Per anni Lapo Elkann ha fatto parlare di sé per automobili, moda, eccessi, cadute e ripartenze. Oggi la storia è decisamente diversa. La Fondazione LAPS, creata dall’imprenditore e guidata insieme alla moglie Joana Lemos Elkann, ha investito circa 900mila euro per realizzare a Cascais una grande casa rifugio destinata alle donne vittime di violenza domestica e ai loro figli. Non una semplice struttura dove trovare riparo durante l’emergenza, ma un luogo pensato per accompagnare le ospiti verso l’autonomia, un lavoro, una nuova casa e, soprattutto, una nuova vita.
La struttura apre le porte il 2 ottobre, Giornata internazionale della nonviolenza. Il Comune di Cascais ha acquistato e concesso l’immobile alla Fondazione, mentre LAPS ha sostenuto l’investimento necessario per trasformarlo in una casa protetta. Le prime ospiti sono già state individuate e arriveranno dopo l’inaugurazione.
Lapo Elkann e i 900mila euro per la casa rifugio
La nuova Casa LAPS nasce da una collaborazione tra pubblico e privato. Il Comune ha messo a disposizione l’edificio e la Fondazione ha investito circa 900mila euro nel progetto. Ogni camera può accogliere una madre insieme ai propri figli e dispone di un bagno privato. La struttura offre inoltre sistemi di sicurezza, personale specializzato e spazi progettati per tutelare la privacy delle persone accolte.
È la seconda iniziativa di questo genere che LAPS realizza in Portogallo. La prima casa ha aperto a Funchal nel 2021. Ora arriva Cascais, mentre la Fondazione punta a esportare il modello in altri Paesi e a costruire una rete internazionale di strutture destinate alle persone che devono allontanarsi da situazioni di violenza e pericolo.
L’idea alla base del progetto parte da un problema concreto: portare una donna fuori da una casa violenta rappresenta soltanto il primo passaggio. Dopo bisogna permetterle di non tornarci. Significa aiutarla a recuperare indipendenza economica, trovare un’abitazione e un lavoro, garantire stabilità ai figli e ricostruire relazioni sociali che spesso la violenza ha distrutto.
«Nessuno deve restare con chi lo maltratta perché non ha un posto dove andare»
Lapo Elkann ha spiegato con parole molto nette il senso dell’iniziativa. «Quest’anno LAPS celebra il suo decimo anniversario e sono orgoglioso che questo importante traguardo coincida con l’apertura della nostra seconda Casa LAPS in Portogallo», ha dichiarato.
Poi ha indicato quello che considera l’obiettivo centrale della struttura: creare «un luogo sicuro per le madri e i loro figli e, soprattutto, un luogo in cui possano ricominciare, riconquistare la propria libertà e costruire un nuovo futuro».
Elkann insiste soprattutto sull’indipendenza economica, uno degli ostacoli che possono impedire alle vittime di abbandonare definitivamente un ambiente violento. «Nessuno dovrebbe mai essere costretto a rimanere in un ambiente violento semplicemente perché non ha una casa o un altro luogo dal quale ripartire». Per il fondatore di LAPS, la violenza sottrae innanzitutto libertà alle vittime e il compito della Fondazione consiste nel creare le condizioni perché possano riconquistarla.
Joana Lemos Elkann: «Dare una casa non basta»
Al progetto lavora in prima persona anche Joana Lemos Elkann, vicepresidente della Fondazione LAPS. La moglie di Lapo sottolinea che un tetto rappresenta una risposta indispensabile, ma non può esaurire l’intervento.
«Offrire a una vittima un luogo sicuro in cui vivere è assolutamente essenziale, ma non è sufficiente. Dobbiamo aiutare le vittime a riconquistare la propria autonomia, la fiducia in sé stesse e la libertà di ricostruire la propria vita», spiega.
La nuova casa punta proprio a questo. Protezione nell’immediato, ma contemporaneamente strumenti per affrontare ciò che viene dopo. L’obiettivo comprende anche la semplificazione delle procedure che una donna deve affrontare quando si trova in condizioni di estrema vulnerabilità.
Joana Lemos ha ringraziato il Comune di Cascais e le aziende che hanno sostenuto l’iniziativa, sottolineando la necessità di coinvolgere istituzioni, privati e società civile. Il progetto era partito durante il mandato dell’ex sindaco Carlos Carreiras e arriva al traguardo sotto l’attuale amministrazione guidata da Nuno Piteira Lopes.
Lapo Elkann: dieci anni di LAPS e il progetto di esportare il modello
L’apertura cade nell’anno del decimo anniversario della Fondazione. LAPS nasce infatti nel 2016 e negli anni ha concentrato una parte crescente della propria attività sui progetti sociali rivolti alle persone vulnerabili.
Il rapporto tra Elkann e Cascais si era già consolidato nel giugno 2025, quando il Comune portoghese gli aveva conferito la Medaglia Municipale al Merito per la Solidarietà, riconoscendo le iniziative sociali realizzate dalla Fondazione sul territorio.
Adesso l’obiettivo diventa più ambizioso: trasformare le case rifugio portoghesi in un modello da replicare altrove. Per Lapo Elkann significa anche mostrare un volto molto diverso da quello che per anni ha occupato le cronache. Questa volta non ci sono automobili personalizzate, feste o provocazioni. Ci sono 900mila euro investiti, una casa e donne con i loro bambini che cercano un posto dal quale ricominciare.







