Corona lancia Falsissimo delivery: paghi e lui arriva dove vuoi, dall’agenzia immobiliare fino alla festa nel salotto di nonna. La prima ad Imperia

Falsissimo in versione delivery

Corona lancia Falsissimo delivery, altro che programma televisivo. L’ex re dei paparazzi prende il suo show, lo smonta pezzo per pezzo e lo trasforma in un prodotto itinerante, su commissione. Basta pagare, ovviamente. Una sorta di show “a domicilio” che funziona più o meno così: si trova una location, si concorda il compenso con l’agenzia, si allestisce uno spazio che ricordi uno studio e poi si aspetta lui. Arriva, si siede, accende il solito copione fatto di provocazioni, parolacce, accuse e pseudo rivelazioni. E il gioco è fatto.

L’idea è tanto semplice quanto spiazzante. Non serve più uno studio televisivo, non serve nemmeno una produzione strutturata. Basta un accordo economico e Corona si presenta ovunque. Un bar, un’agenzia immobiliare, qualsiasi spazio possa contenere qualche decina di persone. Il resto lo fa lui, con il suo stile ormai riconoscibile: tono aggressivo, attacchi diretti, tensione costruita e quell’aria da “sto per dire qualcosa che non dovrei”.

Corona lancia Falsissimo delivery, un format su ordinazione

Il meccanismo ricorda più un evento privato che una trasmissione. Chi organizza paga, chi partecipa può stare in prima fila e, dettaglio non secondario, può anche intervenire. Domande dirette, interazione, coinvolgimento. Tutto molto lontano dalla televisione tradizionale, ma perfettamente in linea con il personaggio.

E il prezzo? Non dichiarato, ovviamente. Ma conoscendo Corona, difficilmente si tratta di cifre simboliche. Il “pacchetto” include la sua presenza, il format, lo spettacolo e, soprattutto, il richiamo mediatico. Perché anche quando non c’è nulla di davvero nuovo da raccontare, il nome continua a far rumore.

Ventimiglia, l’agenzia immobiliare diventa uno studio

L’ultima tappa di questa versione itinerante porta Corona a Ventimiglia. Non è la prima volta che compare in città, ma questa volta cambia il contesto. Non c’è nessun affare immobiliare in corso, nonostante il ritorno in un’agenzia, la Impero di via Roma. Lo spazio si trasforma invece in una sorta di set improvvisato, pronto ad accogliere il pubblico selezionato.

L’agenzia diventa studio, le sedie si riempiono, le persone aspettano. Il format si replica: Corona al centro, pubblico attorno, domande libere e monologhi senza filtro. Una formula che punta più sull’esperienza che sul contenuto.

Lamborghini, folla e solito copione

L’arrivo non passa inosservato. Corona si presenta davanti all’agenzia a bordo di una Lamborghini bianca, attirando subito curiosi e spettatori. Una piccola folla si raduna all’ingresso, tra chi vuole vedere da vicino e chi spera in qualche scena memorabile.

Dentro, però, lo schema resta quello di sempre. Nessuna rivoluzione nei contenuti, ma una nuova modalità di distribuzione. Il prodotto è lo stesso: provocazione, tensione, parole sopra le righe e quel continuo gioco tra realtà e spettacolo che da anni rappresenta il marchio di fabbrica.

Più show che informazione

Alla fine, più che una trasmissione, Falsissimo diventa un evento. Si paga per assistere, si paga per partecipare, si paga per avere Corona lì, dal vivo, a recitare il suo ruolo. Il confine tra intrattenimento e informazione si assottiglia fino quasi a sparire.

E mentre il format cambia pelle e si sposta fisicamente da un luogo all’altro, resta una certezza: il protagonista non ha alcuna intenzione di uscire di scena. Anche a costo di reinventare tutto, ancora una volta.