Centrosinistra, Ruffini scende in campo: il 10 ottobre nasce il nuovo partito Più Uno: «Serve un nuovo spazio politico»

Ernesto Maria Ruffi

Un altro giocatore entra ufficialmente nella partita del centrosinistra. Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e fondatore del movimento civico Più Uno, ha fissato data e luogo: sabato 10 ottobre a Roma nascerà un nuovo soggetto politico nazionale.

L’appuntamento è al Salone delle Colonne dell’Eur, dalle 10.30 alle 17.30. Ruffini lo ha annunciato in una lettera agli iscritti spiegando che il percorso avviato nell’ultimo anno è arrivato a «un passaggio decisivo». L’obiettivo dichiarato è creare «un nuovo spazio all’interno del centrosinistra». Non si tratta quindi più soltanto di un movimento culturale o di una rete di comitati. Ruffini ha deciso di trasformare Più Uno in una forza politica organizzata e di partecipare direttamente alla costruzione dell’alternativa al centrodestra. La domanda, adesso, è quale spazio riuscirà realmente a conquistare in un’area politica nella quale i pretendenti sono già numerosi.

Ruffini rompe gli indugi: il 10 ottobre nasce il nuovo soggetto politico

«Il desiderio di partecipazione alla vita politica non è scomparso, ma ha solo bisogno di nuovi spazi», scrive Ruffini nella lettera agli aderenti. L’ex numero uno dell’Agenzia delle Entrate prova però a prendere immediatamente le distanze dall’immagine dell’ennesimo piccolo partito destinato ad aggiungersi alla già frammentata galassia centrista.

«Non si tratta di aggiungere semplicemente un altro partito a quelli che già esistono», spiega. Più Uno dovrebbe invece dare «una forma compiuta» al lavoro sviluppato nei mesi scorsi intorno alle priorità del Paese. Il progetto viene preparato da tempo. Ruffini ha costruito comitati territoriali e già ad agosto aveva indicato chiaramente la direzione politica: «Serve un nuovo Ulivo», spiegando di voler dialogare con le altre componenti disponibili a costruire un progetto comune. Una formula che richiama direttamente l’esperienza del centrosinistra di Romano Prodi e che racconta anche l’ambizione dell’operazione: occupare lo spazio riformista e moderato della coalizione senza trasformarlo semplicemente nell’ennesimo contenitore di centro.

Il centro del centrosinistra diventa sempre più affollato

È proprio qui che comincia la parte più complicata. Nel campo progressista esistono già Italia Viva, Azione, +Europa e Progetto Civico Italia, oltre alle componenti moderate interne allo stesso Partito democratico. Nei mesi scorsi Alessandro Onorato aveva promosso anche un coordinamento tra alcune realtà centriste, indicando tra gli interlocutori proprio Ruffini, insieme a Riccardo Magi ed Enzo Maraio. Ruffini aveva successivamente precisato di non essere a conoscenza di quel coordinamento.

Più Uno arriva quindi in uno spazio politico nel quale il problema non sembra essere la scarsità delle sigle. La vera sfida sarà dimostrare di possedere qualcosa che agli altri manca: una base elettorale riconoscibile e la capacità di intercettare cittadini che oggi non votano nessuna delle formazioni esistenti.

Ruffini sembra voler puntare proprio sull’astensionismo e sulla domanda di partecipazione che ritiene ancora presente nel Paese. La sua scommessa è che esista un elettorato progressista e moderato che non si riconosce completamente né nel Pd né nel Movimento 5 Stelle e che non è stato conquistato dalle attuali formazioni centriste.

Il modello del nuovo Ulivo e il rapporto con Schlein

La collocazione politica scelta da Ruffini è comunque inequivocabile: Più Uno nasce dentro il centrosinistra, non come forza equidistante dai due schieramenti. Questo significa che il nuovo soggetto dovrà inevitabilmente misurarsi con Elly Schlein, Giuseppe Conte e con il progetto del campo largo.

Ruffini non ha nascosto le proprie critiche. Nei mesi scorsi ha contestato un centrosinistra troppo concentrato sulle leadership personali e sulla costruzione delle alleanze elettorali e troppo poco impegnato, a suo giudizio, nell’elaborazione di una visione comune del Paese. Il richiamo all’Ulivo serve proprio a questo: prima costruire il progetto, poi stabilire chi debba guidarlo.

È una posizione che potrebbe consentire a Ruffini di ritagliarsi un ruolo nel complicato equilibrio tra il Pd e il Movimento 5 Stelle, soprattutto se il nuovo soggetto riuscisse a organizzare quell’area cattolico-democratica e riformista che continua a cercare una rappresentanza autonoma.

Una nuova forza mentre cambia la legge elettorale

C’è però un ulteriore elemento che rende particolarmente delicato il momento scelto da Ruffini: la riforma della legge elettorale. Il nuovo sistema in discussione modifica profondamente il peso delle coalizioni e contemporaneamente rende molto più impegnativa la raccolta delle firme per le formazioni non già rappresentate in Parlamento.

Per un soggetto politico appena nato, quindi, la capacità di costruire rapidamente una struttura territoriale non rappresenterà soltanto un problema organizzativo. Potrebbe diventare una condizione essenziale per riuscire a presentarsi alle elezioni. Più Uno, tuttavia, non parte da zero. Nell’ultimo anno sono nati diversi comitati territoriali e il movimento ha iniziato a organizzare coordinamenti locali.

Ruffini cerca gli elettori che non trovano più casa

Il 10 ottobre servirà soprattutto a capire chi accompagnerà Ruffini nell’operazione, quale struttura avrà il nuovo soggetto e quali saranno le personalità disposte a metterci la faccia. Nella convocazione dell’assemblea l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate anticipa la presenza di «interventi qualificati di amici» che porteranno il proprio contributo al progetto, senza però indicarne ancora i nomi.

La sua linea, invece, è già abbastanza chiara. Ruffini vuole costruire una forza saldamente collocata nel centrosinistra, recuperare partecipazione e proporre un progetto che richiami l’esperienza dell’Ulivo senza limitarsi alla ricerca di una nuova leadership.

Il rischio è quello che accompagna da anni qualsiasi tentativo di riorganizzare il centro: aggiungere una nuova sigla a una galassia già affollatissima. La scommessa di Ruffini è esattamente opposta: dimostrare che Più Uno possa portare nella coalizione elettori che oggi, semplicemente, non ci sono. Il primo test arriverà il 10 ottobre a Roma. Da quel momento Più Uno non sarà più soltanto un movimento civico. Entrerà nella competizione politica nazionale e dovrà dimostrare quanto vale davvero.