Internazionali di Roma, numeri mostruosi: oltre 418mila spettatori e un miliardo di impatto. Binaghi ora sfida la Rai

Foro Italico – Ipa

Gli Internazionali BNL d’Italia del 2026 si chiudono con numeri che ormai appartengono più alle grandi potenze sportive mondiali che a un semplice torneo di tennis. Oltre 418mila spettatori, un impatto economico vicino al miliardo di euro e la sensazione chiarissima che Roma stia diventando qualcosa di molto più grande di un Masters 1000 tradizionale.

A certificarlo è il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi, che snocciola dati impressionanti: 418.815 spettatori complessivi e una crescita del 509% rispetto al 2005. Numeri giganteschi che raccontano il momento irripetibile vissuto dal tennis italiano nell’era di Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Jasmine Paolini.

Roma vuole diventare una superpotenza del tennis

Il punto ormai è chiarissimo: Roma non vuole più limitarsi a essere una tappa prestigiosa del circuito. Vuole sedersi allo stesso tavolo di Madrid e Shanghai. E infatti il progetto più ambizioso riguarda proprio il Centrale del Foro Italico, destinato a cambiare volto entro il 2028. Previsti duemila posti in più e soprattutto il tetto, elemento fondamentale per restare stabilmente nel gruppo dei grandi Masters 1000 globali.

Un salto di qualità che trasformerebbe definitivamente il torneo romano in uno degli eventi sportivi più importanti d’Europa anche dal punto di vista commerciale, turistico e televisivo. Perché il tennis italiano non è più soltanto uno sport. È diventato un fenomeno popolare, economico e mediatico.

Binaghi apre la guerra sulla Rai

Ma proprio sul tema televisivo arriva anche l’affondo più duro di Binaghi. Nonostante il torneo sia andato in chiaro su Tv8, il presidente federale considera ancora insufficiente la copertura generalista. Il vero obiettivo è la Rai. O meglio: Rai Uno e Rai Due.

«Stiamo misurando l’impatto della mancanza di un canale generalista come Rai Uno e Rai Due. Ed è almeno del 50%», attacca Binaghi. Poi la frase che suona quasi come una dichiarazione di guerra televisiva: «Non permetterò che Sinner, Musetti e Paolini non possano essere visti sui grandi canali italiani».

Il ragionamento è semplice ma potentissimo: il tennis non vive più soltanto degli appassionati storici. Sinner e gli altri hanno creato un pubblico trasversale, enorme, che cresce proprio quando il tennis entra casualmente nelle case degli italiani attraverso i grandi canali generalisti.

Il tennis italiano non è più una nicchia

Ed è probabilmente questa la vera rivoluzione degli Internazionali 2026. Per anni il tennis italiano è stato uno sport elegante ma di nicchia, forte nei circoli e debole nel racconto popolare. Oggi invece il Foro Italico sembra sempre più vicino all’atmosfera di un grande evento calcistico o musicale.

Famiglie, giovani, social, sponsor, vip, turismo internazionale: il tennis è diventato un prodotto gigantesco. E il boom di pubblico agli Internazionali lo conferma in maniera definitiva.

Il sospetto, anzi, è che questi numeri siano solo l’inizio. Perché finché Sinner continuerà a trascinare il movimento e Roma continuerà ad allargarsi, il torneo italiano rischia seriamente di diventare uno degli eventi sportivi più importanti del continente.

E Binaghi lo sa benissimo. Per questo adesso vuole il passo finale: portare il tennis italiano nel cuore della televisione generalista nazionale. Dove non guardano solo gli appassionati, ma tutto il Paese.