L’Italia affonda tra salari fermi, sanità al collasso, città sempre più violente, guerre internazionali, tensioni sociali e un’economia che continua a tossire. Ma evidentemente c’è una priorità assoluta che non può aspettare. Fabrizio Corona.
Sì, perché mentre il mondo sembra andare a pezzi, Giorgia Meloni ha trovato il tempo di trasformare Palazzo Chigi nello scenario di un processo per diffamazione contro Fabrizio Corona.
La data da segnare è il 21 maggio. Quel giorno il procedimento nato da un vecchio articolo su una presunta relazione tra la premier e l’ex deputato di Fratelli d’Italia Manlio Messina arriverà direttamente dentro la sede del governo italiano.
Non una videoconferenza. Non un collegamento rapido. No. Palazzo Chigi.
Palazzo Chigi trasformato in aula per Corona
La scena sembra uscita da una satira politica scritta male. Da una parte ci saranno pm, cancellieri, avvocati, magistrati e il procuratore di Milano Marcello Viola. Dall’altra Fabrizio Corona, il suo avvocato Ivano Chiesa e una domanda gigantesca sospesa sopra tutto: davvero l’Italia del 2026 ha bisogno di questo?
Perché il punto non è nemmeno il diritto della premier di querelare. È sacrosanto. Il punto è la sproporzione surreale tra la gravità del momento storico e l’energia politica, simbolica e istituzionale investita in una guerra personale contro un ex paparazzo diventato professionista del caos mediatico.
Il Paese reale arranca. Ma Palazzo Chigi si mobilita per Corona.
Fuori c’è il disastro
Mentre si organizza l’audizione della presidente del Consiglio, fuori succede di tutto. Guerre vere. Morti vere. Tensioni internazionali fuori controllo. Un’Italia che non riesce più a garantire stipendi dignitosi, sicurezza, trasporti funzionanti e sanità efficiente.
Le città esplodono tra violenza urbana e disagio psichico. I giovani scappano. Le famiglie arrancano. Gli ospedali crollano sotto il peso delle liste d’attesa. Ma il grande appuntamento istituzionale diventa Fabrizio Corona.
E la cosa più incredibile è il silenzio generale. Nessuno che trovi grottesco vedere Palazzo Chigi trasformato nel set di una faida da gossip permanente. Nessuno che si chieda se davvero questa sia la miglior gestione possibile del tempo politico e simbolico della presidente del Consiglio.
La politica ridotta a reality permanente
Il problema vero è che ormai la linea tra potere, spettacolo e vendetta mediatica è completamente saltata.
Corona vive da anni proprio di questo: provocazione, scandalo, rumore. Ed è paradossale che a rilanciarlo ulteriormente sia proprio la presidente del Consiglio italiana, trascinando l’intera macchina istituzionale dentro una storia che sembra uscita dai peggiori anni del gossip televisivo.
Alla fine il rischio è duplice: Corona ottiene ancora più centralità, mentre la politica continua a dare l’impressione di inseguire battaglie minuscole in mezzo a problemi giganteschi. E così dopo la ridicola denuncia di Piantedosi contro Dagospia e la querela a Bianca Berlinguer del ministro Nordio, ecco la guerra al gossip della premier.
E allora resta una domanda semplice, brutale, inevitabile: davvero, con tutto quello che sta succedendo nel Paese e nel mondo, la priorità di Palazzo Chigi è Fabrizio Corona?







