Sondaggi SWG, Meloni al 27,7%, Pd in calo e Vannacci scende al 7,6%

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni mantiene la guida delle intenzioni di voto, il Partito democratico arretra e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci perde terreno per la seconda settimana consecutiva. Il sondaggio SWG per il Tg La7, diffuso il 12 ottobre, fotografa movimenti contenuti tra i partiti e un dato politico che va letto con cautela: sommando le percentuali delle forze, il cosiddetto campo largo arriva al 43,7%, contro il 41,4% dei partiti dell’attuale maggioranza. È un confronto aritmetico, non una simulazione elettorale né la misura di una coalizione già formata.

Sondaggio SWG: FdI stabile, il Pd scende al 20,4%

Fratelli d’Italia resta al 27,7%, invariato rispetto alla settimana precedente. Il Pd guidato da Elly Schlein perde tre decimali e si attesta al 20,4%, ampliando così la distanza dal partito della presidente del Consiglio. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte sale invece di un decimale, al 12,7%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra rimane stabile al 6,6%.

Le variazioni sono limitate e fotografano un singolo rilevamento: da sole non bastano a indicare una tendenza consolidata. Il dato conferma però il peso centrale di FdI nel quadro politico e, sul fronte opposto, la necessità per le forze progressiste di definire un’intesa che vada oltre la somma dei rispettivi consensi.

Vannacci al 7,6%, Forza Italia e Lega recuperano

La flessione più evidente riguarda Futuro Nazionale, che perde altri due decimali e scende al 7,6%, dopo il 7,8% della settimana precedente. È la seconda rilevazione consecutiva in calo. Il partito di Vannacci resta comunque davanti a Forza Italia e Lega, considerate singolarmente, ma la distanza dagli azzurri si riduce: la formazione guidata da Antonio Tajani sale al 7,3%, con un +0,2%. Anche la Lega di Matteo Salvini guadagna due decimali e raggiunge il 5,4%.

Il sondaggio non consente di stabilire se vi sia stato un trasferimento diretto di elettori da Futuro Nazionale agli alleati di governo. Mostra però che i rapporti di forza dentro l’area di centrodestra restano in movimento, mentre l’eventuale collocazione del partito di Vannacci continua a essere una variabile politica per la costruzione delle coalizioni.

Il 43,7% del campo largo è una somma, non un’alleanza

La somma di Pd (20,4%), M5S (12,7%), Avs (6,6%), Italia Viva (2,3%) e +Europa (1,7%) raggiunge il 43,7%. I partiti dell’attuale centrodestra — FdI al 27,7%, Forza Italia al 7,3%, Lega al 5,4% e Noi Moderati all’1% — totalizzano invece il 41,4%. Il divario è di 2,3 punti a favore dell’aggregazione progressista ipotizzata.

Il risultato cambia se si considera il solo asse composto da Pd, M5S e Avs: la somma si ferma al 39,7%. Italia Viva e +Europa incidono quindi sul totale, ma il sondaggio non misura la disponibilità dei rispettivi elettorati a sostenere una coalizione comune. Programma, leadership e capacità di mobilitazione restano elementi decisivi, così come la legge elettorale e le modalità con cui i voti si trasformerebbero in seggi.

Indecisi e astensione restano una variabile decisiva

Tra le formazioni minori, Azione sale al 3,2%, Italia Viva resta al 2,3%, +Europa cresce all’1,7% e Noi Moderati è all’1%. Sud Chiama Nord si attesta all’1%, mentre le altre liste nel complesso scendono al 3,1%. La quota di chi non esprime un orientamento diminuisce di un punto rispetto alla rilevazione precedente: resta comunque ampia e può incidere sugli equilibri futuri.

Il sondaggio SWG è stato condotto tra il 7 e il 12 ottobre su un campione di 1.200 maggiorenni; il margine d’errore dichiarato è del 2,8% al livello di confidenza del 95%. Le percentuali descrivono intenzioni di voto e non anticipano il risultato delle urne. Il quadro, al momento, indica FdI stabile, un Pd in lieve calo e una competizione aperta nell’area di centrodestra, con Vannacci ancora davanti a Forza Italia e Lega ma in arretramento.

Il dato politico più rilevante non è dunque una maggioranza già delineata, ma il peso delle alleanze: la somma dei partiti del campo largo supera quella del centrodestra, mentre la tenuta di un’intesa tra forze diverse resta tutta da verificare.