Barbara D’Urso contro Mediaset, Pier Silvio prepara la guerra legale: “Chat, prove e dossier”. Il Biscion verso lo scontro totale

Barbara D’Urso

Altro che pace armata. Tra Barbara D’Urso e Mediaset ormai si respira aria da resa dei conti definitiva. E il silenzio mantenuto finora da Cologno Monzese, secondo quanto trapela da ambienti vicini all’azienda, non sarebbe affatto un segnale di debolezza o imbarazzo. Anzi. Dietro le quinte starebbe prendendo forma una vera controffensiva legale voluta personalmente da Pier Silvio Berlusconi dopo le ultime dichiarazioni incendiarie della conduttrice napoletana.

La situazione sarebbe precipitata dopo l’intervista concessa da Barbara D’Urso a La Stampa, nella quale l’ex volto simbolo di Canale 5 ha parlato apertamente di isolamento professionale, di presunti veti e soprattutto di “prove” e “chat” che dimostrerebbero il trattamento ricevuto dopo l’uscita da Mediaset. Frasi che, sempre secondo indiscrezioni, avrebbero fatto infuriare i vertici del Biscione.

Pier Silvio furioso per le parole della D’Urso

A colpire Pier Silvio Berlusconi non sarebbero state soltanto le accuse implicite, ma soprattutto il riferimento a conversazioni private e messaggi che lascerebbero intendere l’esistenza di materiale delicato, forse anche registrazioni. Un terreno scivolosissimo che avrebbe spinto l’amministratore delegato di Mediaset a muoversi immediatamente sul piano legale.

Secondo quanto filtra, due avvocati starebbero già lavorando ai documenti necessari per rispondere all’eventuale causa civile che Barbara D’Urso potrebbe intentare contro l’azienda. Nessuna uscita pubblica, nessuna replica televisiva, nessun comunicato aggressivo. La linea scelta sarebbe molto più fredda: parlare il meno possibile e prepararsi eventualmente alla battaglia in tribunale.

Del resto, ai piani alti di Mediaset l’idea che Barbara D’Urso possa trasformare questa vicenda in una lunga guerra mediatica non piacerebbe affatto. Anche perché la conduttrice sembra tutt’altro che intenzionata a sparire dai radar.

Le accuse sui “divieti” e il caso Rai

Nell’intervista, Barbara D’Urso aveva raccontato di aver saputo dell’esistenza di un presunto “divieto assoluto” per molti personaggi televisivi di avere rapporti con lei. Un trattamento che la stessa conduttrice ha paragonato a quello riservato “ai traditori”. Parole pesanti, soprattutto perché accompagnate dalla frase: “Ovviamente ho le prove”.

Ma non è tutto. La D’Urso ha anche lasciato intendere che qualcuno avrebbe ostacolato persino il suo possibile approdo in Rai, bloccando trattative per programmi di prima serata. Tra i progetti sfumati ci sarebbe stato persino un reboot di Carramba che sorpresa, format perfettamente nelle sue corde e ideale per il pubblico tradizionale della tv generalista.

Voci che, inevitabilmente, hanno iniziato a circolare anche negli ambienti Rai. E proprio qui starebbe crescendo un certo imbarazzo. Perché, al netto delle polemiche, Barbara D’Urso resta una delle conduttrici più popolari della televisione italiana, con un pubblico fidelizzato costruito in decenni di presenza quotidiana sul piccolo schermo.

La docuserie che fa tremare Mediaset

A rendere ancora più tesa la situazione ci sarebbe poi un altro progetto che inquieterebbe parecchio Mediaset: una docuserie sulla vita di Barbara D’Urso e sul suo addio traumatico all’azienda. Un’operazione che ricorda inevitabilmente quanto fatto da Ilary Blasi con Unica dopo la separazione da Francesco Totti: prendere il controllo della narrazione e raccontare la propria versione dei fatti.

Ed è proprio questo lo scenario che ai vertici del Biscione vorrebbero evitare. Per mesi, infatti, molti a Cologno avrebbero pensato che la conduttrice si fosse ormai rassegnata alla fine della sua lunga esperienza televisiva. Social, ospitate sporadiche, qualche comparsata. Fine della storia. Ma Barbara D’Urso sembra avere altri piani.

La sensazione è che la guerra sia soltanto all’inizio. Da una parte Mediaset pronta a blindarsi con avvocati e accordi di riservatezza. Dall’altra una conduttrice che non sembra minimamente intenzionata a tacere. E nel mezzo c’è una delle rotture più clamorose e velenose della storia recente della televisione italiana.