Un impero costruito su vip, social, convention di lusso e slogan motivazionali, crollato sotto 180 milioni di debiti. Loris Cherubini e Giovanni Amato, fondatori di Facile Ristrutturare, finiscono in carcere mentre la procura di Roma smonta la favola patinata dell’azienda: yacht, Rolex, ville milionarie e supercar pagate con i conti in rosso.
Il grande inganno dietro l’ascesa del marchio
«Ci vediamo presto. Ora dobbiamo raggiungere il primo billion». Così Loris Cherubini, 42 anni, si presentava sui social: un self‑made man partito da Centocelle, tifosissimo della Lazio, circondato da vip, supercar e slogan motivazionali. Una vita da sogno mentre l’azienda che guidava affondava. Facile Ristrutturare, nata nel 2014, sembrava un colosso dell’edilizia: in realtà, secondo la procura, aveva accumulato un buco da 180 milioni di euro.
Il racconto del successo era alimentato da un parterre di volti noti: attori, influencer, tronisti, sportivi. Una macchina mediatica che ha contribuito a rendere credibile un’immagine che oggi appare come la copertura di un dissesto sistematico.
L’inchiesta: arresti, sequestri e accuse pesanti
Il 7 luglio la Guardia di Finanza sequestra beni per oltre 4 milioni. Pochi giorni dopo scatta la custodia cautelare in carcere per Cherubini e Amato; per altri due indagati arrivano domiciliari e divieto di esercizio d’impresa. Le accuse del pm Lorenzo Del Giudice: bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.
Secondo gli investigatori, Cherubini avrebbe svuotato i conti dell’azienda per finanziare una vita di lusso: una villa da 4,5 milioni in via dei Villini, un’altra al Nomentano, una residenza estiva a Porto Ercole. Tre Porsche a noleggio, Rolex da 10 mila e 45 mila euro, un diamante da 147 mila euro. E poi gli yacht: quasi mezzo milione per il Children, 875 mila per un Pershing 76, oltre 300 mila per il leasing dell’imbarcazione Imagine.
Intanto, i dipendenti restavano senza stipendio e senza cassa integrazione.
Il crollo mascherato da successo
I segnali del tracollo erano già evidenti: nel 2021 il gruppo registrava ricavi per 203 milioni, scesi a 145 l’anno successivo. Eppure proprio mentre i conti peggioravano, l’azienda accelerava sul fronte mediatico.
Partnership con Roma, Bologna e Serie B. L’accordo con la Figc di Gabriele Gravina. La sponsorizzazione della Nazionale di Roberto Mancini, che nel 2022 accoglieva Facile Ristrutturare come Technical Supplier: «Un incontro che porterà fortuna ad entrambi». Parole che oggi suonano beffarde.
Vip, social e convention milionarie
Il format Case da Vip diventa il motore della visibilità: Diletta Leotta, Camihawke, Teresa Langella, Giulia Salemi, Salvatore Esposito, Tommaso Zorzi, Nilufar Addati. Persino Fiorello, protagonista di una gag con Cherubini, contribuisce a rafforzare l’immagine di un’azienda in piena ascesa.
Intanto si moltiplicano gli eventi negli hotel più esclusivi: Casina Valadier, Palazzo Montemartini, Sheraton. Nel 2019 il meeting aziendale si tiene a Capo Verde; nel 2022, per i saluti di Natale, la holding Renovars affitta Villa Sublime al Fleming. Pochi mesi prima Cherubini aveva radunato i manager all’Atlantis The Palm di Dubai, uno degli hotel più lussuosi al mondo.
Sul palco, tra schiuma party, feste in piscina e ospiti come Aída Yéspica, Nicolò De Devitiis, Veronica Ruggeri, Elisabetta Gregoraci e Alex Belli, Cherubini recita la sua lectio magistralis: «La felicità risiede nella libertà e la libertà nel coraggio». Frasi che oggi assumono un sapore diverso.
La rotta verso il naufragio
Nel giugno 2023 Cherubini scriveva su Instagram: «Il mare è la metafora della vita… basta fissare un traguardo e tracciare una rotta». Ma Facile Ristrutturare aveva già imboccato la rotta verso il naufragio. Dietro la facciata di lusso, yacht e convention, la magistratura ricostruisce ora un sistema di distrazioni di fondi che ha trascinato l’azienda nel baratro.
L’impero dei vip, dei social e delle promesse motivazionali si è sgretolato. E la favola del “primo billion” si è trasformata in una delle più clamorose bancarotte degli ultimi anni.







