Garlasco, il mistero dei “giochi erotici” regalati da Alberto Stasi a Chiara Poggi: spunta anche il soprannome “piccione”

Sul delitto di Garlasco l’ombra di Ignoto 2

Il delitto di Garlasco continua a restituire dettagli rimasti nell’ombra per quasi vent’anni. Stavolta a riemergere sono aspetti molto personali della vita di Chiara Poggi e del rapporto con Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata. Elementi che arrivano dalle nuove testimonianze raccolte dai carabinieri di Milano tra vecchie amiche e conoscenti della ragazza uccisa nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007.

Tra racconti universitari, ricordi privati e vecchie mail, spuntano particolari che riportano ancora una volta l’attenzione sul legame tra Chiara e Alberto. Un rapporto che, almeno secondo chi frequentava la giovane, sarebbe stato molto più saldo di quanto alcune ricostruzioni alternative abbiano provato a raccontare negli anni.

Le amiche di Chiara Poggi

“Era una ragazza tranquillissima, la classica brava ragazza”. È così che una vecchia amica universitaria descrive Chiara Poggi nei verbali raccolti dagli investigatori. Un ritratto semplice, quasi ordinario, lontano da qualsiasi ombra o doppia vita.

Secondo le testimonianze, Chiara era profondamente legata ad Alberto Stasi. “Era molto innamorata e tra loro non c’erano particolari problemi”, racconta un’altra amica sentita negli ultimi mesi. Un passaggio importante, perché negli anni il caso Garlasco è stato attraversato da ipotesi, suggestioni e presunti segreti sentimentali mai realmente confermati.

Il dettaglio sui giochi erotici regalati da Stasi

Tra gli elementi emersi ci sarebbero anche alcuni aspetti più intimi della coppia. Secondo quanto riferito dalle amiche, Chiara avrebbe parlato dei giochi erotici che Alberto Stasi le aveva regalato. Un dettaglio personale che entra ora nei nuovi approfondimenti investigativi e che contribuisce a delineare un rapporto di forte confidenza tra i due.

Non si tratta di un elemento investigativo decisivo, ma di un tassello che viene inserito nel quadro più ampio della relazione. Un rapporto che, almeno nelle parole delle persone più vicine a Chiara, appariva stabile e coinvolgente.

Il mistero del “piccione” nelle mail di Chiara

Tra i punti tornati sotto la lente degli investigatori c’è anche il celebre riferimento al “piccione” contenuto in una mail scritta da Chiara Poggi. “Per quanto riguarda i miei intrallazzi stanno vivendo un periodo di stasi… il mio piccione al telefono dà sempre soddisfazioni”, aveva scritto la ragazza.

Per anni quella frase ha alimentato dubbi e interpretazioni alternative. Ma secondo due amiche sentite dagli investigatori, il “piccione” altro non sarebbe stato che un soprannome usato da Chiara per riferirsi proprio ad Alberto Stasi.

Il presunto doppio telefono e la pista della seconda Sim

Altro tema che riaffiora ciclicamente nel caso è quello del presunto doppio telefonino della vittima. Anche su questo punto, però, le amiche di Chiara tendono a smentire l’esistenza di una seconda vita segreta o di comunicazioni nascoste.

Una sola di loro ipotizza che Chiara potesse avere un’altra Sim per parlare con Alberto quando lui si trovava a Londra, evitando così costi elevati. Ma la stessa testimone aggiunge di ricordare soprattutto l’uso di Msn, il vecchio sistema di messaggistica online diffusissimo in quegli anni.

Un dettaglio che riporta il caso direttamente nell’atmosfera del 2007, tra chat da computer, telefonate internazionali costose e relazioni vissute ancora molto lontano dai social e dagli smartphone di oggi.

Il collega di lavoro e quella “piccola ripicca”

Nelle testimonianze compare anche il racconto di un collega con cui Chiara “era entrata in simpatia”. Secondo un’amica, quell’uomo avrebbe invitato la ragazza a prendere un caffè alla macchinetta dell’ufficio.

Chiara, racconta la testimone, sarebbe stata inizialmente titubante ma avrebbe poi accettato. Nulla di serio, però. “Secondo me era stata solo una piccola ripicca per le gelosie nei confronti del fidanzato. Un dispetto”, spiega l’amica.

Anche questo episodio viene letto dagli investigatori come uno dei tanti frammenti della vita privata di Chiara Poggi tornati oggi al centro dell’attenzione mentre la nuova inchiesta della Procura di Pavia continua a scavare tra vecchi elementi, testimonianze dimenticate e piste alternative.