giorgia Meloni dovrebbe allearsi con Roberto Vannacci, ma contemporaneamente respinge l’idea di liquidare il consenso del generale come qualcosa di inspiegabile o frutto di elettori incapaci di capire ciò che votano.
«La gente non è stupida», scandisce.
Poi aggiunge che se gli elettori scelgono Vannacci «ci saranno delle motivazioni» e conclude spostando altrove il bersaglio: «Il problema sta da un’altra parte».
Quale sia questo problema Giambruno non lo dice. E forse, per Giorgia Meloni, è proprio questa la parte più rassicurante dell’intervista.
Almeno stavolta.







