Kimberly Guilfoyle, ex di Donald Trump Jr, chiese 100mila dollari per la carta di credito: i messaggi segreti che imbarazzano la Casa Bianca

Kimberly Guilfoyle

Centomila dollari per coprire un debito sulla carta di credito, una richiesta urgente a un ricco sostenitore di Donald Trump e una serie di messaggi privati che adesso rischiano di provocare un serio imbarazzo diplomatico. Al centro della vicenda c’è Kimberly Guilfoyle, 57 anni, ex fidanzata di Donald Trump Jr. e attuale ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia. Una donna che per anni ha frequentato i salotti più esclusivi della politica americana e che ora deve fare i conti con una storia di denaro e rapporti personali diventata pubblica.

La vicenda risale al luglio 2025, quando Guilfoyle si preparava alla conferma della propria nomina da parte del Senato americano. Secondo una ricostruzione giornalistica basata sui messaggi scambiati attraverso Signal, la futura ambasciatrice avrebbe contattato Eric Deters, finanziatore di Trump ed ex candidato al Congresso nel Kentucky, chiedendogli di versare urgentemente 100mila dollari per coprire un debito con American Express.

«Tesoro, per favore, ho bisogno che tu faccia questa cosa per me oggi», gli avrebbe scritto Guilfoyle, sollecitando un intervento immediato. Secondo la ricostruzione, avrebbe anche chiesto di effettuare il pagamento senza lasciare tracce riconducibili alla transazione.

Deters, però, si rifiutò di versare la somma. E proprio quel rifiuto, insieme ai messaggi emersi successivamente, ha riportato l’attenzione sui rapporti economici tra l’ambasciatrice e alcuni sostenitori del presidente americano.

Chi è Eric Deters, il finanziatore di Trump che ha detto no alla richiesta

Eric Deters non era uno sconosciuto per Kimberly Guilfoyle. Ex comproprietario della catena Snappy Tomato Pizza ed ex candidato al Congresso, aveva già intrattenuto rapporti economici con lei attraverso eventi politici e manifestazioni pubbliche.

A partire dal 2020, secondo quanto ricostruito, Deters avrebbe versato complessivamente circa 300mila dollari a Guilfoyle per la partecipazione al Kentucky Freedom Fest. Una collaborazione che, nel tempo, aveva intrecciato interessi economici e frequentazioni politiche.

Dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, Deters avrebbe cercato di sfruttare i propri contatti per ottenere interlocuzioni con il Fisco americano e il dipartimento di Giustizia riguardo ad alcune questioni personali. Avrebbe inoltre promesso a Guilfoyle un milione di dollari se fosse riuscita a procurargli un’intervista con Tucker Carlson.

Nessuna di queste iniziative, secondo la ricostruzione, avrebbe prodotto i risultati sperati. Persino il tentativo di far arrivare al cantante Kid Rock una canzone scritta da Deters sarebbe rimasto senza seguito.

La difesa dell’ambasciatrice contesta però l’interpretazione della richiesta economica. Il suo avvocato sostiene che i 100mila dollari fossero un compenso dovuto per la partecipazione a eventi patriottici. Deters nega invece di avere un debito di quella entità nei suoi confronti. Si tratta quindi di versioni contrastanti, senza che gli elementi disponibili consentano di stabilire quale sia quella corretta.

Da Donald Trump Jr. all’ambasciata in Grecia: la vita sentimentale di Kimberly Guilfoyle

La storia di Kimberly Guilfoyle si intreccia da molti anni con quella di alcuni dei personaggi più conosciuti della politica americana. Prima di entrare stabilmente nell’universo trumpiano, era stata sposata con Gavin Newsom, attuale governatore democratico della California. Il matrimonio, celebrato nel 2001, terminò nel 2006, quando entrambi stavano costruendo carriere pubbliche destinate a diventare molto importanti.

Guilfoyle aveva studiato giurisprudenza e lavorato come procuratrice a San Francisco e Los Angeles, prima di intraprendere una carriera televisiva come commentatrice legale. Nel 2006 entrò a Fox News, dove consolidò la propria notorietà nazionale.

Successivamente iniziò la relazione con Donald Trump Jr., figlio maggiore del presidente americano. I due arrivarono al fidanzamento ufficiale, ma la storia finì dopo che nel 2024 emersero fotografie di Trump Jr. insieme a Bettina Anderson.

La nomina di Guilfoyle ad ambasciatrice in Grecia arrivò nel nuovo mandato presidenziale di Trump, segnando un cambiamento importante nella sua carriera. Dalle convention repubblicane e dagli eventi del movimento Maga, l’ex commentatrice televisiva passò così a rappresentare ufficialmente gli Stati Uniti ad Atene.

Gli affari privati, i prodotti di lusso e i rapporti con i finanziatori repubblicani

Negli anni successivi alla sconfitta elettorale di Trump del 2020, Guilfoyle aveva cercato di trasformare la propria notorietà in opportunità imprenditoriali. Tra le iniziative figuravano prodotti per capelli, vodka e champagne commercializzati con il marchio American Dream, oltre a un’attività di consulenza.

Alcune iniziative promozionali si svolgevano anche nell’ambiente esclusivo di Mar-a-Lago, dove Guilfoyle poteva contare su una rete di conoscenze costruita attraverso la relazione con Donald Trump Jr. e il proprio ruolo nel movimento repubblicano.

Proprio la sovrapposizione tra relazioni politiche, iniziative commerciali e richieste economiche costituisce uno degli aspetti più delicati della vicenda. La richiesta dei 100mila dollari sarebbe arrivata mentre Guilfoyle si preparava ad assumere un incarico diplomatico, circostanza che rende particolarmente importante chiarire la natura dei rapporti con Deters.

Non risulta, sulla base delle informazioni disponibili, che il versamento sia stato effettuato. Né la pubblicazione dei messaggi dimostra automaticamente l’esistenza di un reato. Restano però le domande sull’opportunità di certe richieste economiche da parte di una figura destinata a rappresentare gli Stati Uniti all’estero.

Nuove accuse sull’attività in Grecia: il Congresso chiede chiarimenti

Il caso dei 100mila dollari arriva mentre Kimberly Guilfoyle deve affrontare anche altre contestazioni relative alla propria attività diplomatica. Esponenti democratici delle commissioni Esteri della Camera e del Senato hanno chiesto al dipartimento di Stato di valutare la sua condotta dopo la pubblicazione di un’altra inchiesta giornalistica.

Al centro delle nuove perplessità ci sarebbe la promozione di un’azienda greca e il rapporto con un lobbista che, secondo le ricostruzioni, avrebbe accompagnato l’ambasciatrice durante diversi viaggi nei Balcani.

Le richieste di chiarimento non equivalgono a un accertamento di responsabilità, ma aprono un fronte politico che potrebbe diventare più impegnativo per l’amministrazione Trump. I parlamentari vogliono capire se i rapporti professionali e personali dell’ambasciatrice siano compatibili con gli obblighi previsti dal suo incarico.

La vicenda dei messaggi a Deters potrebbe ora aggiungere ulteriori interrogativi. Per Kimberly Guilfoyle il problema non è più soltanto spiegare perché abbia chiesto 100mila dollari a un finanziatore del presidente, ma chiarire dove finisca la sua attività privata e dove comincino le responsabilità diplomatiche.