Chi vincerà l’Oscar 2026 come Miglior film? La domanda, che ogni anno accende il dibattito tra critici e appassionati di cinema, questa volta è stata rivolta anche all’intelligenza artificiale. A provarci è stata la rivista Style Magazine, che ha interrogato quattro dei sistemi di IA più utilizzati al mondo – ChatGPT, Grok, Claude e Gemini – chiedendo loro di formulare una previsione sulla notte degli Oscar.
Alle intelligenze artificiali è stato sottoposto lo stesso prompt: indicare il film destinato a vincere la statuetta più ambita, quanti premi complessivi avrebbe conquistato e quale titolo sarebbe invece rimasto deluso rispetto alle aspettative. Le risposte sono arrivate dopo l’analisi di recensioni, premi già assegnati e trend della stagione cinematografica.
Il risultato è sorprendente: tutte le IA, pur con motivazioni diverse, convergono sullo stesso film vincitore e sullo stesso titolo destinato a restare indietro. Un consenso che, se venisse confermato nella notte degli Oscar, rafforzerebbe l’idea che gli algoritmi siano ormai in grado di leggere molto bene i meccanismi dell’industria cinematografica.
Oscar 2026: i film candidati al premio come Miglior film
La corsa agli Oscar 2026 vede in gara dieci titoli molto diversi tra loro, tra produzioni d’autore, blockbuster e film indipendenti. Tra i candidati figurano Bugonia di Yorgos Lanthimos, F1 di Joseph Kosinski con Brad Pitt e Javier Bardem, Frankenstein diretto da Guillermo del Toro e Hamnet di Chloe Zhao. Completano la lista Marty Supreme di Josh Safdie con Timothée Chalamet, Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson con Leonardo DiCaprio e Sean Penn, il brasiliano L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, Sentimental Value di Joachim Trier, I peccatori di Ryan Coogler e Train Dreams di Clint Bentley.
La competizione è particolarmente interessante perché mette a confronto film molto diversi per stile e ambizione produttiva, in linea con la tradizione dell’Academy Awards che negli ultimi anni ha alternato premi a opere d’autore e successi più popolari.
Le previsioni delle IA sugli Oscar 2026
Quando le quattro intelligenze artificiali sono state chiamate a esprimere un pronostico, il risultato è stato quasi identico. ChatGPT, Grok e Claude indicano tutte come favorito Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. Secondo le loro analisi il film avrebbe accumulato abbastanza consenso tra critica, premi delle gilde e mercato delle scommesse da risultare il candidato più forte per la statuetta principale.
Le tre IA stimano inoltre che il film potrebbe conquistare circa cinque premi complessivi, compreso l’Oscar come Miglior film. Tra le categorie più probabili vengono citate la regia, la sceneggiatura e alcune categorie tecniche. Allo stesso tempo indicano I peccatori di Ryan Coogler come il titolo destinato a restare sotto le aspettative, nonostante l’elevato numero di nomination.
Le motivazioni sono simili: la storia degli Oscar mostra che i premi assegnati da associazioni professionali e festival precedenti sono spesso indicatori affidabili del risultato finale. Proprio su questo principio si basano molti modelli statistici utilizzati anche dagli esperti di settore e analizzati da piattaforme come Rotten Tomatoes o da siti di previsione come Gold Derby.
La risposta inattesa di Gemini
Tra le quattro intelligenze artificiali interrogate, quella che ha sorpreso di più è stata Gemini. Nella prima risposta il sistema ha infatti indicato un film inesistente, The Silicon Soul, spiegando che si trattava di un esempio per descrivere il tipo di pellicola che, secondo la sua analisi, l’Academy avrebbe premiato.
L’IA aveva costruito un ragionamento critico più ampio sul cinema contemporaneo, sostenendo che l’industria americana stia premiando sempre più film capaci di riflettere sul rapporto tra tecnologia e umanità. Una risposta che somigliava più a un editoriale cinematografico che a una previsione statistica.
Quando gli è stato fatto notare che il titolo indicato non esisteva, Gemini ha corretto il tiro tornando su una previsione molto simile a quella delle altre IA: il favorito resta Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, con circa cinque statuette complessive.
Il caso dimostra come l’intelligenza artificiale, pur analizzando enormi quantità di dati e recensioni, possa ancora produrre interpretazioni creative o inattese. Ed è proprio questo il punto più interessante dell’esperimento: capire fino a che punto gli algoritmi riescano davvero a prevedere decisioni che restano, alla fine, umane.
La risposta definitiva arriverà solo la notte del 16 marzo, quando l’Academy annuncerà i vincitori degli Oscar 2026. Solo allora si potrà capire se l’intelligenza artificiale ha davvero imparato a leggere il futuro del cinema.







