Per Rossano Sasso, deputato ex leghista passato a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, il problema della televisione italiana sembra essere diventato la presenza delle coppie omosessuali. Non soltanto le immagini di due uomini che si baciano, ma persino il racconto di un matrimonio tra persone dello stesso sesso dovrebbe sparire dagli schermi durante il giorno. Intervenuto a La Zanzara, il programma di Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, il parlamentare ha espresso posizioni durissime contro la rappresentazione delle persone gay in televisione, arrivando a invocare limitazioni nella fascia oraria compresa tra le 6 del mattino e le 23.
A scatenare le dichiarazioni è stata la vicenda delle nozze tra il conduttore Pierluigi Diaco e il marito Alessio Orsingher, raccontata anche sulla televisione pubblica. Per Sasso, parlare di una coppia omosessuale davanti alle telecamere significherebbe esporre i bambini a messaggi capaci di mettere in discussione le basi della società. Una posizione che non si limita alla critica di determinati contenuti televisivi, ma arriva a contestare la semplice visibilità delle famiglie omogenitoriali e delle relazioni tra persone dello stesso sesso.
Sasso contro Pierluigi Diaco
Il deputato non usa mezzi termini quando Cruciani gli chiede un’opinione sulla presenza televisiva di Pierluigi Diaco e del marito. «Non si può assolutamente parlare di una coppia omosessuale come ha fatto Diaco in TV nella fascia dalle 6 alle 23», sostiene Sasso, spiegando che i bambini avrebbero bisogno di certezze e non dovrebbero avere come modello qualcosa che, a suo giudizio, mette in discussione i fondamenti della società.
Il parlamentare aggiunge che la televisione di Stato non dovrebbe veicolare messaggi capaci, secondo la sua interpretazione, di provocare confusione sull’identità sessuale. Sasso contesta anche l’idea di presentare come normale la possibilità che due uomini crescano dei figli. La sua argomentazione richiama ripetutamente la tradizione e la tutela dei minori, senza però distinguere tra la rappresentazione di una relazione affettiva e la trasmissione di contenuti sessualmente espliciti. Una differenza sostanziale, considerando che in Italia le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono riconosciute dalla legge dal 2016.
Gay Pride, il deputato invoca l’intervento della polizia
Le dichiarazioni diventano ancora più controverse quando la conversazione si sposta sui Gay Pride. Alla domanda se una manifestazione dell’orgoglio LGBTQ+ possa essere trasmessa in televisione durante il giorno, Sasso risponde negativamente e arriva a parlare di atti osceni in luogo pubblico. Secondo il deputato, le persone che durante queste manifestazioni si lasciano andare a effusioni considerate eccessive dovrebbero essere fermate e identificate dalle forze dell’ordine.
Il parlamentare definisce inoltre quelle manifestazioni una forma di pagliacceria, respingendo il loro significato di rivendicazione dei diritti. Le sue affermazioni, tuttavia, sovrappongono la partecipazione a un Pride e l’eventuale commissione di comportamenti illeciti, che devono essere valutati caso per caso. La partecipazione a una manifestazione LGBTQ+ non costituisce di per sé alcun reato, così come un bacio tra persone dello stesso sesso non equivale automaticamente a un atto osceno in luogo pubblico.
Dai cartoni animati a Vladimir Luxuria
Il confronto con Cruciani prosegue affrontando altri contenuti televisivi. Quando il conduttore domanda se sarebbe accettabile trasmettere un cartone animato con una coppia gay, Sasso risponde con un rifiuto categorico. Secondo il deputato, attraverso i prodotti destinati ai più piccoli qualcuno cercherebbe di introdurre in maniera nascosta messaggi sulla fluidità sessuale. Non indica però, nelle dichiarazioni riportate, chi sarebbero i responsabili di questa presunta operazione.
Nella stessa intervista, Sasso boccia anche l’eventualità di portare sulla televisione tradizionale un concorso come Miss Trans, condotto da Vladimir Luxuria e trasmesso su YouTube. Il parlamentare si dice contrario persino ai dibattiti sulla transizione di genere, salvo quelli orientati a criticarla e a discutere dei rischi dei farmaci che bloccano la pubertà. Anche in questo caso, la posizione espressa non riguarda soltanto eventuali limiti di età o modalità di presentazione dei programmi, ma la possibilità stessa di affrontare determinati argomenti davanti al pubblico televisivo.
Il passaggio conclusivo arriva quando Cruciani chiede che cosa pensi di una coppia gay che si bacia sul piccolo schermo. Sasso suggerisce che sarebbe preferibile non guardarla e conclude con un’esclamazione destinata a far discutere: «Viva gli eterosessuali, in tempi come questi è un lusso poterlo dire». Una frase che riassume il senso dell’intervento: il deputato rivendica la libertà di esprimere le proprie convinzioni, ma contemporaneamente propone di limitare la visibilità televisiva di persone e relazioni che non corrispondono al suo modello di famiglia.
Resta così una contraddizione politica evidente. Mentre Sasso considera un lusso poter celebrare pubblicamente l’eterosessualità, vorrebbe impedire che una coppia omosessuale racconti il proprio matrimonio durante il giorno. E il confine tra la tutela dei bambini, richiamata continuamente dal parlamentare, e la censura della normale rappresentazione delle persone gay diventa il vero tema delle sue dichiarazioni.







