Ignazio La Russa, presidente del Senato e tra i fondatori di Fratelli d’Italia, ha ribadito la propria contrarietà a un’intesa con il generale ed eurodeputato Roberto Vannacci durante un’intervista a Pulp Podcast, condotto da Fedez e Mr Marra: «Con Vannacci non ci alleiamo, la penso come Meloni, c’è un tema etico».
«Lui ha tradito Salvini dopo che era stato eletto e che gli era stato dato il ruolo di vicesegretario della Lega. Alla Lega ha portato via voti e persone, e Salvini l’ha mandato a quel paese. Ma io do valore alla fiducia e non ho mai tradito nessuno», ha dichiarato La Russa.
A pesare, secondo il presidente del Senato, sono anche le divergenze politiche, soprattutto in materia di politica estera. «Con Vannacci siamo su posizioni diverse, a partire dalla politica estera, dove lui è più vicino a Giuseppe Conte del M5S», ha affermato, aggiungendo di non averlo mai incontrato nemmeno quando ricopriva l’incarico di ministro della Difesa.
Caro carburanti, la proposta di La Russa
Nel corso dell’intervista, La Russa ha difeso l’operato del governo Meloni nella gestione del caro carburanti, sostenendo che non sia possibile imporre direttamente i prezzi. Tra le possibili soluzioni ha indicato l’introduzione di tessere sconto destinate alle fasce economicamente più deboli. Più complesso, a suo giudizio, sarebbe invece intervenire sugli extraprofitti delle compagnie energetiche. «Prelevare dagli extraprofitti è complicato perché è difficile stabilire che cosa è extra, e le compagnie possono intervenire solo volontariamente», ha spiegato.
Ddl Antisemitismo, la difesa del provvedimento
La Russa ha affrontato anche il tema dell’antisemitismo, difendendo il disegno di legge dedicato al contrasto del fenomeno. Secondo il presidente del Senato, negli ultimi tempi si è registrato un aumento delle azioni contro gli ebrei e sarebbe quindi necessario un intervento capace di lanciare un messaggio chiaro.
«Da sempre so di un antisemitismo latente, iniziato ben prima delle guerre mondiali», ha dichiarato, sostenendo che in alcuni casi l’ostilità verso Israele venga utilizzata per mascherare pregiudizi antiebraici. La Russa ha precisato che la critica alle politiche israeliane non dovrebbe trasformarsi in un attacco agli ebrei in quanto tali. Sul diritto di manifestare, ha aggiunto che in Italia sarà comunque possibile scendere in piazza e che spetterà ai giudici valutare i singoli casi.
Israele e Hamas, il nodo delle manifestazioni
Nel passaggio dedicato al conflitto in Medio Oriente, il presidente del Senato ha espresso perplessità sulle manifestazioni organizzate il 7 ottobre, anniversario dell’attacco di Hamas contro Israele. «Trovo strano che il 7 ottobre, ricorrenza del giorno del massacro attuato da Hamas, in ben 32 Paesi ci sono state manifestazioni contro Israele, cercando di ribaltare la storia», ha affermato.
La Russa ha quindi richiamato gli obiettivi dichiarati di Hamas e degli altri gruppi terroristici, sostenendo che la volontà di cancellare Israele rappresenti un ostacolo decisivo al raggiungimento di un accordo di pace.
Adozioni e diritti civili, la posizione del presidente del Senato
Sui diritti civili, il confronto si è concentrato sulle adozioni da parte delle coppie omosessuali. La Russa ha respinto l’accusa di omofobia, dichiarando di rispettare le preferenze sessuali di ciascuno, ma ha espresso riserve sulla possibilità che un bambino cresca con due genitori dello stesso sesso. «Io ho l’impressione che non sia sbagliato che un bambino nasca con un papà e una mamma», ha affermato. Allo stesso tempo, ha sostenuto la necessità di ampliare e semplificare le possibilità di adozione, così da ridurre la necessità per le famiglie di rivolgersi all’estero.
Legge elettorale, La Russa replica alle opposizioni
Nel corso dell’intervista non è mancato un passaggio sulla nuova legge elettorale e sulle critiche espresse dalle opposizioni. La Russa ha sostenuto che la contrarietà del centrosinistra sarebbe legata alla possibilità di ottenere un risultato di sostanziale parità tra gli schieramenti.
«Se la sinistra non la voleva è perché loro preferiscono un sistema dove si può pareggiare», ha dichiarato, richiamando anche i sondaggi che, a suo dire, indicherebbero una possibile vittoria del centrosinistra. Secondo il presidente del Senato, il sistema contestato dalle opposizioni consentirebbe loro di mantenere una doppia possibilità politica.
Caso Delmastro, La Russa: «Io ero per concedere l’autorizzazione»
Un altro tema affrontato durante l’intervista è stato quello del deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro, coinvolto nella vicenda relativa a una società romana alla quale risultavano legati anche esponenti riconducibili al clan Senese. La Russa è intervenuto sulla decisione della Giunta per le autorizzazioni della Camera di negare il via libera alla consegna del telefono di Delmastro nell’ambito degli accertamenti. Il presidente del Senato ha precisato di essere stato favorevole alla concessione dell’autorizzazione.
«Io ero per concedere l’autorizzazione», ha ricordato, spiegando tuttavia che la decisione avrebbe potuto creare un precedente. La questione, ha aggiunto, è oggetto di un ricorso sul quale dovrà pronunciarsi la Corte costituzionale.
Il caso del figlio Leonardo Apache e le dichiarazioni di La Russa
Nella parte finale dell’intervista, il presidente del Senato è tornato sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il figlio Leonardo Apache, accusato di violenza sessuale da una ragazza. La Russa ha ricordato che il procedimento è stato archiviato, sottolineando che non si è arrivati all’udienza preliminare per il rinvio a giudizio. Ha inoltre contestato le ricostruzioni secondo cui avrebbe ostacolato la consegna del telefono del figlio agli inquirenti, affermando: «L’abbiamo dato».
Nel suo intervento, La Russa ha poi richiamato il tempo trascorso prima della denuncia, soffermandosi sulla disponibilità delle immagini delle telecamere di sorveglianza. «La ragazza denunciò dopo 40 giorni, quando le telecamere utili per capire le cose non erano ormai più utili. Perché?», ha dichiarato. Si tratta di considerazioni espresse dal presidente del Senato nel corso dell’intervista, senza che ciò modifichi l’esito giudiziario del procedimento.
Geronimo La Russa presidente dell’Aci, la difesa del padre
Infine, La Russa ha difeso il figlio Geronimo, eletto presidente nazionale dell’Automobile Club d’Italia dopo aver guidato l’Aci Milano. Il presidente del Senato ha escluso l’esistenza di un conflitto d’interessi legato alla propria posizione istituzionale. «Nessun conflitto d’interessi, io non mi occupo di Aci», ha affermato, spiegando che il figlio coltiva da tempo una passione per il mondo automobilistico e si era avvicinato all’associazione fin da giovane.
La Russa ha negato di averlo aiutato nel percorso che lo ha portato alla presidenza e ha sostenuto che non sarebbe corretto impedire ai familiari di esponenti politici di concorrere a incarichi pubblici. «Certo, lui non deve godere di vantaggi, ma nemmeno essere danneggiato», ha concluso.







