Fabrizio Corona alza ancora il livello dello scontro col mondo del calcio e lo fa nella parte riservata agli abbonati della nuova puntata di Falsissimo. Stavolta non si limita alle allusioni, alle battute o ai retroscena. Mostra filmati, tira fuori testimonianze, fa nomi e costruisce un racconto feroce sulle notti milanesi di alcuni ex giocatori del AC Milan.
Al centro della puntata finisce soprattutto Theo Hernandez, ex terzino rossonero oggi all’Al Hilal, descritto come uno dei protagonisti di serate private tra escort, “palloncini”, alcol, terrazze vista skyline e musica sparata fino all’alba.
Corona parla apertamente di «un sistema marcio», sostenendo che dietro il calcio italiano si nasconderebbe un mondo fatto di eccessi, soldi, droga e sesso. E per raccontarlo si appoggia soprattutto alla testimonianza di quello che presenta come l’ex autista del giocatore francese.
Il racconto dell’autista
Il racconto è pesantissimo. Secondo quanto sostiene l’uomo intervistato da Corona, durante gli anni milanesi di Theo Hernandez esisteva un giro di feste private organizzate attraverso una società chiamata “Made in Luxury Concierge”, già comparsa nelle recenti inchieste milanesi sui privè frequentati da calciatori e vip.
L’autista parla di ragazze immagine pagate tra i 1500 e i 2500 euro a serata e di escort che arrivavano direttamente negli appartamenti privati o nei super attici utilizzati per le feste. Le location citate sarebbero diverse, ma Corona insiste soprattutto sulla terrazza del ME Milan Il Duca, in piazza della Repubblica, diventata nella sua ricostruzione una specie di simbolo della Milano notturna dei calciatori.
I nomi fatti da Corona
Nel corso della trasmissione, Corona e il suo interlocutore citano diversi ex giocatori del Milan. Oltre a Theo Hernandez compaiono Hakan Çalhanoğlu, Brahim Díaz, Samu Castillejo e Sandro Tonali. Secondo il racconto, alle serate avrebbero partecipato «qualche volta» anche Gianluigi Donnarumma, Zlatan Ibrahimović e Rafael Leão.
Corona mostra anche alcuni brevi filmati agli abbonati del programma. Immagini frammentarie, girate in locali e appartamenti privati, utilizzate dal creator per sostenere il suo racconto sulle notti folli dei calciatori.
“Palloncini” e Champions League in sottofondo
Il dettaglio che più colpisce nella narrazione di Corona riguarda però i cosiddetti “palloncini”, cioè il protossido di azoto utilizzato come sostanza stupefacente. Secondo quanto raccontato a Falsissimo, sarebbe stato uno degli “sballi preferiti” di alcuni giocatori perché, sostiene Corona, “non lascia tracce nei controlli antidoping”.
L’autista descrive notti lunghissime, andate avanti fino alle otto del mattino, anche nei giorni precedenti alle partite. E c’è un particolare quasi surreale che Corona trasforma nel simbolo della sua denuncia: durante queste feste, racconta, veniva messo a tutto volume l’inno della Champions League. Il contrasto è quello che Corona cerca volutamente: il calcio dell’élite europea trasformato nella colonna sonora di notti a base di ragazze, protossido di azoto e lusso sfrenato.
“Non è vita privata, è un reato”
È a questo punto che Corona alza ancora di più il livello dello scontro. «Non è vita privata, non sono semplici feste con dello sballo, è un reato», dice davanti alle telecamere.
Il riferimento è soprattutto alle accuse che lui stesso muove nei confronti di Theo Hernandez, parlando apertamente di presunta “induzione alla prostituzione”. Un’accusa enorme, che però al momento resta confinata dentro il racconto di Falsissimo.
Ed è qui che serve la precisazione fondamentale: le accuse raccontate nella trasmissione escono unicamente dalla bocca di Fabrizio Corona e dei suoi interlocutori. Non ci sono accuse ufficiali nei confronti di Theo Hernandez e non risulta alcuna indagine aperta sul calciatore o sugli altri giocatori citati nella puntata.
Il calcio, i tifosi e il “sistema” secondo Corona
Nel finale della trasmissione Corona allarga il discorso e torna sul suo bersaglio preferito: il sistema calcio. Secondo lui società, dirigenti e procuratori avrebbero sempre saputo tutto oppure avrebbero scelto di non vedere. «Le società non vogliono sapere», dice. «O fanno finta di non sapere».
È il solito stile Corona: aggressivo, spettacolare, senza sfumature. Un racconto costruito tra accuse, provocazioni e immagini forti, capace ancora una volta di incendiare i social e spaccare il pubblico tra chi gli crede e chi considera Falsissimo soltanto una gigantesca macchina di rumore. Dopo questa puntata di “Falsissimo”, il nome di Theo Hernandez e quello di diversi ex giocatori del Milan sono finiti dentro uno dei racconti più esplosivi mai messi online da Fabrizio Corona.







