Cinquant’anni di bugie, ma raccontate con arte. A Le Piastre, il “paese dei bugiardi” sulla montagna pistoiese, il Campionato italiano e mondiale della Bugia ha celebrato la sua edizione numero cinquanta con un trionfo di fantasia, satira e tradizione. Vincitori il molisano Riccardo Bargiacchi e il piccolo Giuseppe Dolci.
Il gran finale: Pinocchio, 200 anni dopo Collodi
Dopo le giornate dedicate alla grafica e alla letteratura, la chiusura del Campionato è stata un’esplosione di creatività. Tutti i concorrenti si sono cimentati nell’omaggio a Pinocchio, nel bicentenario della nascita del suo autore Carlo Lorenzini, detto Collodi.
Sul palco Riccardo Bargiacchi ha conquistato la giuria con una bugia perfetta: “Pinocchio è di legno, certo, ma non di pino, bensì del legno di un copriwater, “come rivela il Dna”. Una trovata che gli è valso il titolo di più bugiardo d’Italia.
Accanto a lui, il bambino Giuseppe Dolci, che ha annunciato un processo agli organizzatori “per le troppe bugie che hanno detto”. È lui il bambino più bugiardo d’Italia, premiato con il riconoscimento dedicato alla giornalista Lucia Prioreschi.
Premi, ospiti e tradizione
Nella sezione adulti, dietro Bargiacchi, si piazzano Danilo Malerba (Catania) e Alessandro Pisaneschi (Prato). Il premio per l’originalità, dedicato a Giancarlo Zampini e offerto da La Nazione, va al piccolo Giulio Magrini. Quello dedicato a Luciano Corsini, riservato alla bugia più tradizionale, viene assegnato a Dora e Zeno Orlandini con un Pinocchio “new age”.
La serata è stata arricchita dagli scherzi telefonici in diretta di Alessandro Masti di Radio Toscana e dalla lectio magistralis di Alessandro Milan e Leonardo Manera, entrambi insigniti della laurea di bugiardo ad honorem dall’Accademia della Bugia. Milan ha raccontato il suo debutto infantile da bugiardo “per saltare la scuola”, mentre Manera ha proposto una versione trumpiana di Cappuccetto Rosso e chiudendo con un invito alla vita: “La felicità assomiglia alla vita stessa”.
Il paese dei bugiardi festeggia 50 anni
«Siamo felicissimi di aver realizzato un’edizione di qualità, con ospiti importanti e una grande partecipazione di pubblico», ha commentato il magnifico rettore dell’Accademia, Emanuele Begliomini. La festa finisce, ma non la macchina organizzativa: «Già pensiamo al futuro. L’anno prossimo inaugureremo il nuovo Spazio Bugia, che stiamo ultimando nell’ex cinema del paese».







