Il tradizionale appuntamento annuale con il raduno di Pontida, previsto per domenica 20 settembre, si preannuncia come uno dei passaggi più complessi e delicati per il segretario della Lega, Matteo Salvini. Da diversi mesi la guida del partito è oggetto di forti contestazioni da parte dei quadri dirigenti veneti e lombardi.
Le recenti riunioni interne sono state caratterizzate da accesi confronti, durante i quali alcuni governatori regionali hanno espresso posizioni critiche chiedendo un cambio di passo alla segreteria, mentre il leader leghista ha risposto restringendo il proprio raggio di confronto a un nucleo ristretto di fedelissimi.

La protesta nei gruppi della militanza in vista del raduno
A testimoniare il livello di frammentazione interno è la diffusione, all’interno dei canali di comunicazione riservati ai militanti e ai dirigenti di Lombardia e Veneto, di immagini e slogan di aperta contestazione verso il segretario.
Tra i messaggi veicolati spicca la volontà di disertare lo storico appuntamento sul prato bergamasco in caso di presenza del leader. Le iniziative concordate nell’ultimo vertice tra la segretaria e i governatori, presentate come un percorso programmatico di rilancio in vista delle consultazioni elettorali del duemilaventinove, non sembrano infatti aver placato le perplessità della base nordista.
La flessione dei consensi e la nascita di Futuro Nazionale
Alla base delle recenti turbolenze interne vi è una prolungata flessione nei sondaggi e nei consensi elettorali, fenomeno accentuatosi a seguito della decisione di Roberto Vannacci di abbandonare il movimento per fondare la nuova formazione politica di estrema destra Futuro Nazionale.
La nascita di questo nuovo soggetto ha drenato bacini di elettorato tradizionale, alimentando le preoccupazioni della base e degli amministratori locali nei confronti della linea strategica impressa dal segretario.







