Italia, altro che Nations League: contro la Turchia ci giochiamo già Euro 2028. Ecco cosa rischiano davvero gli azzurri

Roberto Mancini

Altro che torneo buono per riempire le finestre internazionali. Dopo la brutta sconfitta contro il Belgio, la Nations League è diventata per l’Italia una faccenda terribilmente seria, perché dietro la possibilità di retrocedere in Lega B si nasconde un problema molto più grande: complicare ulteriormente la strada verso Euro 2028.

La Nazionale di Roberto Mancini si ritrova così già davanti a un bivio. Le due partite contro la Turchia, la prima a Bursa e la seconda lunedì 5 ottobre a Bologna, possono determinare buona parte del futuro degli azzurri nel torneo. Dopo lo 0-2 incassato dal Belgio all’esordio, perdere altri punti significherebbe infatti entrare pericolosamente nella zona che conduce agli spareggi per non retrocedere o, nello scenario peggiore, direttamente in Lega B.

E il problema non riguarda soltanto il prestigio. Scendere di categoria avrebbe conseguenze sul ranking e potrebbe lasciare l’Italia fuori dalle dodici teste di serie nel sorteggio delle qualificazioni a Euro 2028, previsto il 6 dicembre all’International Convention Centre di Belfast. Tradotto: una nazionale di prima fascia potrebbe finire nello stesso girone degli azzurri e rendere immediatamente più complicata la qualificazione al torneo che si disputerà nel Regno Unito.

Dopo tre Mondiali consecutivi mancati, non esattamente lo scenario ideale.

La nuova Nations League aiuta l’Italia, ma bisogna cominciare a fare punti

Una buona notizia almeno c’è. La UEFA ha modificato la formula della Nations League e il nuovo regolamento rende più difficile la retrocessione rispetto al passato.

Fino alla precedente edizione, le ultime classificate dei quattro gironi della Lega A scendevano direttamente in Lega B, mentre le terze affrontavano uno spareggio contro le seconde della categoria inferiore. Adesso il meccanismo concede qualche possibilità in più a chi inciampa durante il torneo.

Retrocederanno direttamente soltanto le due peggiori quarte classificate dei quattro gruppi, mentre le due migliori terze conserveranno automaticamente il posto in Lega A. Le due peggiori terze e le due migliori quarte dovranno invece affrontare gli spareggi contro le seconde classificate dei quattro gironi della Lega B.

Questo significa che persino un terzo posto potrebbe consentire all’Italia di salvarsi senza passare dai play-out e che arrivare ultima nel proprio gruppo non comporterebbe necessariamente la retrocessione immediata.

La formula concede quindi margine agli azzurri. Il calendario, decisamente meno.

Belgio, Francia e Turchia: il girone è diventato una trappola

L’Italia si trova nel gruppo 1 insieme a Belgio, Francia e Turchia, e la sconfitta nella prima giornata ha immediatamente ridotto lo spazio per gli errori. Gli azzurri devono soprattutto riuscire a mettere alle proprie spalle i turchi, trasformando quindi il doppio confronto di questi giorni in una sorta di spareggio anticipato.

I calcoli spiegano bene la situazione. Secondo le stime della piattaforma di analisi statistica Football Meets Data, sette punti potrebbero non essere sufficienti per evitare lo spareggio nel 46% degli scenari, mentre arrivare almeno a otto porterebbe all’85% le possibilità di restare direttamente in Lega A anche terminando il girone al terzo posto.

Servirebbero quindi almeno due vittorie accompagnate da un paio di pareggi, mentre tre successi renderebbero naturalmente la situazione molto più tranquilla. Il problema è capire dove trovarli, considerando che dopo la doppia sfida con la Turchia l’Italia dovrà fare i conti anche con il ritorno contro il Belgio e soprattutto con due partite contro la Francia.

Ecco perché battere i turchi diventa fondamentale: mettere sei punti tra gli azzurri e la diretta concorrente significherebbe almeno costruire una base solida per il terzo posto e allontanare il pericolo della retrocessione diretta.

Il vero incubo si chiama Euro 2028

La prospettiva più preoccupante, però, arriva dopo la Nations League. Un’eventuale discesa in Lega B farebbe perdere ulteriore terreno all’Italia nel ranking e potrebbe escluderla dalle dodici teste di serie nel sorteggio delle qualificazioni agli Europei.

A quel punto gli azzurri potrebbero ritrovarsi immediatamente nello stesso gruppo di una delle grandi nazionali europee. E una qualificazione che sulla carta dovrebbe rappresentare la normalità per l’Italia diventerebbe ancora una volta un percorso disseminato di ostacoli.

Dietro l’angolo tornerebbe inoltre una parola che il calcio italiano ha imparato a detestare: play-off. Dopo le traumatiche eliminazioni mondiali degli ultimi anni, nessuno ha particolare voglia di affidare ancora una volta il destino della Nazionale a una manciata di partite senza appello.

Mancini, prima dell’esordio contro il Belgio, aveva dichiarato di coltivare la speranza di «giocare la finale di Nations». Il progetto della nuova Nazionale resta inevitabilmente più ampio e il commissario tecnico ha chiesto tempo per far crescere una generazione ancora giovane e sperimentale.

Il campo, però, ha già accorciato i tempi. Dopo appena una partita l’Italia deve smettere di guardare alla finale e cominciare a guardarsi alle spalle, perché contro la Turchia non ci sono in palio soltanto tre punti di Nations League: c’è anche un pezzo della strada che conduce a Euro 2028.