Måneskin, cena segreta a Roma per il compleanno di Victoria: reunion in vista o solo nostalgia da rockstar?

Måneskin – Ipa

Cosa ci facevano Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio nello stesso posto, a Roma, la sera del 27 aprile? La domanda, appena rimbalzata sui social, ha avuto l’effetto di un plettro lanciato su una chitarra elettrica: una vibrazione immediata, rumorosa, impossibile da ignorare. Perché i quattro componenti dei Måneskin non si vedevano insieme da mesi, almeno non così, non attorno allo stesso tavolo, non nella città da cui tutto è partito prima che il mondo si accorgesse di loro.

Il teatro della rimpatriata è stato il ristorante “Il Tulipano Nero”, dove la band si è riunita per festeggiare il compleanno di Victoria De Angelis, che il 28 aprile ha spento 26 candeline. Un’occasione privata, certo. Ma quando a sedersi insieme sono Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan, il confine tra festa tra amici e segnale pubblico diventa sottilissimo. E infatti, in rete, la cena è stata letta subito come qualcosa di più di un semplice brindisi.

La cena a Roma che accende i sospetti

Il pretesto ufficiale è il compleanno della bassista. Victoria, bionda, centrale, magnetica come sempre, è stata il punto di raccolta di una serata che ha riunito i pezzi di un puzzle dato da molti per smontato, ma forse mai davvero archiviato. Damiano è arrivato direttamente da Taormina, con la sua metà d’oltreoceano al seguito. Thomas ed Ethan hanno completato il quadro, riportando per una sera i Måneskin nella loro formazione originale.

Il punto è proprio questo: dopo mesi di strade parallele, carriere soliste e apparizioni separate, vederli tutti e quattro nello stesso posto ha riaperto il capitolo che i fan non hanno mai voluto chiudere. Perché la verità è che i Måneskin, anche quando sembrano lontani, continuano a funzionare come un corpo unico nell’immaginario collettivo. Si possono prendere pause, cambiare palco, giocare da solisti, ma quel cordone ombelicale con la band resta lì, ben visibile.

Carriere soliste, silenzi e quel filo mai spezzato

Negli ultimi mesi ognuno ha seguito il proprio percorso. Victoria ha conquistato consolle e club internazionali, imponendosi come DJ e volto sempre più autonomo della scena musicale e fashion. Thomas ha continuato a inseguire la sua strada da chitarrista, cercando nuove sponde e nuove consacrazioni. Ethan, fedele al suo stile, è rimasto più laterale, meno rumoroso, più difficile da decifrare. Damiano, invece, si è preso la scena da frontman solista, tra disco, tour e una vita privata sempre più sotto i riflettori.

Proprio Damiano, però, ha lasciato cadere una frase che ora viene riletta con occhi diversi: “Sarà un anno bellissimo”. In molti hanno guardato all’anello, alle nozze siciliane con Dove Cameron, ai segnali sentimentali. Ma forse, come spesso accade, stavano guardando il dettaglio sbagliato. Perché nel mondo dello spettacolo certe frasi non arrivano mai del tutto per caso. E se quell’anno bellissimo non parlasse solo d’amore?

Sanremo, Ariston e il sogno della reunion

Il sospetto più goloso riguarda Sanremo. Perché se i Måneskin dovessero davvero preparare una reunion, l’Ariston sarebbe il luogo più simbolico possibile. Da lì è partita la cavalcata che li ha portati prima alla vittoria, poi all’Eurovision, poi al successo internazionale. Tornare su quel palco vorrebbe dire chiudere un cerchio e aprirne un altro, con il peso scenico di chi non torna da ospite qualunque, ma da sovrano che rientra nel proprio regno.

Nei corridoi che contano, c’è chi giura di avvertire già l’elettricità delle grandi manovre. Il nome che torna è quello di Fabrizio Ferraguzzo, manager storico della band, figura capace di muoversi con discrezione ma anche di apparecchiare operazioni pesanti. E se davvero Stefano De Martino dovesse avere un ruolo nelle sorti del prossimo Sanremo, il ritorno dei Måneskin all’Ariston sarebbe più di una trovata televisiva: sarebbe una bomba pop-rock pronta a prendersi tutta la scena.

Per ora, ufficialmente, resta una cena di compleanno. Ufficialmente, appunto. Ma nel caso dei Måneskin l’ufficialità è sempre stata la parte meno interessante della storia. La sostanza è altrove: nei segnali, negli sguardi, nelle presenze, nel fatto che dopo mesi di percorsi separati i quattro siano tornati a sedersi insieme. Magari solo per brindare a Victoria. Magari per ricordarsi da dove sono partiti. O magari per capire se il palco, quello vero, li sta già richiamando.