Morbillo, epidemia choc negli Stati Uniti: quasi mille contagi, 200 ricoveri e cinque morti in Pennsylvania. L’allarme dei medici sui non vaccinati

Il morbillo torna a fare paura negli Stati Uniti e la Pennsylvania si trova ad affrontare un’epidemia che ha già provocato cinque morti, tra cui due neonati e tre adulti non vaccinati. Il bilancio riportato dalle autorità sanitarie e ripreso dalla stampa americana parla di oltre 970 casi confermati in 39 contee e quasi 200 ricoveri ospedalieri. Numeri preoccupanti, che potrebbero rappresentare soltanto una parte dei contagi effettivi. Secondo i medici impegnati nell’emergenza, infatti, molte persone contraggono la malattia senza sottoporsi agli accertamenti necessari, rendendo più difficile individuare i focolai e interrompere la catena delle infezioni.

A rendere particolarmente grave la situazione è il ruolo della mancata vaccinazione. Secondo i dati diffusi sul focolaio, meno dell’1% dei casi riguarda persone vaccinate, mentre tutti i pazienti ricoverati in uno degli ospedali pediatrici maggiormente coinvolti risultavano non immunizzati. Il ritorno di una malattia prevenibile attraverso la vaccinazione rappresenta una minaccia soprattutto per i neonati ancora troppo piccoli per ricevere la prima dose e per le persone immunodepresse, che potrebbero non essere in grado di sviluppare una protezione adeguata.

Morbillo in Pennsylvania, 5 morti e complicazioni

L’epidemia, iniziata ad aprile, ha colpito con particolare intensità la contea di Lancaster, dove si concentra oltre un terzo dei casi registrati nello Stato. Patrick Gavigan, specialista in malattie infettive pediatriche al Penn State Health Golisano Children’s Hospital, racconta che la struttura ha assistito tra 15 e 20 pazienti affetti da morbillo nel corso dell’anno, soprattutto nell’ultimo mese. Alcuni presentavano condizioni cliniche particolarmente gravi, nonostante prima dell’infezione godessero di buona salute.

Le complicazioni non si sono limitate alla febbre elevata e alle caratteristiche eruzioni cutanee. Diversi pazienti hanno sviluppato problemi respiratori tali da richiedere ossigenoterapia e, nei casi più seri, ventilazione assistita. I medici hanno riscontrato anche epatiti ed encefaliti, infiammazioni che possono compromettere il funzionamento di organi vitali e provocare conseguenze neurologiche permanenti. Alcuni malati sono tornati a casa dopo le cure, mentre altri devono affrontare percorsi di recupero lunghi e incerti, senza la garanzia di riacquistare completamente le capacità precedenti all’infezione.

Contagi nascosti e famiglie intere ammalate

Uno degli aspetti che preoccupano maggiormente gli specialisti è il numero dei casi che sfuggono alle statistiche ufficiali. Gavigan riferisce che, quando i medici ricoverano un bambino con il morbillo, scoprono spesso che altri familiari hanno manifestato sintomi compatibili con la stessa infezione. Molti, però, non hanno effettuato alcun test, soprattutto quando la malattia non ha richiesto cure ospedaliere. Questo rende difficile ricostruire la diffusione del virus e individuare tempestivamente le persone esposte.

Le autorità hanno segnalato possibili esposizioni anche in supermercati, aree di servizio autostradali, un tribunale e un campo estivo di calcio. Si tratta di luoghi molto frequentati, dove il morbillo può diffondersi rapidamente tra persone prive di immunità. Il virus è infatti estremamente contagioso e può rimanere sospeso nell’aria fino a due ore dopo il passaggio di una persona infetta.

Vaccini, la corsa alle dosi dopo i ricoveri

L’emergenza sta provocando anche un aumento delle vaccinazioni. Secondo il Dipartimento della Salute della Pennsylvania, durante settembre sono state somministrate oltre 53mila dosi del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, più del doppio rispetto a un mese normale. Le autorità hanno inoltre organizzato ambulatori temporanei nelle comunità maggiormente colpite, cercando di raggiungere le famiglie che finora non avevano aderito alla vaccinazione.

Il vaccino MPR offre una protezione di circa il 97% dopo due dosi. La diminuzione della copertura vaccinale, alimentata anche dalla disinformazione, lascia invece spazio alla ricomparsa di focolai che possono mettere in pericolo chi non può ancora vaccinarsi o presenta particolari fragilità immunitarie.

Aggiornamento all’8 ottobre 2026: rispetto ai numeri iniziali della notizia, il bollettino ufficiale del 7 ottobre registra già 1.078 casi in 41 contee, 207 ricoveri e cinque decessi associati al morbillo. Soltanto quattro contagi riguardano persone vaccinate. Le autorità precisano che parte dell’ultimo incremento deriva dalla conferma tardiva di infezioni precedenti e non indica necessariamente una nuova accelerazione dei contagi.