L’ICE di Trump perde un altro pezzo: si dimette il direttore Todd Lyons, l’uomo chiave dell’agenda migratoria di Donald Trump sin dal suo insediamento nel 2025, guidando l’agenzia in una delle fasi più aggressive e controverse della storia americana recente. Resterà in carica fino al 31 maggio per assicurare la transizione, ma il suo abbandono apre un vuoto di potere in un momento critico.
Oltre 580.000 deportazioni
I numeri del mandato di Lyons sono senza precedenti. Sotto la sua direzione ad interim, sono state eseguite ben 584.000 deportazioni da quando Donald Trump è tornato alla presidenza nel 2025. Un’efficienza spietata che ha visto l’ICE operare con metodi estremamente decisi, attirando però critiche feroci da parte delle organizzazioni per i diritti umani e sfociando in episodi tragici.
Il clima intorno all’agenzia si era fatto incandescente già all’inizio dell’anno, dopo la morte di due cittadini americani, Renee Nicole Good e Alex Pretti, avvenuta a Minneapolis durante le violente proteste contro le politiche anti-immigrazione. Da quel momento, le pressioni su Lyons sono diventate insostenibili.
L’ICE di Trump perde un altro pezzo, le ragioni delle dimissioni
Nonostante il contesto politico esplosivo e le recenti sostituzioni ai vertici della Sicurezza Nazionale — con Markwayne Mullin che ha preso il posto di Kristi Noem — Lyons ha scelto di motivare ufficialmente il suo addio con ragioni strettamente personali. Nella lettera inviata a Mullin, lo storico agente (all’ICE dal 2007) ha spiegato il suo desiderio di “trascorrere più tempo con la famiglia. Con i figli che stanno entrambi raggiungendo un punto di svolta delle loro vite, insieme a mia moglie vogliamo passare più tempo possibile con loro”.
Entrato nell’agenzia come semplice agente a Dallas, Lyons ha scalato le gerarchie fino a diventare la pedina fondamentale del piano di espulsioni di massa della Casa Bianca. Al momento, l’amministrazione Trump non ha ancora comunicato chi prenderà il suo posto per guidare quella che resta l’agenzia più discussa e potente del governo federale.







