A cento anni dalla nascita di Marilyn Monroe, Hollywood torna a fare quello che non ha mai smesso davvero di fare: trasformare il mito in desiderio. E il desiderio in oggetto da collezione. Il primo giugno, giorno in cui la diva di A qualcuno piace caldo avrebbe compiuto cent’anni, a Los Angeles partirà una doppia asta che promette di riportare in superficie non solo gli abiti e gli accessori dell’attrice, ma anche le crepe più intime della sua vita privata.
Non solo glamour, dunque. Non soltanto il rossetto, i vestiti, i gioielli e le fotografie. A emergere stavolta sono soprattutto le parole. Confessioni, lettere, appunti e registrazioni che raccontano la Marilyn più fragile, quella lontana dai flash e dai sorrisi costruiti per Hollywood.
La borsetta di Marilyn con rossetto, cipria e sigarette
La prima asta sarà organizzata da Heritage Auctions proprio il primo giugno. Ottanta oggetti provenienti dalla collezione privata di Norman e Hedda Rosten, amici strettissimi dell’attrice per oltre sette anni. Un rapporto intenso, fatto di lettere, poesia, confidenze e lunghi soggiorni condivisi tra America ed Europa.
Pochi giorni dopo, il 4 giugno, toccherà invece a Julien’s Auctions, in collaborazione con Turner Classic Movies. Qui il catalogo si allarga fino a quasi duecento lotti e restituisce un ritratto sorprendentemente quotidiano della diva.
Tra gli oggetti più chiacchierati c’è una borsetta da sera dorata, valutata circa 100mila dollari, che contiene ancora piccoli frammenti della vita di Marilyn: rossetto, cipria, specchietto, una manciata di sigarette e due monetine da dieci centesimi. Più che un cimelio, sembra una fotografia congelata nel tempo.
Il tailleur Dior e il regalo di Joe DiMaggio
Tra i pezzi più preziosi compaiono anche un orologio da tavolo Fabergé regalato a Marilyn per il matrimonio con Joe DiMaggio e il celebre tailleur firmato Christian Dior indossato nel 1954 all’aeroporto di San Francisco prima della luna di miele in Giappone.
Un matrimonio, quello con DiMaggio, destinato però a consumarsi rapidamente. Durò appena un anno, travolto dalla pressione mediatica e dalle tensioni di una coppia che non riuscì mai davvero a trovare equilibrio. Due anni dopo Marilyn sposò Arthur Miller. Ed è proprio da quel matrimonio che arrivano i documenti più dolorosi emersi nelle aste e nelle nuove pubblicazioni dedicate all’attrice.
La lettera di Arthur Miller
Da Heritage Auctions emerge una lettera inedita di otto pagine, con una base d’asta di 50mila dollari, in cui Miller riflette sul loro rapporto in termini devastanti. Lo scrittore, figura centrale della sinistra intellettuale americana, appare tormentato dal senso di colpa per la sofferenza della moglie.
“Vorrei che tu potessi sbocciare, essere felice, e invece vedo che vieni lentamente distrutta, e da me”, scrive. Poi la frase più brutale: “Da qualche parte dentro di te hai sempre saputo che io sono profondamente il tuo antagonista, se non addirittura il tuo nemico”. Parole talmente esplosive che Norman e Hedda Rosten, custodi della lettera, decisero all’epoca di eliminare saluto iniziale e firma finale per evitare che il testo potesse finire sui tabloid.
Le registrazioni inedite e il lato oscuro del matrimonio
Le tensioni tra Marilyn e Miller tornano anche nel nuovo libro The Arthur Miller Tapes: A Life in His Own Words, pubblicato da Cambridge University Press. Il volume raccoglie trascrizioni di conversazioni tra il drammaturgo e il biografo Christopher Bigsby.
Dentro quelle pagine emerge un ritratto cupo e quasi premonitore dell’attrice. Miller racconta di avere sempre percepito “la morte sulla spalla di Marilyn”. Era convinto che, senza qualcuno che si prendesse cura di lei, sarebbe andata incontro a una “fine catastrofica”. Rilette oggi, quelle parole fanno impressione. Non solo per ciò che raccontano del loro matrimonio, ma per il modo in cui sembrano anticipare il destino tragico dell’attrice.
Il mito che continua a vendere emozioni
A cento anni dalla nascita, Marilyn Monroe continua a essere molto più di una star del cinema. È un simbolo culturale, un’ossessione collettiva, una figura sospesa tra sensualità e tragedia. Forse questo il motivo per cui ogni suo oggetto, anche il più banale, continua ad avere un valore enorme. Non si comprano soltanto vestiti o cosmetici. Si compra un frammento di un mito che Hollywood non ha mai smesso di consumare.
La borsetta con le sigarette, il tailleur Dior, l’orologio Fabergé, le lettere disperate di Arthur Miller: tutto contribuisce a ricostruire la doppia immagine di Marilyn. Quella pubblica, luminosa e seducente. E quella privata, fragile, tormentata, incapace di trovare pace anche lontano dai riflettori.
100 anni dopo, Marilyn Monroe resta un enigma
Le aste di Los Angeles arrivano in un momento in cui la figura di Marilyn Monroe continua a essere riletta e reinterpretata. Non più soltanto sex symbol, ma donna schiacciata da un sistema che la trasformò in icona mondiale senza mai proteggerla davvero.
Ed è proprio questo che rende ancora magnetici questi cimeli. Ogni oggetto sembra contenere una domanda irrisolta. Chi era davvero Marilyn Monroe quando le luci si spegnevano? La diva irresistibile o la donna inseguita dalla propria fragilità? Forse entrambe. Ed è anche per questo che, cento anni dopo la sua nascita, Hollywood continua a venderne il ricordo come se fosse ancora viva.







