La proroga era nell’aria e ora è ufficiale: il governo guidato da Giorgia Meloni ha esteso di altri 15 giorni i controlli alla frontiera aerea e navale con la Spagna. Tutti i passeggeri provenienti da Paesi terzi e in arrivo da scali spagnoli dovranno continuare a esibire i documenti.
La scelta arriva “in linea con l’analisi del Comitato immigrazione e sicurezza delle frontiere”, spiega il Viminale, che ritiene ancora presenti gli elementi di rischio che avevano portato alla reintroduzione dei controlli il primo agosto. Allo stesso tempo, il governo tiene conto delle iniziative avviate da Madrid e dall’Unione Europea per riportare la situazione verso una normalizzazione.
Il nodo Ceuta
La valutazione tecnico‑politica del governo Meloni è netta: dopo gli 80 mila arrivi in 48 ore registrati a fine luglio, la situazione nell’exclave di Ceuta non sarebbe affatto sotto controllo. Secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nella zona ci sarebbero ancora almeno 5 mila persone non identificate, tra le quali potrebbero nascondersi soggetti legati al terrorismo jihadista. Una preoccupazione che resta centrale nella scelta di prorogare la sospensione del trattato di libera circolazione di Schengen.
Il confronto con Madrid
Le motivazioni della proroga sono state comunicate da Piantedosi al ministro spagnolo Fernando Grande‑Marlaska in un colloquio definito dal Viminale “costruttivo”. Il titolare del Viminale, intervenendo a Napoli, ha espresso l’auspicio che questa possa essere “l’ultima sospensione”, segnale di un possibile ritorno alla normalità. Ha ribadito inoltre la disponibilità italiana a collaborare con Spagna e Unione Europea.
La reazione della Spagna
Madrid non ha gradito la mossa italiana e ha risposto con una proroga speculare: altri 15 giorni di controlli per i viaggiatori provenienti dall’Italia. Il provvedimento spagnolo, attivato l’8 agosto per un mese, sarebbe scaduto il 7 settembre. Ma la comunicazione formale arrivata da Roma ha spinto il governo Sanchez a estendere immediatamente la misura “per reciprocità”.
Nonostante le rassicurazioni spagnole – secondo cui da Ceuta nessun migrante sarebbe entrato in territorio nazionale – il governo italiano ritiene ancora elevato il livello di rischio. La doppia proroga segna un nuovo capitolo di tensione tra Roma e Madrid, mentre l’Europa osserva una crisi che mette alla prova Schengen e la gestione comune delle frontiere.







