Per Valter Lavitola il problema potrebbe non essere più soltanto uscire dal carcere. Mentre i suoi avvocati cercano di convincere il Tribunale del Riesame a concedergli una misura meno afflittiva, si apre infatti un nuovo fronte potenzialmente molto delicato: quello rappresentato dall’ex compagna Natalia Potenza.
La donna non vuole più accoglierlo in casa, gli ha chiuso anche la porta del ristorante e adesso è pronta a parlare con gli inquirenti. «È come se avessi avuto accanto per quasi dieci anni uno sconosciuto», ha raccontato nelle ultime ore. E le sue eventuali dichiarazioni potrebbero andare ben oltre la vicenda dell’attentato contro Sigfrido Ranucci.
Natalia Potenza pronta a parlare: «Adesso con i pm parlo io»
La rottura sentimentale ha già avuto conseguenze giudiziarie molto concrete. Il 26 agosto Potenza si è presentata ai carabinieri e ha revocato formalmente la disponibilità ad accogliere Lavitola nella propria abitazione nell’eventualità della concessione dei domiciliari. È venuta meno anche la possibilità di lavorare al Cefalù nell’ipotesi di affidamento in prova.
Dietro la decisione c’è la scoperta di un’altra relazione di Lavitola, emersa proprio attraverso gli sviluppi dell’inchiesta. Ma adesso la vicenda privata rischia di intrecciarsi con quella giudiziaria.
Potenza ha annunciato di essere intenzionata a parlare con i magistrati per tutelare se stessa, i figli e la propria attività. Secondo le indiscrezioni pubblicate nelle ultime ore, starebbe inoltre preparando materiale sui rapporti e sugli affari dell’ex compagno.
Il dossier dell’ex e le carte sui rapporti con Ranucci
È questo il capitolo che potrebbe diventare più esplosivo. Secondo Il Giornale, tra il materiale che Potenza intenderebbe consegnare agli inquirenti ci sarebbe anche una mail relativa alla trattativa per l’immobile che ospita il Cefalù Bistrot, nella quale emergerebbe un interessamento di Ranucci. La circostanza dovrà naturalmente essere verificata dagli investigatori e non equivale, allo stato, all’accertamento di alcun illecito.
Potenza avrebbe inoltre intenzione di riferire ciò che conosce di altri rapporti, frequentazioni e attività dell’ex compagno. Un patrimonio di informazioni potenzialmente rilevante considerando che la loro relazione è durata molti anni e che i due hanno condiviso vita familiare e attività professionali. La donna avrebbe usato parole durissime anche sul rapporto tra Lavitola e Ranucci, definendoli, secondo quanto riportato dalla stampa, «il gatto e la volpe».
Lavitola al Riesame: «Ranucci utile per il mio riscatto sociale»
Mentre l’ex compagna prepara la sua versione, Lavitola è tornato a parlare. Davanti al Tribunale del Riesame di Roma ha confermato di essere stato il mandante dell’azione contro Ranucci, continuando però a contestare l’interpretazione della Procura sul movente.
La sua tesi rimane quella del gesto dimostrativo che avrebbe dovuto contribuire ad aumentare la protezione del giornalista. Oggi ha aggiunto un altro elemento, sostenendo che Ranucci fosse «utile per il mio riscatto sociale». La Procura ipotizza invece che dietro l’operazione potesse esserci anche un progetto politico nel quale Lavitola sperava di ritagliarsi un ruolo.
La difesa ha depositato una memoria di oltre settanta pagine e punta a smontare le esigenze cautelari, contestando il pericolo di fuga, quello di inquinamento delle prove e il rischio di reiterazione. Restano inoltre sul tavolo questioni relative alla competenza territoriale e all’aggravante del metodo mafioso.
La casa per i domiciliari che non c’è più
C’è infine un problema molto concreto. Anche se il Riesame dovesse aprire alla possibilità dei domiciliari, la casa nella quale Lavitola avrebbe dovuto scontarli non è più disponibile. Potenza è stata categorica: non intende consentirgli di tornare nell’abitazione familiare. La difesa dovrà quindi indicare eventualmente un’altra sistemazione compatibile con la misura.
Ma il paradosso della vicenda è che proprio mentre Lavitola cerca una nuova casa per uscire da Rebibbia, gli investigatori potrebbero essere interessati soprattutto a ciò che la donna rimasta nella vecchia casa ha deciso di raccontare. Perché una relazione sentimentale è finita. Quello che Natalia Potenza sostiene di aver visto e saputo durante quegli anni, invece, potrebbe diventare un nuovo capitolo dell’inchiesta.







