Caos nel governo dopo Modena: Salvini invoca espulsioni e revoca della cittadinanza, Tajani lo gela “È italiano”

Salvini

Il dramma di Modena diventa immediatamente uno scontro politico dentro il governo. Bastano poche ore dall’attacco compiuto da Salim El Koudri, il 31enne che ha travolto i passanti in pieno centro ferendo gravemente diverse persone, perché la maggioranza si spacchi pubblicamente sul tema sicurezza, immigrazione e cittadinanza.

Da una parte Matteo Salvini che invoca espulsioni, revoca dei permessi di soggiorno e perfino della cittadinanza per chi commette reati gravissimi. Dall’altra Antonio Tajani che frena immediatamente il leader leghista con una replica tanto semplice quanto politicamente pesantissima: «L’autore è cittadino italiano».

Salvini accelera: “Chi delinque va cacciato”

La presa di posizione della Lega arriva attraverso una nota ufficiale del partito. Salvini annuncia di aver incaricato un gruppo di esperti e giuristi di trasformare in norme concrete i nuovi progetti sicurezza elaborati dalla Lega a livello europeo.

L’idea centrale è quella di una sorta di “permesso di soggiorno a punti”: chi commette determinati reati perderebbe progressivamente il diritto a restare in Italia fino alla revoca automatica del permesso e all’espulsione dal territorio nazionale.

Ma Salvini va oltre e rilancia anche il tema della cittadinanza italiana per gli stranieri naturalizzati. Citando una proposta di legge già depositata alla Camera dal deputato Igor Iezzi, il leader leghista sostiene che anche la cittadinanza possa essere revocata in caso di delitti particolarmente gravi.

«Il soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia del popolo italiano», spiega Salvini, sostenendo che non possano trasformarsi in «un contratto a vita». Una linea durissima che arriva mentre l’opinione pubblica è ancora sotto choc per quanto accaduto a Modena.

Tajani lo corregge: “Non aveva un permesso di soggiorno”

La replica di Tajani però smonta immediatamente l’impianto politico costruito dalla Lega sul caso specifico. Intervenendo al congresso regionale di Forza Italia in Calabria, il ministro degli Esteri ricorda un dettaglio decisivo: Salim El Koudri è nato a Bergamo ed è cittadino italiano.

Tradotto: non aveva alcun permesso di soggiorno da revocare.

«Chi è stato protagonista dell’evento di ieri non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano», puntualizza Tajani, riportando la discussione su un piano strettamente giuridico.

Un chiarimento che, di fatto, spegne l’immediata sovrapposizione tra il caso Modena e il tema dell’immigrazione irregolare. Ed è proprio questo il punto politicamente più delicato esploso nelle ultime ore: il fatto che l’autore dell’attacco sia un cittadino italiano di seconda generazione riapre tutta la discussione sul rapporto tra integrazione, cittadinanza e sicurezza urbana.

La medaglia ai cittadini che hanno fermato El Koudri

Mentre Salvini e Tajani si scontrano sul piano politico, Forza Italia prova anche a spostare l’attenzione su chi ha fermato l’aggressore.

Tajani ha infatti annunciato di aver scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere l’avvio dell’iter destinato al conferimento della Medaglia al Valor Civile a Luca Signorelli e agli altri cittadini intervenuti per bloccare El Koudri.

Un riferimento diretto agli uomini che, rischiando la vita, hanno inseguito e immobilizzato il 31enne dopo l’investimento e l’aggressione col coltello nel centro di Modena.

Il caso Modena diventa subito uno scontro identitario

La sensazione è che il caso Modena sia destinato ad andare molto oltre la cronaca nera. Perché nel giro di poche ore l’attacco compiuto da El Koudri si è trasformato in un terreno di scontro politico e simbolico dentro la stessa maggioranza di governo.

Da un lato la linea muscolare della Lega, che spinge su espulsioni e revoca della cittadinanza. Dall’altro il richiamo giuridico di Tajani, che ricorda come il caso specifico non riguardi un immigrato irregolare ma un cittadino italiano.

E in mezzo resta una città ancora sconvolta da una giornata di sangue, mentre la politica già litiga sulle conseguenze.