La bufera Lavitola travolge la compagna: lo sfogo e la scelta di parlare ai pm

Natalia Potenza e Lavitola

La serranda del locale di famiglia resta abbassata per lei, che ha preferito chiudersi nel silenzio delle mura domestiche insieme ai suoi bambini. È dal suo appartamento a Monteverde vecchio che l’imprenditrice italo-argentina Natalia Potenza, ormai ex compagna di Valter Lavitola, decide di sfogare l’amarezza maturata nell’ultimo periodo. Nel corso di una lunga telefonata con l’amico scrittore Fulvio Abbate, emerge il ritratto di una donna sconvolta dal dover fare i conti con l’immagine di un compagno rivelatasi del tutto diversa da come lo aveva immaginato.

Una determinazione dettata dalla ferita subita

Le conseguenze sul piano personale sono immediate e drastiche. Per l’ex faccendiere i cancelli della casa di Trastevere si chiudono in maniera definitiva, indipendentemente dai futuri sviluppi cautelari. La spaccatura investe anche la gestione della nota attività di ristorazione di zona, dove ogni contatto futuro viene escluso. Nemmeno i tentativi dell’interlocutore di smorzare i toni e farla riflettere sul valore commerciale dell’insegna riescono a scalfire una determinazione dettata dalla profonda ferita subito.

Tra presunti tradimenti e l’ombra dell’attentato

A pesare come un macigno sulla vicenda è la doppia rete di rivelazioni emersa negli ultimi tempi. Il primo terremoto è stato provocato dalle indagini giudiziarie sul tentativo di intimidazione ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci, notizia appresa con totale sconcerto dalla donna. Successivamente, la comparsa sulle pagine di Libero delle dichiarazioni rilasciate dall’estetista Adriana Linhares a Giacomo Amadori ha finito per incrinare definitivamente ogni residuo legame sentimentale.

L’orgoglio ferito risalta di fronte alle ricostruzioni che descrivevano la coppia come separata in casa. Il legame, nato in Sudamerica durante la latitanza dell’uomo e alimentato da importanti sacrifici economici come la vendita di due immobili di proprietà, si è dissolto di fronte al sospetto di omissioni e doppie vite.

Il sostegno del quartiere e il confronto con i magistrati

Oggi la priorità resta la tutela dei minori e la continuità dell’attività professionale nel quartiere, dove la clientela storicamente legata alla pescheria continua a far sentire la propria presenza e vicinanza. Sullo sfondo restano anche le precisioni storiche legate all’inizio della loro storia a Buenos Aires, legata non agli ambienti dell’ex senatore Sergio De Gregorio come ipotizzato da alcuni, maalle attività svolte presso la sede dell’ex diplomatico ed ex parlamentare Esteban Juan Caselli.

Il capitolo decisivo potrebbe però essere scritto a breve negli uffici della Procura di Roma. La decisione di mettersi a disposizione degli inquirenti titolari del fascicolo sull’attentato al conduttore di Report è ormai presa, accompagnata dalla stesura di un documento con cui chiarire la propria posizione e ribadire la totale estraneità alle vicende giudiziarie che coinvolgono l’ex compagno.