L’Eurovision Song Contest 2026 incorona la Bulgaria, ma l’Italia esce dalla Wiener Stadthalle a testa altissima. A vincere la finalissima di Vienna è stata la scatenata Dara con la sua Bangaranga, protagonista di una performance selvaggia, ipnotica e perfettamente costruita per il palco più spettacolare della televisione europea. Un’esibizione che ha travolto televoto e giurie, consegnando a Sofia uno dei trionfi più rumorosi degli ultimi anni.
Dietro il ciclone bulgaro, però, c’è anche tanta Italia. Perché Sal Da Vinci chiude al quinto posto e trasforma comunque la sua notte viennese in uno dei momenti più emozionanti dell’intera finale dell’Eurovision Song Contest 2026.
Vienna canta con Sal Da Vinci
Ventiduesimo in scaletta, subito dopo Cipro, Sal Da Vinci sale sul palco tra le urla del pubblico italiano e decine di bandiere tricolori sparse nell’arena. Bastano pochi secondi perché l’atmosfera cambi completamente. Le luci si abbassano, parte l’introduzione di Per sempre sì e la Wiener Stadthalle si trasforma quasi in un teatro italiano.
Niente effetti estremi, niente provocazioni costruite. Solo voce, emozione e quella teatralità mediterranea che il cantante napoletano porta addosso da sempre. Una scelta controcorrente rispetto agli standard sempre più aggressivi dell’Eurovision moderno, ma che ha conquistato gran parte del pubblico europeo.
Durante il ritornello finale l’arena ha iniziato a battere le mani a tempo, mentre la regia continuava a inquadrare spettatori commossi e fan italiani in lacrime. Alla fine dell’esibizione è arrivata una standing ovation lunghissima, una delle più intense della serata.
Bangaranga travolge l’Eurovision
Ma quest’anno l’Eurovision aveva già trovato il suo terremoto perfetto. La Bulgaria ha dominato la finale grazie a Bangaranga, canzone capace di mescolare elettronica, folk balcanico, ritmi tribali e un’esibizione esplosiva diventata virale già dalle semifinali.
Sul palco di Vienna è successo di tutto: fiamme, ballerini sospesi, tamburi giganteschi, coreografie frenetiche e un ritornello martellante che ha trasformato la Wiener Stadthalle in una gigantesca discoteca europea. Una performance pensata scientificamente per conquistare televoto e social. Missione compiuta.
La Bulgaria ha preso il largo soprattutto nel televoto, staccando Finlandia, Grecia e Danimarca, che completano il podio finale. L’Italia chiude quinta, confermando comunque un risultato molto importante in una delle edizioni più competitive degli ultimi anni.
L’Italia esce tra gli applausi
Dietro le quinte Sal Da Vinci è apparso emozionato ma sorridente. Nessuna delusione evidente, anzi. Il cantante ha salutato i fan italiani con il tricolore sulle spalle e ha ringraziato il pubblico europeo per l’affetto ricevuto durante tutta la settimana viennese.
Sui social, intanto, il suo nome è rimasto per ore tra gli argomenti più discussi della serata. In tantissimi hanno definito Per sempre sì una delle esibizioni più autentiche dell’intero Eurovision 2026, proprio perché lontana dagli eccessi e rimasta profondamente italiana.
E forse è questo il vero risultato che resta a Sal Da Vinci: non il trofeo, ma l’idea di aver portato sul palco europeo un pezzo di Italia senza snaturarlo mai. Anche in una notte dominata dal caos irresistibile di Bangaranga.







