Caso Epstein, la famiglia di Virginia Giuffre entra nella campagna per le elezioni Usa: uno spot contro i repubblicani riaccende lo scontro su Trump

Virginia Giuffre

Il caso Jeffrey Epstein torna a scuotere la politica americana e questa volta entra direttamente nella campagna elettorale per il Congresso. A poche settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, la famiglia di Virginia Giuffre, una delle più note accusatrici del finanziere morto in carcere nel 2019, presta il proprio volto a uno spot politico in Colorado. Protagonista è Sky Roberts, fratello della donna, che denuncia la mancata trasparenza sui documenti dell’inchiesta e attacca il deputato repubblicano Jeff Crank, candidato contro la democratica Jessica Killin.

L’iniziativa segna un passaggio significativo nella politicizzazione dello scandalo Epstein. La vicenda, per anni al centro di indagini giudiziarie, testimonianze e polemiche sui rapporti del finanziere con personaggi influenti, diventa uno degli argomenti utilizzati per contestare l’operato degli eletti al Congresso. La questione non riguarda soltanto le responsabilità penali già accertate, ma anche le richieste di rendere pubblici i documenti ancora soggetti a limitazioni e di chiarire come le istituzioni abbiano gestito le denunce delle vittime.

La famiglia di Virginia Giuffre nello spot: accuse a Jeff Crank sui documenti Epstein

Nel filmato Sky Roberts ricorda la battaglia condotta dalla sorella Virginia per ottenere giustizia e racconta l’impegno della famiglia a proseguirne il lavoro dopo la sua morte. La testimonianza introduce poi un’accusa politica precisa: secondo lo spot, il repubblicano Jeff Crank avrebbe votato ripetutamente contro la pubblicazione degli Epstein Files con l’obiettivo di proteggere Donald Trump.

Si tratta di un’accusa formulata all’interno di un messaggio elettorale, che richiede di distinguere i voti parlamentari effettivamente espressi dalle intenzioni attribuite al deputato. Anche un voto contrario a una specifica proposta di pubblicazione, infatti, non dimostra da solo la volontà di proteggere il presidente. Il filmato punta comunque a collegare il tema della trasparenza giudiziaria alle responsabilità politiche degli eletti, trasformando una richiesta delle vittime in un elemento del confronto tra candidati.

Sky e Amanda Roberts accusano il deputato: «Si è rifiutato di incontrarci»

Nello spot compare anche Amanda Roberts, moglie di Sky e cognata di Virginia Giuffre. La coppia vive nell’area di Colorado Springs, proprio nel distretto rappresentato da Jeff Crank. I due raccontano di aver cercato un incontro con il parlamentare per discutere della pubblicazione dei documenti dell’inchiesta Epstein, senza riuscire a parlare direttamente con lui. La famiglia ha invece incontrato numerosi altri esponenti del Congresso, appartenenti a entrambi i partiti.

La ricostruzione richiede una precisazione importante. Crank si oppose inizialmente ad alcune iniziative parlamentari per accelerare la pubblicazione dei documenti, ma successivamente votò a favore dell’Epstein Files Transparency Act, la legge che ne imponeva la diffusione. La sua campagna elettorale respinge quindi le accuse, sottolineando il voto favorevole espresso quando il provvedimento arrivò alla Camera. Il deputato contesta inoltre l’utilizzo della vicenda familiare da parte degli avversari politici.

Epstein diventa un tema delle elezioni americane: milioni di dollari in pubblicità

Il caso del Colorado non è isolato. Secondo i dati riportati dalla stampa americana, dall’inizio della campagna elettorale circa 69 messaggi pubblicitari, per un valore complessivo di 36,6 milioni di dollari, hanno fatto riferimento a Jeffrey Epstein. Il tema compare in diverse competizioni congressuali e viene utilizzato soprattutto per sollevare interrogativi sulla trasparenza delle istituzioni e sul comportamento dei parlamentari.

L’interesse politico deriva anche dalle divisioni che la pubblicazione degli Epstein Files ha provocato nel mondo repubblicano e tra alcuni sostenitori del movimento MAGA. Le richieste di rendere accessibili gli atti hanno attraversato gli schieramenti, coinvolgendo elettori e rappresentanti di orientamenti differenti. Non è però possibile stabilire, sulla base della sola diffusione degli spot, quanto la vicenda influenzerà effettivamente il voto di novembre.

Anche alcuni candidati repubblicani utilizzano il caso Epstein nella propria comunicazione. In Texas, Ken Paxton ha richiamato la sua attività contro i reati sessuali e gli abusi, cercando di presentare il tema come una questione di tutela delle vittime piuttosto che di appartenenza politica.

Il nome di Trump torna nella polemica, ma le accuse politiche non sono prove giudiziarie

Lo spot del Colorado chiama direttamente in causa Donald Trump, sostenendo che le precedenti scelte parlamentari di Crank avessero lo scopo di proteggerlo. Si tratta di una valutazione politica espressa dalla famiglia Roberts, non di un fatto giudiziariamente accertato. Il presidente americano ha avuto rapporti sociali con Epstein in passato, ma non risulta accusato dalle autorità di aver partecipato ai crimini del finanziere.

La vicenda mostra quanto il caso Epstein continui a esercitare pressione sulla politica americana, anche dopo la morte del finanziere e la condanna della sua collaboratrice Ghislaine Maxwell. Per i familiari delle vittime, la pubblicazione degli atti rappresenta soprattutto una questione di verità e responsabilità istituzionale. Per i candidati al Congresso, invece, il tema è entrato anche nel confronto elettorale, dove ogni voto parlamentare e ogni dichiarazione possono diventare materia di contestazione.

Lo spot con Sky e Amanda Roberts segna così l’incontro tra una battaglia familiare per la trasparenza e una campagna politica nazionale. Resta da capire se l’attenzione sui documenti di Epstein produrrà nuove informazioni sostanziali sull’inchiesta o continuerà soprattutto ad alimentare lo scontro tra democratici e repubblicani.